Francesca Pascale: “Con Paola Turci una relazione tossica”. Il retroscena su Berlusconi e il sogno in politica
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Francesca Pascale rompe il silenzio in una lunga intervista al Corriere della Sera. Dalle accuse pesanti all’ex moglie Paola Turci all’amore mai finito per Silvio Berlusconi, fino ai traumi del passato e alle ambizioni per il futuro: ecco tutta la verità.
Dimenticate la discrezione degli ultimi mesi. Francesca Pascale è tornata a far parlare di sé con un’intervista fiume che sta scuotendo il mondo del gossip e della politica italiana.
A 40 anni, l’ex compagna di Silvio Berlusconi traccia un bilancio della sua vita, segnata da amori travolgenti, addii dolorosi e una nuova consapevolezza che nasce tra le colline della Toscana.
L’attacco a Paola Turci: “Un chiodo schiaccia chiodo”
Il punto più dolente del racconto riguarda la fine dell’unione civile con la cantante Paola Turci, celebrata nel 2022 e naufragata dopo soli due anni. Pascale non usa giri di parole e definisce quel rapporto come una “relazione tossica”.
Secondo l’attivista, il legame sarebbe nato sotto una stella sbagliata: “Non ero pronta dopo Berlusconi, era un chiodo schiaccia chiodo”, ha ammesso con onestà brutale.
Ma l’affondo più amaro riguarda un presunto doppio standard morale. Pascale accusa l’ex compagna di ipocrisia: “Stavo con una donna che disprezzava Berlusconi, ma non il fatto di vivere in casa mia con il suo denaro”.
Un conflitto di valori che avrebbe reso la convivenza insostenibile, portando alla rottura definitiva tra veleni e recriminazioni.

L’amore eterno per Silvio Berlusconi: “Tra noi non è mai finita”
Di segno opposto sono invece le parole dedicate al Cavaliere. Se il capitolo Turci è descritto con amarezza, quello su Silvio Berlusconi trabocca di gratitudine e nostalgia.
Nonostante la differenza d’età (si conobbero quando lui aveva 69 anni), Pascale sostiene che il loro legame sia andato oltre la morte del leader di Forza Italia: “La verità è che tra di noi non è mai finita, non ci siamo mai realmente separati”.
Nonostante le voci su una presunta “buonuscita” milionaria, Francesca chiarisce la natura del sostegno ricevuto: non un assegno di liquidazione, ma una vita di privilegi, doni e basi solide.
Grazie al patrimonio accumulato durante i 15 anni al fianco del Presidente, oggi Pascale gestisce una società immobiliare di successo che le garantisce indipendenza e la possibilità di aiutare gli amici più cari.
Il ricordo di Berlusconi vive anche nei piccoli gesti quotidiani: Francesca ha rivelato di continuare a lasciargli un bicchiere di amaro e dei cioccolatini sul tavolo durante le ricorrenze, un rituale privato che suggella un legame indissolubile.
La nuova vita in Toscana e il dolore del passato
Oggi Francesca Pascale ha trovato il suo equilibrio in un casale nel senese, un progetto costruito da zero dove vive circondata da undici cani. Ma dietro questa facciata bucolica si nascondono ferite antiche.
L’intervista tocca infatti il delicato tema del rapporto con il padre violento, con cui non parla da un decennio. Una figura così ingombrante da essere stata ufficialmente esclusa persino dal testamento che la Pascale ha già redatto: “Non lo vorrei neppure al mio funerale”.
Questa sofferenza ha forgiato in lei un forte spirito femminista e un sostegno convinto al matriarcato. Non a caso, esprime ammirazione per Giorgia Meloni, definita una “donna vincente”, e difende istituzioni come Miss Italia, sostenendo che la bellezza sia un valore che le donne devono essere libere di rivendicare senza subire critiche moralistiche.

Il futuro: tra Marina Berlusconi e la politica attiva
Il cuore di Francesca Pascale batte ancora per la politica. Il suo auspicio per il futuro di Forza Italia è chiaro: vorrebbe vedere Marina e Pier Silvio Berlusconi prendere le redini del partito per resettarlo e farlo ripartire.
Ma non si limita a guardare gli altri. La sua ambizione personale è concreta: “Mi piacerebbe candidarmi per la segreteria toscana”. Un passo che segnerebbe il ritorno ufficiale in prima linea di una donna che, tra Pride e manifestazioni, non ha mai smesso di far sentire la propria voce.
