Paola Iezzi sull’industria discografica: “Per crescere serve la gavetta, bisogna abituarsi al pubblico cantando nei locali, adesso c’è molta fretta di arrivare”
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Paola Iezzi da settembre siederà per la terza stagione consecutiva dietro il bancone dei coach di X Factor. Ad accompagnarla in questa terza avventura dal prossimo 10 settembre, ci saranno Jake La Furia, Francesco Gabbani e Irama. In una intervista rilasciata a La Repubblica, l’artista ha tracciato un quadro della discografia attuale in cui sembra non ci sia tempo per sbagliare sottolineando invece quanto anche gli errori siano importanti e quanto lei abbia imparato dai suoi insuccessi.
Parlando della sua esperienza a X Factor, Paola ha rivelato al quotidiano che da unica donna ama spesso immischiarsi nelle “chiacchiere da bar” dei suoi tre colleghi per tirare fuori il suo lato maschile, ovviamente senza mai scadere nella tossicità.
L’ultima edizione del talent è stata vinta da Rob, una sua allieva, una vittoria che l’artista ha tenuto a precisare che è tutta della giovane cantante: “La vittoria è tutta sua, per noi significa aver fatto bene il nostro lavoro, essere un po’ genitori, insegnanti, psicologi. I concorrenti sono in una centrifuga: in tre mesi imparano tanto. Sta a noi trasmettere tecnica e spirito giusto”. Il consiglio che Paola Iezzi cerca sempre di trasmettere ai suoi allievi è di “non farsi prendere dall’ansia dei numeri”.
A questo proposito la cantautrice si è lasciata andare a una doverosa riflessione sulla velocità di un’industria discografica che tende a far bruciare le tappe ai giovani artisti: “L’industria mette in mano macchine veloci ad autisti che non sanno ancora andare in bici. Prima le tappe erano più sudate, ora è saltato tutto. Per crescere serve la gavetta e Rob aveva già cantato nei locali. Essere abituati al palco e al pubblico aiuta”.
La gavetta con la sorella Chiara, il successo, la separazione e il ritorno
E a proposito di gavetta nell’intervista Paola Iezzi ha raccontato la sua di gavetta nei locali di Milano insieme a sua sorella Chiara: “Con Chiara abbiamo sempre avuto delle band: siamo state musiciste prima che cantanti, abbiamo imparato un mestiere”.
L’artista ha poi raccontato un aneddoto legato ai suoi inizi, quando pur di suonare, lei e sua sorella spinte dalla voglia di farsi conoscere, dopo una serata sulla riviera ligure dormirono sui lettini di un centro estetico: “Non avevamo una lira, dormimmo in un centro estetico, sui lettini per massaggi. È lì che si vede se ci si crede davvero. Noi ci credevamo”.
La svolta è arrivata nel 1995 con Max Pezzali che cercava una band per gli 883, poi sono arrivati l’esordio come soliste, la vittoria a Sanremo nella sezione “nuove proposte” e un periodo di successi costellato da hit tuttora ascoltate e ballate, poi all’improvviso la separazione: “Era finito un ciclo – ha raccontato Paola al quotidiano romano – stavano cambiando le generazioni e la musica. Lavorare insieme è stato bellissimo, dove non arrivavo io arrivava lei, e viceversa. Una macchina perfetta. Poi l’ingranaggio si è guastato”.
Per un periodo le sorelle Iezzi hanno intrapreso strade diverse, Paola è rimasta centrata sulla musica che è sempre stata la sua “ragione di vita”, mentre Chiara ha voluto cimentarsi nella recitazione, un’altra sua passione.
A sorpresa poi nel 2023 è avvenuta la reunion: “Ci siamo sentite incomprese. Nessuno riconosceva il merito delle nostre canzoni, antenate di quelle di Annalisa e Elodie. Forse c’erano pregiudizi. Quando la generazione cresciuta con noi è salita ai posti di comando, siamo state riscoperte”.

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