Stefano De Martino parla del suo Festival: “Mi ispiro a Baudo, porto avanti le mie idee, sarà un Sanremo popolare non populista”
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L’occasione per sentire il De Martino pensiero circa il suo Festival di Sanremo è stata la seconda edizione di un altro festival, quello di Fanpage.it, Rumore, in svolgimento fino a domenica 11 ottobre a Roma. Il conduttore di Affari Tuoi ha fatto l’en plein, due edizioni su due della manifestazione, che in questo weekend ospiterà personaggi dello spettacolo, della cultura, della politica con un occhio anche all’attualità e alle energie rinnovabili.
Andrea Parrella, nota firma del portale che lo ha intervistato sul palco, è partito con un video dell’anno scorso in cui De Martino parlando del Festival di Sanremo diceva che non era ancora tempo, da lì a pochi mesi sarebbe stato nominato direttore artistico. “Io amo contraddirmi – ha detto il conduttore – la contraddizione è la più grande forma di espressione, è la cosa più bella che si possa fare”
In ogni caso il direttore artistico di Sanremo 2027 ha precisato che lo scorso anno di questi tempi davvero era convinto che per la kermesse canora più importante d’Italia non fosse ancora giunto il suo momento, poi quando è arrivata la proposta da parte della Rai riflettendo è arrivato alla conclusione che il Festival di Sanremo non deve essere considerato un traguardo, ma lo sviluppo di una carriera.
“Non era nei miei radar – ha ammesso De Martino – quando si è presentata l’occasione ho pensato che poteva essere l’occasione giusta. Una variazione sul tema. Sanremo è difficile da organizzare, ma semplice nella struttura, potrebbe essere l’ultima cosa che faccio, chissà”
Stefano De Martino: “Nella mia vita è successo qualcosa che ti fa capire che non sempre abbiamo il tempo di fare una cosa”
Stefano ha detto che la decisione di accettare l’incarico è stata presa prima che fosse dato l’annuncio ufficiale, ha visto e sentito intorno a sé la fiducia dell’azienda e quando si è reso conto che tutti avrebbero navigato nella stessa direzione si è convinto ad accettare. Ma c’è anche un altro motivo che lo ha spinto a dire di sì: la morte di suo padre e la consapevolezza che non sempre siamo noi a decidere il nostro futuro.
“C’è un risvolto personale. Nella mia vita è successo qualcosa che ti fa capire che non sempre abbiamo il tempo di fare una cosa. E allora ho detto sì. Ti guardi intorno e ti dici: ma cosa sto aspettando in realtà? Forse era il timore di non essere all’altezza, ma è un esame che devi dare se vuoi fare questo mestiere”
Il direttore artistico del prossimo Festival di Sanremo ha ammesso di essersi tuffato nell’organizzazione e che serve molta preparazione fisica per registrare un access time e preparare un evento atteso da tutti: “Passo quattro giorni a settimana davanti a delle regioni e nei ritagli di tempo si lavora a Sanremo. Ce la metto tutta, credo di essere abbastanza sul progetto. Tendo difficilmente a delegare”.
Il conduttore ha ammesso che il momento più bello della giornata è quello dedicato all’ascolto delle canzoni, sottolineando quanto si senta fortunato nel poter emozionarsi, piangere o ridere nel sentire in anteprima i brani: “Non vedo l’ora che possiate anche voi piangere, ballare e ridere. Almeno lo spero”.
Le serate di Sanremo 2027
Stefano De Martino si è soffermato sulle serate della kermesse sanremese, in particolare sulla serata performance, una novità assoluta che nella prossima edizione assegnerà al vincitore la possibilità di partecipare all’Eurovision. Il conduttore ha detto che secondo lui è divertente che si esprimano cose diverse nelle due gare: “Magari il vincitore della serata performance, che poi andrà a Eurovision, sarà diverso dal vincitore del Festival”.
Stefano ha fatto presente quanto in una manifestazione così lunga sia interessante diversificare le serate in modo che al pubblico a casa non sembri di guardare ogni sera lo stesso spettacolo: “I pro rispetto allo spettacolo e all’intrattenimento sono troppi di più. Perché la serata cover è sempre così attesa? Perché è diversa. E allora il martedì, il mercoledì, il giovedì vedo già le cover e il venerdì vedo un’altra performance ancora”.
