Mika a Domenica In: il ritorno in Italia e il segreto della sua “casa immaginaria” tra musica e famiglia
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L’energia di Mika è tornata a illuminare gli schermi italiani durante l’ultima puntata di Domenica In. In collegamento da Rouen, in Francia, l’artista ha aperto il suo cuore a Mara Venier, raccontando non solo i dettagli tecnici del suo nuovo, mastodontico tour mondiale, ma anche gli aspetti più intimi di un uomo che ha fatto della musica il proprio strumento di guarigione e della libertà il proprio manifesto.
Un tour visionario: tra teatro e balletto degli anni ’20
Mika ha scelto Rouen per inaugurare un tour che lo terrà impegnato per circa 12 mesi. Non si tratta di un semplice concerto, ma di un vero e proprio “esperimento visivo”.
L’artista ha spiegato come lo show cerchi di abbattere i confini tra le discipline artistiche, mescolando musica pop, teatro e danza.
La scenografia stessa è un omaggio alla storia dell’arte: è ispirata a bozzetti del 1921, disegnati oltre cento anni fa. “Stiamo cercando di creare qualcosa di magico e diverso, cambiando tutti i ‘già visti’ di questo mondo dello spettacolo”, ha dichiarato Mika, sottolineando come sul palco sia accompagnato da una troupe di circa 92 persone tra musicisti, ballerini e tecnici.

Il legame indissolubile con l’Italia
Nonostante la sua vita nomade (“non stai mai fermo”, gli ha ricordato Mara Venier), Mika ha ribadito il suo legame viscerale con il nostro Paese.
Sebbene sia nato a Beirut, nel cuore del Mediterraneo, l’artista sente che l’Italia è riuscita a dargli quella sensazione di benessere che solo la vicinanza al mare e a una certa cultura può offrire.
“Hai imparato l’italiano in due settimane, vuol dire che ce l’hai nel sangue”, ha scherzato la conduttrice. Mika ha risposto con profondità, spiegando che per lui l’Italia rappresenta una sorta di famiglia allargata, una sensazione che cerca di ricreare ovunque vada grazie alla sua musica.
Il ricordo della madre e la musica come “metabolizzatore”
Uno dei momenti più toccanti dell’intervista è stato il ricordo della madre, figura centrale nella sua crescita umana e professionale.
Ex professoressa di disegno, fu la prima a riconoscere il talento di Mika. L’artista ha ricordato con un sorriso amaro un aneddoto ricorrente: “Mia madre mi diceva sempre: o finisci in carcere o finisci su un palcoscenico”.
Ma oltre al colore, c’è stato il dolore. Mika ha parlato apertamente della malattia della madre e del vuoto lasciato dalla sua scomparsa. Tuttavia, ha descritto come l’arte sia stata fondamentale per affrontare i momenti più difficili:
“La musica ci permette di metabolizzare anche le cose schifose della vita. Trasformiamo questa merda in qualcosa di bello, così non siamo vittime”.
Oggi, quella troupe di 92 persone che lo segue nel mondo è diventata la sua “famiglia alternativa”, un regalo che, secondo Mika, gli è stato lasciato proprio dalla madre, che era anche una sua stretta collaboratrice.

Date dei concerti in Italia: Bologna e Torino
Per i fan italiani l’attesa sta per finire. Mika ha confermato due tappe imperdibili nel mese di marzo 2026:
- 2 Marzo: Bologna, dove porterà l’intera produzione teatrale e visiva del tour.
- 4 Marzo: Torino, per una data che l’artista ha definito più simile a un “rave”, molto dance e ad alta energia.
Mika conclude l’intervista con un messaggio di speranza e autenticità: essere se stessi è l’atto più rivoluzionario possibile.
E mentre scherza sul voler diventare un vecchio con la dentiera per spaventare i bambini sull’autobus, rimane chiaro che il segreto del suo successo è la capacità di cantare la vita con leggerezza, senza mai fuggire dalla realtà.
