Norvegia, per l’addio a Re Harald in 220mila lungo le strade, Re Haakon VIII e la principessa ereditaria Ingrid dietro il feretro, le lacrime di Mette-Marit e la discussa presenza di Marius Borg
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In Norvegia oggi è stato il giorno dell’addio a Re Harald, il sovrano ottantanovenne spentosi lo scorso 28 agosto a causa di una rara malattia del sangue. Stando alla rete televisiva Nrk, sono state circa 224mila le persone presenti lungo e strade di Oslo per dare l’estremo saluto a colui che da più parti è stato definito “il nonno di tutta la Norvegia”. Dopo la cerimonia funebre il feretro è stato portato alla chiesa del castello di Akershus, sempre a Oslo, dove si svolgerà una cerimonia privata per la famiglia e i suoi ospiti prima della sepoltura, nel mausoleo reale.
Re Haakon, accompagnato dalla sorella, la principessa Märtha Louise, e dai loro figli, la principessa ereditaria Ingrid e il principe Sverre, ha guidato il corteo funebre che ha trasportato la bara di Harald di Norvegia adagiata su un fusto di cannone. La bara, drappeggiata con lo stendardo reale, ha percorso il tragitto dal Palazzo Reale alla Cattedrale di Oslo, dove membri della famiglia reale e leader mondiali hanno reso l’ultimo omaggio al monarca .
Dietro la famiglia reale norvegese, profondamente addolorata nel suo commovente corteo, ci sono stati i rappresentanti delle case reali e i capi di Stato presenti al funerale.

Le teste coronate e i capi di Stato presenti alla cerimonia e al corteo funebre
Dietro i figli e i nipoti del defunto sovrano, hanno seguito il corteo, Carlo Gustavo di Svezia ha guidato la folta rappresentanza del suo casato presente alla cerimonia: Vittoria e Daniele di Svezia, il principe Carlo Filippo e la principessa Sofia, e la principessa Madeleine con il marito Chris O’Neill.
A seguire, Abdullah di Giordania con la regina Rania, il principe Alberto e la principessa Charlene di Monaco, Guglielmo Alessandro e Máxima dei Paesi Bassi con la principessa Amalia, Filippo e Mathilde del Belgio, re Filippo e la regina Letizia di Spagna, re Federico e la regina Maria con il figlio Cristiano di Danimarca, Guglielmo e Maria Teresa del Lussemburgo con il granduca Enrico, il principe e la principessa ereditari del Giappone, il principe William e la principessa Anna, e Pavlos di Grecia.
Ai rappresentanti delle case reali sono seguiti nel corteo 17 capi di Stato : Frank-Walter Steinmeier, dalla Germania; Volodymyr Zelenskyy, dall’Ucraina; Gitanas Nausėda, dalla Lituania; Maia Sandu, dalla Moldavia; Alar Karis, dall’Estonia; Bajram Begaj, dall’Albania; il Governatore Generale del Canada, Louise Arbour; Nataša Pirc Musar, dalla Slovenia; Petr Pavel, dalla Repubblica Ceca; Edgars Rinkēvičs, dalla Lettonia; Alexander Stubb, dalla Finlandia; Halla Tómasdóttir, dall’Islanda; Mikheil Kavelashvili, dalla Georgia; Konstantinos Tasoulas, dalla Grecia; Karol Nawrocki, dalla Polonia; Catherine Connolly, dall’Irlanda e András Baka, dall’Ungheria.
Al corteo funebre hanno partecipato anche il primo ministro danese, Mette Frederiksen; del Marocco, Aziz Akhannouch; della Svezia, Ulf Kristersson; della Thailandia, Anutin Charnvirakul e della Francia, Sébastien Lecornu. In rappresentanza del governo italiano era presente il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti.
A completare il corteo, in un silenzio assordante e circondati dalla moltitudine di cittadini accorsi in strada per salutare Re Harald V, erano presenti il corpo di polizia a cavallo, le bande militari dello Stato Maggiore e dell’Esercito, la compagnia d’onore della Guardia Reale, il capo della casa reale, nonché il Primo Ministro norvegese, il Presidente del Parlamento (Storting) e il Giudice della Corte Suprema.
Dopo il corteo funebre, la regina Sonja, 89 anni, e Mette-Marit di Norvegia, che sta affrontando una difficile convalescenza dopo un trapianto di polmone, si sono recate in auto alla cattedrale.
Le lacrime di Mette-Marit dopo un anno difficile
Non è stato un anno facile per Mette-Marit. Oltre ai problemi di salute, il suo futuro nel regno del marito è stato messo in discussione dopo che è venuta alla luce la sua stretta relazione con il defunto finanziere Jeffrey Epstein. In quell’occasione, il Re le rivolse un discorso ufficiale che fu interpretato come un esplicito sostegno da parte della Corona. Non era la prima volta che riceveva il suo appoggio.
Come accennato nei giorni scorsi, il suo matrimonio con l’allora Principe ereditario non fu una passeggiata. Il suo passato non era ciò che gli ambienti più tradizionalisti consideravano adatto a una futura regina, ma Harald, che aveva vissuto qualcosa di simile quando aveva annunciato la sua intenzione di sposare Sonja – con la differenza che lui aveva dovuto affrontare l’opposizione del padre – non voleva sottoporre suo figlio alla stessa prova. “Mette-Marit, sei una donna eccezionale. Hai una grande forza interiore”, disse nel suo discorso di nozze, accogliendo lei e suo figlio Marius, allora di quattro anni, nella famiglia.
Parole e sostegno che la neoregina non ha mai dimenticato e oggi nella cattedrale era tra le più commosse.


