Bar Centrale: Rosanna Lambertucci e Serena Bortone, è scontro in diretta su Rai 1
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Il pomeriggio di Rai 1 si infiamma: tra dati statistici e visioni tradizionali, il confronto sul ruolo della donna degenera in uno scontro aperto tra la giornalista Serena Bortone e la regina del benessere Rosanna Lambertucci.
Il salotto di Bar Centrale, il nuovo appuntamento del sabato pomeriggio condotto da Elisa Isoardi, è nato con l’intento di ricreare l’atmosfera conviviale e distesa dei piccoli borghi italiani.
Tuttavia, nell’ultima puntata, il clima è stato tutt’altro che sereno. A far saltare i nervi ai presenti (e al pubblico a casa) è stato un acceso diverbio tra due icone della televisione pubblica: Serena Bortone e Rosanna Lambertucci.
Al centro della contesa, un tema delicato e quanto mai attuale: il gender gap e il ruolo della donna nella società moderna. Ma quello che doveva essere un dibattito costruttivo si è trasformato in una vera e propria “caciara” televisiva, culminata in un’esclamazione della Bortone che è già diventata virale: “Divento pazza!”.
L’innesco: dati contro ottimismo
Tutto è iniziato quando Serena Bortone, nota per il suo approccio giornalistico rigoroso e attento ai diritti civili, ha snocciolato alcuni dati preoccupanti sulla condizione femminile in Italia.
Secondo la giornalista, il 70% dei lavori di basso profilo è occupato da donne, le quali, nonostante le competenze, faticano a raggiungere ruoli apicali e posizioni di potere, spesso riservate agli uomini.
La reazione di Rosanna Lambertucci non si è fatta attendere, ma è andata in una direzione diametralmente opposta.
La Lambertucci ha sostenuto una visione ottimistica, quasi utopica, affermando che le donne oggi abbiano “più numeri degli uomini” e che il superamento del gap salariale sia solo questione di tempo grazie alle superiori capacità multitasking femminili.
“Ma chi è che lavora solo con gli uomini, abbi pazienza?”, ha incalzato la Lambertucci, negando di fatto l’evidenza delle statistiche.
Lo scontro sulle “Trad Wife” e la maternità
Il punto di rottura definitivo è stato raggiunto quando il discorso si è spostato sul tema della cura della casa e della famiglia. La Bortone ha citato un dato emblematico: solo il 2,8% degli uomini condivide attivamente il lavoro di cura domestica.
Di fronte a questa disparità, la Lambertucci ha replicato con una frase che ha gelato lo studio: “Ma perché vuoi farli diventare delle donne, gli uomini che non sono portati, Serena?”.
La risposta della Bortone è stata un mix di sconcerto e rabbia: “La donna oltre a lavorare deve tornare a casa e fare pure la serva?”.
Il dibattito si è poi infiammato ulteriormente parlando delle cosiddette “Trad Wife” (donne che scelgono di obbedire al marito) e della maternità come “unico vero privilegio”.
“Non sei una vera femminista”, è stato il sottotesto che ha aleggiato per tutta la durata del diverbio. Serena Bortone, visibilmente esasperata dal rifiuto della collega di accettare i dati della realtà, ha sbottato: “Divento pazza! È la tua opinione contro i dati. Dimmi quante donne vedi nei ruoli apicali!”.
Il ruolo di Elisa Isoardi
In questo scenario da “rissa al bar”, la conduttrice Elisa Isoardi si è trovata nel difficile ruolo di arbitro. Ha dovuto alzare la voce e intervenire fisicamente per tentare di riportare l’ordine tra le due contendenti, che continuavano a sovrapporsi impedendo lo svolgimento del programma.
Solo l’intervento degli altri ospiti, tra cui Gigi Marzullo, ha permesso di chiudere (seppur con fatica) il segmento.
Due mondi a confronto
L’episodio di Bar Centrale non è stato solo un momento di “trash televisivo”, ma la rappresentazione plastica di una spaccatura generazionale e culturale profonda.
Da un lato la visione di chi chiede diritti basati su numeri e tutele sociali (Bortone), dall’altro chi si affida a una visione tradizionale e “accudente” della femminilità (Lambertucci).
Resta il fatto che, in un sabato pomeriggio di Rai 1, il pubblico ha assistito a uno scontro che ha messo a nudo quanto il tema della parità sia ancora lontano da una sintesi condivisa, anche tra le donne stesse.
