Julio Iglesias, la procura spagnola modifica la propria posizione, il cantante è accusato di molestie sessuali da due ex dipendenti
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Julio Iglesias adesso non potrà più contare sul vizio di forma che aveva provocato il decadimento delle denunce per abusi sessuali mossagli da due ex dipendenti. La Procura spagnola ha riconosciuto la competenza del tribunale dell’Audiencia Nacional ad indagare sugli episodi che avrebbero avuto luogo nelle residenze che il cantante possiede nella Repubblica Dominicana e alle Bahamas.
A dare la notizia sono stati il quotidiano online elDiario.es e l’agenzia di stampa Efe, entrambe su segnalazioni ricevute da fonti interne alla Procura. Adesso a decidere sull’apertura di una indagine formale sarà il giudice istruttore del tribunale competente.
Il caso nasce proprio da un’inchiesta durata tre anni condotta da elDiario.es e Univision Noticias. I due media hanno raccolto le testimonianze di una ex collaboratrice domestica e di una fisioterapista, le due donne hanno accusato Iglesias di presunti abusi sessuali, sfruttamento e riduzione in schiavitù nonché violazione dei diritti dei lavoratori. I fatti risalirebbero al 2021 quando Iglesias aveva 78 anni.
La denuncia delle due donne a gennaio 2026
Le due donne hanno presentato denuncia il 4 gennaio 2026 alla Procura dell’Audiencia Nacional spagnola raccontando delle presunte aggressioni sessuali ai loro danni e degli abusi sul lavoro. Le presunte vittime sono state identificate con i nomi fittizi di Rebeca e Laura e rappresentate da Women’s Link, l’organizzazione internazionale per i diritti umani.
Le azioni di cui si sarebbe reso responsabile Iglesias sono configurabili come “reato di tratta di esseri umani finalizzata al lavoro forzato e alla servitù”, nonché reati “contro la libertà e l’integrità sessuale, come le molestie sessuali”.
Julio Iglesias dal canto suo ha chiesto tramite i suoi legali l’archiviazione del caso negando tutte le accuse. La richiesta è stata accettata lo scorso mese di gennaio per la non competenza territoriale dei tribunali spagnoli. Una “carenza di giurisdizione” sottolineata dalla procura generale in quanto le due denuncianti non hanno vincoli territoriali o personali con la Spagna, elemento fondamentale per la giustizia spagnola affinché si possa aprire un’inchiesta.
Relazione favorevole sull’apertura di una istruttoria in Spagna
La Procura si è ora espressa su una seconda querela presentata dalle due donne i primi di settembre che oltre le presunte molestie include il presunto reato di “trattamento degradante” configurabile come violazione dei diritti umani. Tale documento secondo quanto afferma l’organizzazione Women’s Link, potrebbe attribuire ai tribunali spagnoli la giurisdizione e le competenze necessarie per avviare le indagini sul territorio nazionale.
A questo proposito la procura avrebbe dato opinione favorevole tramite una relazione trasmessa al giudice dell’Audiencia Nacional, sarà quest’ultimo a decidere sull’apertura di una indagine nei confronti di Iglesias.


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