Annalisa e il fuoco del pop: tra gothic metal, laurea in fisica e il nuovo tour “Ma noi siamo fuoco”
#image_title
Il pop italiano ha una regina che non smette di evolversi, e il suo nome è Annalisa. Ospite negli studi di Radio Deejay durante il programma Summer Camp, la cantautrice ligure ha presentato il suo nuovo singolo Canzone estiva — uscito venerdì 13 marzo — e ha svelato i dettagli del secondo capitolo del suo acclamato tour, “Ma noi siamo fuoco”.
Dall’immagine sofisticata di oggi alle radici “dark” del passato, Annalisa si conferma un’artista dai mille strati, capace di unire il rigore di una laurea in fisica all’energia travolgente dei palasport.
Le origini: dai “Le Noir” al gothic metal
Non tutti sanno che, prima di scalare le classifiche pop, la voce di Annalisa risuonava tra le pareti delle sale prove con un’energia decisamente più aggressiva.
Durante le superiori e l’inizio dell’università, Annalisa faceva parte di una band chiamata Le Noir.
“Il mio mondo era più quello gotico, quindi gothic metal con forti influenze pop, tipo il mondo Evanescence”.
Insieme ai Le Noir, Annalisa esplorava sonorità oscure, coverizzando brani come Perfect Day, Elise di PJ Harvey.
È interessante notare come il legame con quel passato non si sia mai spezzato: il tastierista di quella band è ancora oggi il suo tastierista ufficiale. Questo lato “dark” e “nerd” non è sparito, ma si è trasformato, integrandosi perfettamente nella sua attuale identità artistica.
L’influenza metal nel pop di oggi
Annalisa non nasconde la sua passione per band come i Lacuna Coil e la stima per Cristina Scabbia.
Questa attitudine si riflette anche nei suoi mashup live, come quello che unisce la sua Euphoria ai Motley Crue, o l’inserimento a sorpresa di frammenti dei Prodigy durante i concerti.
Un pop a più piani di lettura: l’eredità di Battiato e Giuni Russo
Nonostante il successo commerciale, la musica di Annalisa punta alla profondità.
Durante l’intervista, ha espresso la sua ammirazione per la produzione pop degli anni Ottanta, citando icone come Giuni Russo, Alice e Donatella Rettore, spesso prodotte o influenzate dal genio di Franco Battiato.
Secondo la cantautrice, una canzone deve poter essere fruita su diversi livelli:
-
Primo livello: Divertimento, ritmo e leggerezza.
-
Secondo livello: Una sfida linguistica e concettuale che emerge solo se l’ascoltatore decide di “impegnarsi” nel testo.
Proprio come Un’estate al mare, che nasconde una scrittura complessa dietro una facciata estiva, Annalisa cerca di infondere nei suoi brani quella stessa dignità artistica che non invecchia mai.
Il tour “Ma noi siamo fuoco”: cosa aspettarsi dal capitolo 2
Dopo il successo dei primi concerti tra novembre e dicembre 2025, il viaggio di “Ma noi siamo fuoco” riprende il 23 aprile. Questo nuovo capitolo toccherà location inedite per l’artista e palchi prestigiosi.
Annalisa ha sottolineato l’importanza della componente visiva nei suoi show. Il corpo di ballo non è solo un accompagnamento, ma una vera e propria scenografia vivente, un approccio che Annalisa ammira in star internazionali come Dua Lipa.
Per prepararsi a questo sforzo fisico, nonostante si definisca “una vera pigra”, la cantante si sottopone a sessioni di ginnastica “alla vecchia” e cardio per allenare il fiato e garantire una performance impeccabile per le due ore di concerto.
Tra scienza e musica: il fascino del “Nerd”
Il binomio Annalisa-fisica rimane uno dei temi più cari al suo pubblico.
C’è un legame sottile ma potente tra la passione per le scienze fisiche e il metal epico o fantasy. Annalisa si sente pienamente rappresentata da questo mix: una mente analitica applicata a un’espressività artistica che non teme di esplorare l’oscurità o la complessità.