Stefano De Martino: “Sarà un Sanremo popolare non populista”
Riguardo il peso delle giurie e l’ampio spazio dato alle giurie popolari, è stato chiesto al conduttore se non si corra il rischio di far diventare il suo Sanremo populista: “No, sarà un festival popolare – ha puntualizzato De Martino – noi creiamo una bolla sanremese con un setaccio: la stampa, tv e radio, il pubblico. Fuori da Sanremo questo setaccio non esiste. I termini di successo o insuccesso sono biglietti venduti, milioni di streaming. Quindi ho detto: facciamo che il nostro setaccio esista fino a poco prima della fine. Così noi sapremo raccontare tre pareri diversi. Ma un attimo prima che si lancino fuori, anticipiamo quel risultato”.
Il direttore artistico vorrebbe che il risultato finale fosse poi lo specchio delle vendite e non fosse smentito dal mercato: “Ogni volta vediamo classifiche smentite settimane dopo. Mi sono detto: cerchiamo di dare una classifica che possa essere aderente a quella delle settimane dopo. A volte perché è un diesel, a volte perché il pubblico non ha avuto quel potere. Dico popolare e non populista perché il nostro lavoro deve essere popolare. Siamo giudicati in termini di ascolti, i cantanti sono giudicati in termini di biglietti e di ascolti”.
De Martino non si è sottratto neanche al tema della politica nel Festival, spiegando che tutto è politica ed è normale oltre che giusto che un palco come quello di Sanremo venga anche giudicato per quello che si fa e quello che si dice. Il conduttore ha rivelato di essere fan delle opinioni e che non sarà tutto o bianco o nero.
“Se ci sono persone che con il loro modo di fare testimonieranno e metteranno a frutto quel palco per esprimere un’opinione diversa senza movente, io metterò a disposizione quel palco per tutti” ha aggiunto De Martino.
Stefano De Martino: “Mi ispiro a Pippo Baudo, era molto popolare e poco populista”
Stefano ha detto che il suo modello di Festival è quello di Pippo Baudo: “Era il deus ex machina di Sanremo. Non aveva nessun timore di fare il Sanremo che aveva immaginato quell’anno. Si vedeva dalle scelte. Era bravissimo a fare un Sanremo che segnasse quel tempo. Non voleva accontentare tutti. Baudo era molto popolare e poco populista”
Il conduttore ha detto di rivedere la filosofia di Baudo in Rick Rubin: “A distanza di anni io rivedo la stessa filosofia in Rick Rubin. Non devi intercettare il gusto del pubblico, devi fare quello che ti piace e sperare di incontrare il gusto del pubblico. In questo Pippo ha fatto scuola. Metodo Baudo: fai il tuo Sanremo e divertiti”.
Poi De Martino ha fatto una riflessione sul prendersi troppo sul serio parlando di Sanremo come se fosse un evento decisivo per la salvezza dell’umanità: “Non voglio sminuire la grandeur del nostro evento, ma non si decide della vita e della morte di nessuno. È una gara di cantanti e alla fine ne vince uno. Che vada affrontato con serietà e professionalità, però voglio dire, se volevo una responsabilità facevo il cardiochirurgo. Siamo un Paese che per cinque sere si ferma per ascoltare le canzoni. Questo parla benissimo della cultura italiana. In un’epoca come questa è una cosa meravigliosa”.
Stefano De Martino: “Prima di Affari Tuoi ho detto no a un altro programma quotidiano, non mi vedevo in quella cosa”
A De Martino è stato chiesto anche se si ponga il problema di essere ogni giorno in TV rischiando di essere troppo sovraesposto: “Fare l’access significa stipulare un patto di fiducia con il pubblico. Quando sei tutti i giorni davanti alla telecamera, la gente ha una percezione di quello che sei. Questa familiarità diventa lo zoccolo duro su cui fare nuovi progetti. Le persone ti conoscono, conoscono il tuo sguardo sulle cose. Però non credo di volerlo fare ancora per tanti anni, la presenza così assidua in tv non è mai stata una mia ambizione”.
Il conduttore ha spiegato di preferire la progettualità più che la messa in onda, immaginare le cose più che vederle accadere: “Di questo mestiere mi piace la fase in cui si immaginano le cose, rispetto a quella in cui accadono. Posto che l’uno senza l’altro non ha senso. Ma in percentuale è 70-30. Immaginare cosa posso fare al Festival sarà più bello che vederlo realizzato. Uguale per la tv”.
Infine la confessione sul “no” a un programma quotidiano precedente a Affari Tuoi: “Ho detto no a un altro programma quotidiano, non mi vedevo in quella cosa. E se io non mi rivedo, non faccio quella cosa. Il fallimento è dato da un errore di valutazione. Ben venga il fallimento, può succedere”.

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