Benedetta Porcaroli, una donna piena di contraddizioni in Zvanì, il successo da giovanissima, la riflessione sulla strage di Crans-Montana
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In “Zvanì -Il romanzo famigliare di Giovanni Pascoli”, Benedetta Porcaroli interpreta Maria Pascoli, la sorella del poeta, detta Mariù, che rimase nubile per restare tutta la vita accanto al fratello. Una figura femminile lontana dall’attrice perché radicata in quel tempo e di cui si sa poco. Il regista Piccioni, ha voluto Porcaroli ad interpretare un ruolo così particolare dopo averla avuta come attrice in un altro suo film d’epoca, L’ombra del giorno. “Piccioni è un grande maestro” ha dichiarato l’attrice intervistata da La Stampa, rivelando che il regista la ha spinta ad andare fuori dai limiti del linguaggio contemporaneo: “Nel nostro linguaggio tutto è in sottrazione compresa la recitazione degli attori, abbiamo perso l’abitudine a vivere le cose in grande, con la sensazione che tutto sia sempre questione di vita e di morte”.
Il personaggio interpretato da Benedetta è pieno di contraddizioni: da un lato quasi una madre per Pascoli, dall’altro una manipolatrice che diventa praticamente la padrona della vita del poeta rovinandogliela: “ Vivono insieme, fino all’ultimo, in una prigione, è un tipo di donna pericoloso” L’attrice ne ha tratto l’idea di un personaggio che non riesce a indirizzare le sue energie verso il bene: “Maria aveva le intenzioni giuste, poi però ha usato male le sue insicurezze. D’altra parte è stata anche la prima fan del fratello, quella che ha visto per prima la luce che brillava dentro di lui”.
Un film che ha fatto apprezzare a Benedetta Porcaroli cose che a scuola non aveva compreso: “Il film mi ha fatto apprezzare un sacco di cose, che a scuola non avevo capito, mi sembravano solo rotture di scatole. Ho scoperto che era un genio assoluto, che ha vissuto una vita politica importante, che la sua poetica era straordinaria. È il bello del poter tornare a studiare in un’età diversa da quella della scuola”.

Un successo avuto da giovanissima
Prima del biopic su Pascoli su Rai1, Benedetta Porcaroli ha recitato in tanti altri film, un successo avuto da giovanissima che a volte la ha portata a chiedersi se abbia perso qualcosa della sua vita:“Me lo chiedo, sono piena di dubbi e di paure” ha riferito l’attrice a La Stampa, ma l’entusiasmo non la abbandona mai: “Rispetto a tante cose ho perso un po’ d’incanto, sono un po’ più razionale, mi domando spesso “ma ne varrà la pena?”. Dentro di me la risposta è sempre “sì”, l’entusiasmo resta, però c’è anche l’ossessione che ci sia qualcos’altro, che la vita vera sia altrove. Sono felice di quello che faccio, ma ogni tanto sono contenta di non lavorare, così posso rendermi conto di dove sono, fare un bilancio”.
La riflessione sulla strage di Crans-Montana
Infine una riflessione sulla strage di Crans-Montana, in molti suoi film Benedetta ha raccontato l’adolescenza: “Ho riflettuto molto, anche su quell’immagine in cui si sono viste le fiamme e un ragazzo che filmava con il telefonino. A 16 anni ho fatto le cose più pericolose della mia vita. Il fatto è che a 16 anni l’idea della morte non ce l’hai proprio. Mi sono domandata perché non ci fosse un adulto, perché non ci fosse qualcuno che stoppasse la musica, perché non ci fosse un estintore”

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