Veronica Gentili sui diritti delle donne: “C’è ancora un’inclinazione a pensare che in fondo una pacca sul sedere non uccida nessuno”
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Diritti delle donne, politica, cambiamento climatico e crisi nel dibattito politico, questi gli argomenti su cui Veronica Gentili intervenuta nella rassegna Dedalo a Parma, ha dibattuto con Luca Sommi. Una conversazione pubblicata da pochi giorni sul canale YouTube della rassegna che ha offerto innumerevoli spunti di riflessione.
Prendendo spunto dal caldo soffocante di questa estate 2026, la giornalista e conduttrice ha parlato del cambiamento climatico e quella che è abitudine diffusa di criticare e sottovalutare il lavoro degli esperti. Gentili ha definito l’epoca presente “un mercato dell’opinione” in cui tutti si sentono autorizzati a parlare di qualsiasi argomento pur non conoscendoli in maniera approfondita.
Le opinioni improvvisate dei tuttologi del web molto spesso vengono accostate e messe sullo stesso piano delle analisi di coloro che conoscono il tema e lo hanno studiato per anni. Gentili ha così formulato l’invito a recuperare il valore del pensiero critico: “Reintegrare il dubbio – ha detto la giornalista – significa restituire spazio alla complessità in un tempo che sembra volerla cancellare”.
Veronica Gentili: “Assistiamo a un progressivo deterioramento del ragionamento”
Veronica Gentili dopo aver affrontato il tema del pensiero critico si è soffermata sul ragionamento, sottolineando quanto le persone non siano più portate a ragionare, ma a consumare informazioni rapide senza approfondire i concetti: “Sono una persona vocata al ragionamento e assisto a un suo forte deterioramento nelle persone – ha affermato la conduttrice – non c’è più la possibilità di avere prospettive più ampie. È una cosa cerebralmente molto pericolosa”.
Il parlare per slogan secondo Gentili ha investito anche la politica, a proposito di questo Luca Sommi ha aggiunto che mentre un tempo gli slogan appartenevano ai comizi, adesso sembrano aver sostituito il confronto, quasi si abbia paura che dilungarsi nella spiegazione di un tema stanchi chi è abituato a immagazzinare contenuti veloci e sintetici.
Questo sistema di assorbire contenuti brevi fermandosi alla superficie secondo la giornalista Mediaset rischia di abbassare sempre di più la soglia di attenzione dei giovani: “I lettori hanno un vantaggio, perché le pagine te le devi mettere lì e leggere, non ci sono scorciatoie. Ma i giovani leggono poco, sono ormai adescati dal loop dei social”.
Veronica Gentili: “Nell’epoca del marketing prendere posizione può trasformarsi in uno strumento di promozione personale”
A proposito di chi dovrebbe lanciare messaggi, Sommi e Gentili non si sono trovati sulla stessa linea su quello che dovrebbe essere il ruolo degli intellettuali. Secondo il giornalista molti non si espongono per non compromettere la propria carriera anche se a suo avviso “ogni cittadino dovrebbe occuparsi della res pubblica”.
Gentili invece ha offerto un’altra chiave di lettura spiegando che anche una opinione può essere usata come uno strumento di marketing. Una affermazione che potrebbe apparire come una provocazione, ma che fa riflettere: “Nell’epoca dei social network, delle visualizzazioni e degli sponsor – ha detto la conduttrice de Le Iene– anche prendere posizione può trasformarsi in uno strumento di promozione personale”.
Veronica Gentili: “C’è ancora un’inclinazione a pensare che in fondo una pacca sul sedere non uccida nessuno”
Un ampio spazio è stato dedicato nel corso dell’incontro ai diritti delle donne. Gentili ha stimolato la riflessione su una società che pur dicendosi in evoluzione deve fare i conti con alcune sacche di resistenza dovute alla mentalità, la conduttrice ha portato il caso di Gerard Depardieu, sottolineando che “anche se si mettessero in 26 per una intera giornata a spiegargli che è sbagliato toccare il sedere di una truccatrice lui continuerebbe perché per la sua cultura è la normalità”.
Nella denuncia di una mentalità retrograda e maschilista radicata nella società, Gentili partendo dal caso che ha coinvolto Michele Mari sulle presunte affermazioni che avrebbe fatto in un Van su Michela Murgia (“Aveva successo perché era brutta”, ndr), ha detto che “esiste ancora un’inclinazione a pensare che in fondo una pacca sul sedere non uccida nessuno nonostante gesti e parole assumano un ruolo significativo lungo il percorso verso la parità di genere”.
E a proposito del concetto di parità di genere, Gentili ha rivelato di aver maturato una sua opinione personale sul concetto di quote rosa: “Non si tratta di dare un vantaggio, ma di rimettere tutti sullo stesso piano di partenza. Le disuguaglianze oggi sono meno evidenti, ma più subdole, esistono differenze salariali, carichi familiari squilibrati e un sistema che colpevolizza le donne per la denatalità”.
Infine affrontando il tema del femminicidio Gentili ha affermato: “A differenza di quanto pensa Vannacci, il termine femminicidio acquista un senso quando è un uomo a uccidere una donna che rivendica la sua libertà e autodeterminazione”.
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