Il saluto di Durek Verret
Il dolore era evidente anche sul volto di Durek Verret, arrivato accompagnato dalle figlie della principessa Märtha Louise di Norvegia: Maud Angelica, Leah Isadora ed Emma Tallulah. Nel frattempo, la principessa, visibilmente sconvolta, affiancava il fratello, re Haakon, nel corteo funebre dal Palazzo Reale alla Cattedrale di Oslo . All’interno della cattedrale, il marito, anch’egli profondamente addolorato, attendeva con le tre giovani figlie, molto legate al nonno.
C’erano dubbi sulla presenza dello sciamano al funerale, dato che si era recentemente sottoposto a un trapianto di rene e le sue condizioni di salute avrebbero potuto non permettergli di affrontare la giornata, ma alla fine ha voluto esserci ed è riuscito a dare l’ultimo saluto al suocero.
Poche ore dopo aver appreso la notizia della dipartita, Verret gli ha reso omaggio sui social media : “Ti voglio bene, papà. Mi mancheranno i bei momenti che abbiamo condiviso”. Il soprannome non è casuale, e ne aveva già parlato in un’intervista al quotidiano Aftonbladet . “Li ho sempre chiamati mamma e papà. Nella tradizione africana, i genitori del tuo partner diventano anche i tuoi genitori quando entri a far parte della famiglia”, ha spiegato. “È un segno di amore, vicinanza e rispetto. È sempre stato così tra noi. Sono come una famiglia per me, quindi è naturale chiamarli mamma e papà”.

La discussa presenza di Marius Borg
Presente al funerale anche Marius Borg, primo figlio di Mette-Marit, nato dal primo matrimonio della sovrana e adesso agli arresti domiciliari dopo una condanna di 4 anni per violenza domestica e stupro. La sua presenza alle esequie ha incarnato il modo in cui Harald ha sempre inteso il suo ruolo: prima di essere re, era marito, padre e nonno.
Forse la presenza di Marius è stato il suo ultimo grande gesto: permettere a tutti, compresi coloro che non ricoprono titoli o incarichi ufficiali e che negli ultimi anni hanno offuscato l’immagine della Corona, di partecipare all’addio che chiude il suo regno e, soprattutto, la sua vita, la vita di un uomo che ha creduto nell’amore in ogni suo aspetto.
Marius Borg si è recato dalla tenuta di Skaugum al Palazzo Reale di Oslo nella stessa auto dei suoi fratelli, la Principessa Ereditaria Ingrid e il Principe Sverre . Giunti sul posto, Ingrid e Sverre si sono preparati per partecipare al corteo funebre a piedi, mentre lui si è diretto direttamente alla Cattedrale di Oslo per fare il suo ingresso insieme al secondo marito della Principessa Märtha Louise di Norvegia, Durek Verrett, e alle sue cugine, le figlie di Märtha Louise, Leah Isadora Behn, Maud Angelica Behn ed Emma Tallulah Behn.
All’interno, ha preso posto nella seconda fila vicino all’altare, nell’area riservata alla famiglia, dove sedevano i nipoti di Re Harald che non hanno incarichi ufficiali. Erano seduti lì anche altri membri della famiglia reale che non ricoprono la carica di capo di Stato, come la Regina Anna Maria di Grecia con i suoi figli, e le Principesse Beatrice e Amalia dei Paesi Bassi.
Ancora una volta, la presenza di Marius Borg, essendo stato al centro di uno dei processi più lunghi della storia norvegese è stata, senza dubbio, per via del suo legame con la famiglia reale, anche la più discussa. Il processo è tuttora in corso, poiché il suo caso è pendente dinanzi alla Corte d’Appello e la stampa norvegese non prevede una sentenza definitiva prima del 2027.
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