Francesco Cicchella sulla polemica Fiaschi-GialappaShow: “A me con loro è successa una cosa simile,Tony Servillo riproposto con la mia stessa chiave comica”
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Per meglio comprendere quanto raccontato da Francesco Cicchella durante la diretta di Non è la TV, il format Youtube di Fanpage.it condotto da Andrea Parrella, Grazia Sambruna e Gennaro Marco Duello, bisogna fare un passo indietro e risalire alla polemica innescata qualche giorno fa dal cabarettista e imitatore Leonardo Fiaschi contro il gruppo del GialappaShow.
In uno sfogo sui social, raccolto dallo stesso portale, l’imitatore livornese si è lamentato circa un presunto “sistema” posto in essere dalla trasmissione comica di TV8, secondo il quale gli imitatori prendono spunto dalle idee altrui per portare in scena le loro parodie. La scintilla la ha fatta scoccare l’imitazione del Jovanotti cattivo, una chiave comica di cui Fiaschi rivendica la paternità: “Voi lo sapete, ci metto mesi e mesi per fare i personaggi e per trovare una chiave comica” ha dichiarato Fiaschi.
L’imitatore e cabarettista toscano durante Only Fun su il Nove, ha proposto un Jovanotti particolare, cupo e aggressivo attraverso un preciso meccanismo scenico: “Gli facciamo girare il cappellino e lui diventa cattivo”. Stesso meccanismo ripreso al GialappaShow da Vernia che per il suo Jovanotti ha adoperato la stessa idea. Coincidenza? Per Fiaschi no, in quanto nel suo sfogo ha affermato che con la sua imitazione di Cremonini i Gialappi si sono comportati allo stesso modo ricalcando la sua stessa chiave comica data al personaggio.
“Tutto uguale, ma non è incredibile?” ha detto Fiaschi che ha poi chiuso il suo intervento sui social con una provocazione: “Noi ora andiamo a preparare qualcosa che possa servirvi per il prossimo anno”. Fanpage.it ha provato a contattare la Gialappa’s Band per una replica, ma i medesimi si sono trincerati dietro un no comment.

L’imitazione di Iva Zanicchi fatta da Giulia Vecchio ricalca lo stesso meccanismo usato in Audiscion su Rai2
Dubbi sul presunto sistema GialappaShow, giungono anche dall’imitazione di Iva Zanicchi proposta da Giulia Vecchio nella puntata andata in onda il 30 marzo scorso. Grazia Sambruna sul suo profilo X in data 1 aprile ha messo in confronto la suddetta imitazione con una molto simile proposta in Audiscion: “Buongiorno, ho amato l’Iva Zanicchi di Giulia Vecchio, che strano però: a maggio 2025 ne andava in onda una molto simile sul palco di Audiscion, conduzione Gigi e Ross su Rai2. Parodia di Federica Ciofola. Ci vedo doppio io oppure..?”
Le due imitazioni sono molto simili, ma non nella voce, quanto nel vestito e nel meccanismo: “Qua siamo davanti a due robe MOLTO simili, la prima è andata in onda a maggio scorso su Rai2, per quanto quel programma, Audiscion- condotto da Gigi e Ross- sia passato inosservato dal pubblico… O forse a maggior ragione?”
L’intervento di Francesco Cicchella a “Non è la Tv”
Dopo questo ampio preambolo per far meglio capire di cosa si sta parlando, torniamo all’intervento di Francesco Cicchella a “Non è la Tv”, il comico e imitatore durante la sua ospitata nel format YouTube di Fanpage.it, ha parlato della proprietà intellettuali delle imitazioni, una questione molto delicata, in cui ci sarebbe bisogno di quell’etica professionale che dovrebbe essere guida in tutte le professioni.
Cicchella nella sua constatazione è tornato sullo sfogo di Leonardo Fiaschi a riguardo del “Jovanotti cattivo” e dell’imitazione di Cremonini, aggiungendo una sua testimonianza diretta sul GialappaShow, fornendo una ulteriore prova su un presunto “sistema”, forse in “buonafede” come ha tenuto a sottolineare il comico, ma che riporta al rispetto tra colleghi: “Il mio è più un appello, che non una polemica. Cerchiamo di avere il giusto rispetto reciproco per le idee altrui. Poi voglio sempre credere alla buonafede”.
L’imitatore ha quindi raccontato a Non è la Tv un episodio che lo riguarda direttamente: “Al GialappaShow hanno fatto la parodia di Toni Servillo uguale a come l’ho fatta io a teatro. Tra l’altro dopo che mi avevano invitato lì per farla, poi per altri motivi io non ho accettato”.
Da qui la ricostruzione di Cicchella su quanto accaduto circa la sua parodia di Servillo: “Gli autori della Gialappa’s sono venuti a vedermi a teatro dove io facevo questa parodia di Toni Servillo e mi dissero ‘devi venire a farla in programma’. Io sono andato a un incontro con loro, anche coi Gialappi, poi non se n’è fatto più nulla per altri motivi, sono io che ho scelto di non partecipare al programma. Ma non è questo il punto. Perché poi mi sono ritrovato questa imitazione di Toni Servillo nel programma”.
A conferma di quanto raccontato da Cicchella, vari video girati dal pubblico durante gli spettacoli dell’imitatore, documenti da cui si evince quanto la parodia di Tony Servillo proposta dal cabarettista e imitatore sia perfettamente aderente a quella proposta all’interno del GialappaShow da un altro imitatore.

Francesco Cicchella: “Nelle imitazioni chiave comica da rispettare”
Cicchella ha quindi fatto riferimento a Fiaschi ricordando che anche l’imitazione di Pier Silvio Berlusconi fatta dall’imitatore livornese è poi stata proposta da Ubaldo Pantani al GialappaShow, tutto ciò ad ulteriore conferma delle perplessità sulle coincidenze riscontrate. Cicchella si è soffermato quindi sulla chiave comica da rispettare:
“Leonardo Fiaschi è un mio caro amico e so che gli è successa la stessa cosa con Pier Silvio Berlusconi. Non è l’imitazione in sé il problema, è la chiave comica. Le imitazioni sono di tutti. Non sono un copyright. Pensiamo a Giovanni Vernia che ha portato un’imitazione di Achille Lauro, così come l’ho fatta io. Achille Lauro non è di mia proprietà. Le chiavi comiche, le rivisitazioni sono diverse. Quindi, quando tu proponi lo stesso personaggio con la stessa chiave, allora diventa una cosa mia. La chiave, la reinterpretazione non è di tutti. C’è un lavoro creativo, una visione di quel personaggio. Poi, ognuno ha la sua cifra e il suo stile”.
Secondo Cicchella il codice etico nelle imitazioni non esiste più: “Noi comici siamo tutti amici. C’era una sorta di codice etico per cui se qualcuno ha fatto una parodia, io non vado a copiarlo, ma offro sempre una chiave mia. Quanti imitatori hanno fatto Renato Zero, Adriano Celentano negli anni? Adesso quel codice etico appartiene al passato, qualcosa si è rotto”
Sarebbe interessante a questo punto conoscere il punto di vista della Gialappa’s Band, trincerarsi dietro un “no comment” somiglia tanto a una ammissione di colpa.
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