Nicole Kidman: dalle luci di Hollywood alla scelta di diventare doula della morte
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Nicole Kidman non smette mai di sorprendere e, questa volta, lo fa aprendo il suo cuore su un tema tanto delicato quanto profondo: l’accompagnamento al fine vita. Durante un recente incontro all’Università di San Francisco, l’attrice ha rivelato di aver intrapreso un percorso per diventare doula della morte, una scelta nata dal dolore per la perdita della madre Janelle.
Il mondo la conosce come una delle dive più iconiche del cinema contemporaneo, capace di passare con disinvoltura dai drammi d’autore alle grandi produzioni televisive.
Eppure, dietro il glamour dei tappeti rossi e il successo di serie come Lioness o la nuova produzione Apple TV Margo’s Got Money Troubles, si nasconde una donna in profonda evoluzione.
Sabato scorso, presso la War Memorial Gym dell’Università di San Francisco, la Kidman ha partecipato alla prestigiosa Silk Speaker Series, dialogando con Vicky Nguyen della NBC di fronte a una platea di studenti e curiosi.
È stato in questo contesto che l’attrice ha condiviso una confessione inaspettata: la sua decisione di studiare per diventare una doula della morte.
La spinta del lutto e il bisogno di conforto imparziale
Il punto di svolta in questa nuova fase della vita di Nicole Kidman è stato il settembre del 2024, un mese che ha segnato un contrasto violento tra trionfo professionale e tragedia personale.
Mentre l’attrice si trovava alla Mostra del Cinema di Venezia per presentare Babygirl, ha ricevuto la notizia della scomparsa di sua madre, Janelle Anne Kidman, morta all’età di 84 anni.
Un evento che ha scosso le sue fondamenta e che ha fatto nascere in lei una riflessione profonda sulla solitudine che spesso accompagna il momento del trapasso.
Durante l’incontro a San Francisco, la Kidman ha ammesso con sincerità che l’idea potrebbe apparire insolita a molti, ma ha spiegato come la sua esperienza personale l’abbia spinta verso questa direzione.
Ha raccontato di come lei e sua sorella Antonia, nonostante l’immenso amore, si siano sentite impotenti di fronte alla sofferenza della madre. Con famiglie numerose, carriere avviate e l’assenza del padre, l’attrice ha percepito quanto sia difficile offrire una presenza costante e serena.
Da qui il desiderio di vedere nel mondo figure capaci di sedersi accanto a chi sta morendo in modo imparziale, offrendo un conforto che vada oltre i legami familiari.

Cos’è davvero una doula della morte
Sebbene il termine possa suonare nuovo a molti, la figura della doula della morte, o doula di fine vita, sta guadagnando sempre più riconoscimento come pilastro fondamentale del supporto olistico.
Si tratta di una professionista non medica che si occupa di accompagnare i pazienti terminali e i loro cari attraverso il processo del morire.
Il suo ruolo non riguarda la medicina, ma la dignità: fornisce supporto emotivo, spirituale e fisico, aiutando a navigare le paure, a organizzare gli ultimi desideri e a garantire che nessuno debba affrontare il passaggio finale in solitudine o nel caos emotivo.
Per la Kidman, questo studio rappresenta una parte essenziale del suo percorso di crescita. Non è ancora chiaro se l’attrice intenda esercitare ufficialmente la professione o se stia cercando semplicemente strumenti per comprendere meglio la condizione umana, ma è evidente che il tema la tocchi nel profondo.
Già nell’ottobre del 2024, durante la première di Lioness, era scoppiata in lacrime ammettendo quanto le mancasse la madre, sottolineando che nessun successo lavorativo può colmare quel vuoto.
Una vita tra sfide personali e grandi maestri
La chiacchierata all’università non ha toccato solo il tema del lutto, ma ha offerto uno spaccato autentico sulla vita di una donna che sta affrontando grandi cambiamenti.
L’evento, inizialmente previsto per lo scorso ottobre, era stato rimandato a causa delle vicende personali legate al divorzio dell’attrice dalla superstar del country Keith Urban.
Nonostante le difficoltà, la Kidman si è mostrata resiliente, parlando del suo amore per l’istruzione e dei maestri che hanno segnato la sua carriera.
Tra questi, ha citato Stanley Kubrick come la figura che più di ogni altra le ha cambiato la vita, permettendole di esplorare i confini della sua arte e del suo essere.
Oltre al cinema, c’è il ruolo di madre. Nicole ha condiviso con gli studenti un episodio recente riguardante la figlia diciassettenne, Sunday Rose, raccontando di averla consolata al telefono durante un momento di crisi emotiva.
Questo aneddoto è servito a spronare i giovani presenti, ricordando loro che la paura del futuro e l’incertezza su cosa fare della propria vita sono sentimenti universali che lei stessa vive quotidianamente attraverso le sue figlie.
Il percorso di Nicole Kidman verso la formazione come doula della morte appare come il naturale proseguimento di una carriera costruita sull’empatia.
Che sia su un set cinematografico o al capezzale di qualcuno che soffre, l’attrice continua a cercare connessioni umane autentiche, trasformando il proprio dolore in una missione di cura e comprensione verso l’ignoto più grande di tutti.
