Sebastiano Somma: il dramma della sorella, l’eredità del padre e quella “macchia” chiamata fotoromanzi
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C’è un’immagine di Sebastiano Somma che il grande pubblico ha cristallizzato nel tempo: quella dell’attore solido, dal volto rassicurante e dalla recitazione misurata. Eppure, dietro quella maschera di compostezza, si nascondono ferite che il tempo ha solo parzialmente rimarginato.
Ospite di Nunzia De Girolamo nel salotto di Ciao Maschio, Somma ha scelto di spogliarsi dei panni dell’attore per indossare quelli, ben più complessi, dell’uomo, del figlio e del fratello.
Il racconto che ne è emerso è una costellazione di affetti, perdite e riscatti, dominata da una parola che sembra essere il suo baricentro morale: Dignità.

L’eredità del padre: una dignità che non si compra
Per Sebastiano Somma, la dignità non è un concetto astratto, ma ha il volto e le mani di suo padre. “Dignità per me era la figura di mio padre”, ha spiegato l’attore con una nota di commozione.
Nonostante le tempeste della vita e le “grandi difficoltà” incontrate lungo il cammino, suo padre ha saputo trasmettergli un patrimonio immateriale ma indistruttibile.
In un mondo che spesso misura il successo in base ai follower o al conto in banca, il racconto di Somma riporta l’attenzione sull’importanza dell’integrità.
Quella dignità è diventata per lui uno scudo e una bussola, specialmente quando la vita ha iniziato a presentare conti salatissimi sotto forma di distacchi violenti.
Il dolore più grande: l’addio a “Peppa”, la sorella-mamma
Il momento più toccante dell’intervista ha riguardato la perdita di sua sorella, avvenuta nel 2002. Non è stata solo la perdita di un parente, ma un vero e proprio “distacco violentissimo”. Somma la descrive come la sua “seconda mamma”, il suo faro.
“Era la mia Peppa… se n’è andata giovanissima, a 52 anni.”
Un dettaglio ha colpito particolarmente il pubblico: il ritratto di una donna d’altri tempi che, nonostante la vicinanza emotiva, “dava del voi” a sua madre.
Un segno di un’Italia che non c’è più, fatta di rispetto formale e legami viscerali. La sua scomparsa ha lasciato un vuoto che Somma fatica ancora oggi a colmare, definendolo senza mezzi termini come il dolore più grande della sua vita.

La figlia e il superamento dei “silenzi maschili”
Somma ha poi affrontato un tema molto delicato: l’incapacità di comunicare le emozioni, un tratto che sembra aver ereditato dalla linea maschile della sua famiglia.
Suo padre, pur amandolo profondamente, “mancava un po’ nel dialogo”, trasformando l’amore in un senso di protezione silenzioso e quasi ruvido.
L’attore ha ammesso con onestà di rivedersi in quel modello, ma ha anche rivelato chi lo sta aiutando a rompere questo guscio: sua figlia.
È lei che lo spinge al confronto, che lo costringe a “tirare fuori” ciò che altrimenti resterebbe sepolto sotto strati di riservatezza. È un passaggio generazionale fondamentale: se il padre gli ha insegnato la dignità, la figlia gli sta insegnando la vulnerabilità.
Il “marchio” dei fotoromanzi: una battaglia contro il pregiudizio
Non poteva mancare un riferimento alla carriera. Prima delle grandi fiction e del teatro impegnato, Sebastiano Somma è stato il re dei fotoromanzi. Un mondo che oggi ricordiamo con nostalgia, ma che per anni ha rappresentato un ostacolo professionale quasi insormontabile.
“Ho vissuto di pregiudizi”, ha confessato Somma. Nonostante una lunga gavetta e una solida formazione teatrale, i produttori dell’epoca lo snobbavano. Il ragionamento era tanto semplice quanto crudele: se hai fatto i fotoromanzi, probabilmente non sai recitare.
L’attore ha raccontato di aver faticato enormemente per “uscire fuori” da quel marchio, nonostante parlasse con fierezza di un’esperienza che lo ha portato in giro per il mondo e gli ha donato una popolarità incredibile.
È la testimonianza di quanto sia difficile, nel mondo dello spettacolo, convincere gli altri di poter essere “altro” rispetto al primo successo ottenuto.
La forza di un uomo che sa guardarsi dentro
L’intervista a Ciao Maschio ci restituisce un Sebastiano Somma autentico, capace di analizzare i propri fallimenti comunicativi e i propri lutti con una lucidità rara.
Tra l’eredità silenziosa del padre e la spinta emotiva della figlia, Somma continua a camminare con quella dignità che ha ricevuto in dono, dimostrando che dietro ogni grande attore c’è sempre un uomo che ha dovuto lottare contro i propri fantasmi e i pregiudizi altrui.
