Bruno Vespa su Porta a Porta: “TeleMeloni? Da noi più ospiti dell’opposizione che della maggioranza. L’intervista più bella? Quella con un cardinale polacco prima che diventasse Papa”
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Da martedì 8 settembre ritorna Porta a Porta, il salotto televisivo più noto e importante con i protagonisti della stagione politica, dell’economia, della cultura, dello sport e dello spettacolo e con gli opinionisti più influenti che continueranno a confrontarsi sugli scenari interni e internazionali. Durante la conferenza stampa di presentazione Bruno Vespa ha innanzitutto ringraziato il suo gruppo di lavoro sottolineando che senza una squadra capace un conduttore non può fare nulla.
“Quest’anno per usare un eufemismo avremo un’effervescente stagione politica, non abbiamo ancora idea di quando si voterà, non abbiamo la più pallida idea, noi comunque ci avvicineremo con il nostro consueto pluralismo” ha spiegato Vespa che poi ha voluto dati alla mano dimostrare che a fronte delle critiche su TeleMeloni gli ospiti di Porta a Porta e Cinque Minuti sono stati ben distribuiti, anzi quelli dell’opposizione sono stati superiori a quelli della maggioranza.
Bruno Vespa: “Si parla di TeleMeloni ma la partecipazione dei loro esponenti da noi è minoritaria”
Vespa ha fatto riferimento a ciò che indicava l’ex presidente della Rai Roberto Zaccaria ossia la teoria dei 3 terzi, un terzo per il governo, un terzo per la maggioranza, un terzo per l’opposizione, a questo proposito il giornalista è conduttore ha fatto presente che la presenza della maggioranza a Porta a Porta e Cinque Minuti è minoritaria.
“Basti notare che a Porta a Porta, Fratelli d’Italia e il Partito Democratico hanno avuto entrambi 43 presenze con due defezioni da parte del PD – ha detto Vespa elencando le statistiche evidenziate sul suo tablet – Il governo ha avuto 9 presenze, l’opposizione 108, la maggioranza 102, quindi stando a TeleMeloni mi par di capire che dovremmo stare un po’ più attenti alla maggioranza visto che oggi è minoritaria”.
Bruno Vespa ha poi fatto presente che lo stesso discorso è applicabile a Cinque Minuti: “Per Cinque Minuti il PD ha avuto 14 presenze contro le 13 di Fratelli d’Italia, il governo è stato presente 34 volte, tenete conto 12 volte tra Tajani e Crosetto per via delle guerre, 28 presenze ci sono state per la maggioranza e 22 all’opposizione”.
Bruno Vespa: “Per me la raccolta pubblicitaria è importante, Berlusconi voleva che passassi a Mediaset per la pubblicità che portavo”
Il giornalista e conduttore ha poi parlato dei numeri della trasmissione, in particolare ha posto l’attenzione sulla raccolta pubblicitaria nonostante la concorrenza de La Ruota della Fortuna: “La concorrenza nello slot di ‘Cinque Minuti’ fa dieci punti in più rispetto a quelli che faceva Antonio Ricci, per questo l’altro ieri alla Mostra del Cinema, l’Amministratore Delegato di Rai Pubblicità (Luca Poggi, ndr) mi ha fatto i complimenti perché non si aspettavano una tenuta pubblicitaria così forte in una situazione così complicata. Anche con ‘Porta a Porta’ andando a tarda notte la pubblicità ha tenuto bene. Mi ricordo che Berlusconi voleva passassi da lui per la raccolta pubblicitaria che portavano le mie trasmissioni”
Poi Vespa si è soffermato sulla narrazione e sulla difficoltà di stare sempre al passo con l’attualità in un momento storico in cui con i social e il web è tutto immediato: “In un periodo storico in cui le cose diventano subito vecchie è difficile registrare le cose e tenerle da parte. Il Sun per esempio è nato sul sensazionalismo quando la carta stampata andava più della televisione, era un tipo di giornalismo d’impatto e molto forte, noi cercheremo sempre di non esagerare. Non ignoriamo niente ma stiamo sempre attenti a come dobbiamo raccontare le cose, soprattutto siamo un programma che riesce a parlare a tutti, sia ai ceti ricchi che ai poveri”.
Il commento sulle dichiarazioni di Ranucci su Totò Riina
A chi gli ha chiesto un suo parere sulle dichiarazioni di Ranucci che ha detto che per avere notizie lui sarebbe anche andato a pranzo con Totò Riina, Vespa ha risposto che un giornalista investigativo dovrebbe essere disposto anche ad andare al cena col diavolo pur di avere informazioni.
“Quando intervistai il figlio di Riina, fui coperto dalle polemiche – ha ricordato Vespa – ma in quell’intervista dimostrò quanto era sterminata la complicità che aveva il padre, che un giornalista investigativo vada a cena con il diavolo per avere notizie è giusto se serve a fare luce su questioni importanti. Quando io ho intervistato Saddam Hussein ci sono state polemiche, ma è servito, a mio avviso ci sono dittatori e dittatori e a lui hanno fatto male ad ucciderlo”
Bruno Vespa: “Giorgia Meloni? Mai stata fascista”
Alla luce dell’esito del voto amministrativo in Germania dove ha trionfato l’estrema destra e c’è stato anche chi ha vagheggiato il ritorno del nazismo, a Vespa è stato chiesto se ritiene che anche in Italia ci siano nostalgici del fascismo.
“In Italia non credo che ci sia una persona ragionevole che rimpianga il fascismo, a Giorgia Meloni è stato riconosciuto in campo internazionale che ha saputo dall’inizio prendere le distanze da quel periodo storico – ha affermato il giornalista e conduttore – Uno dei suoi compagni di strada mi disse ‘Io e Giorgia non siamo mai stati fascisti’, fanno parte di una generazione che il fascismo lo ha proprio ignorato fin dall’inizio, io immagino che l’enorme maggioranza di chi vota Fratelli d’Italia non abbia assolutamente nessun rimpianto per il fascismo”.
Bruno Vespa: “L’intervista che ho più nel cuore quella a un cardinale polacco prima che diventasse Papa”
Rispondendo a Il Tempio News Vespa ha detto che con Porta a Porta lui e la sua squadra cercheranno di raccontare quello che succede: “Lo facciamo da 31 anni, speriamo di continuare a lungo” e sui leader internazionali che avrebbe piacere di intervistare Vespa ha risposto: “Dipende dalle condizioni nessuno si fa delle illusioni, Trump risponde al telefono e chiude a chiunque lo chiami, diciamo che non è più un’esclusiva, in ogni caso tutti coloro che sono in prima linea sarebbero perfetti, ma insomma siamo abbastanza realisti”.
Infine alla domanda se c’è un’intervista che gli è rimasta nel cuore, Vespa ha risposto: “Quella a un cardinale polacco nel novembre del 1977, prima che diventasse Papa” il riferimento è a Karol Wojtyla allora arcivescovo di Cracovia poi diventato Giovanni Paolo II.
Al tempo di quell’intervista Porta a Porta ancora non esisteva, ma Wojtyla avrebbe legato il suo nome al programma poco più di 20 anni dopo, nell’ottobre del 1998, quando intervenne a sorpresa in diretta telefonica per ringraziare Bruno Vespa per aver dedicato una puntata ai vent’anni del suo pontificato.

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