Cristina Scuccia difende Don Alberto Ravagnani dalle critiche: “Lo comprendo, in convento ho ricevuto poca umanità e comprensione, non riesco a perdonare”
#image_title
A quanto pare nel sentire i commenti spesso ipocriti di questi ultimi giorni, a tutti è consentito cambiare strada, lavoro o idea tranne che agli esponenti del clero. Si parla tanto di democrazia e laicità, ma la scelta di abbandonare la vita religiosa non è ancora accettata e viene giudicata e condannata non solo dai cattolici praticanti, ma anche da parte di quella parte di tuttologi sempre pronti a disquisire sulla qualunque, anche su argomenti lontani da loro.
E’ così che dell’addio al sacerdozio di Don Alberto Ravagnani ne ha parlato mezza internet ed anche qualche trasmissione televisiva. Non sappiamo se tale profusione di giudizi sia figlia della grande popolarità del sacerdote, uno dei cosiddetti preti influencer, uno dei primi ad evangelizzare attraverso i social, terreno in questo periodo storico, molto più frequentato delle chiese.

Il pensiero di Cristina Scuccia
La scelta di Don Alberto, ha suscitato la reazione di Cristina Scuccia, ex suora, protagonista di alcuni programmi televisivi di successo quando portava ancora il velo, che nel 2022 dopo quasi 15 anni ha lasciato la vita religiosa. Sui social Scuccia ha voluto dedicare un pensiero a Don Alberto: “Non è facile per me parlare delle ferite ricevute in ambito religioso – ha detto la ex suor Cristina – forse perché non te le aspetti e fanno ancora più male! Spesso sono ambienti che faticano a dialogare con ciò che è diverso dal “si è sempre fatto così” e così è più semplice prendere le distanze che cercare quei nuovi orizzonti a cui, credo, la fede stessa ci chiami. Non conosco Don Alberto Ravagnani, ma al di là di tutto voglio estendere un pensiero di affetto e una semplice preghiera”.
Cristina Scuccia: “Ferite che non si rimarginano”
Cristina Scuccia nella sua riflessione è apparsa molto commossa e con non poca difficoltà ha raccontato di portare ancora dentro di sé delle ferite ricevute mentre era ancora in convento. La ex suora ha rivelato di non essere stata compresa e di essersi sentita esclusa: “Posso capire cosa stia attraversando Don Alberto. Sono anch’io un’ex suora. Non è facile per me fare questo video. Lo faccio quasi col nodo in gola. Perché se penso a quanto ho creduto, quanto ho dato della mia vita, di tutta la bellezza che c’è, c’è stata, c’è ancora nel mio cuore e so che da qualche parte ancora forse brillerà.
Ho delle ferite che non si riescono a cancellare. Purtroppo è una cosa di cui non ho mai parlato, ma questa è la ferita per me più grande. Sicuramente il mio modo di testimoniare, il mio modo di mettere a servizio i miei doni sarà stato fuori dal comune, ma proprio perché fuori dal comune, potrà essere stato scomodo, giudicato, attaccato. In qualche modo posso capire, dall’altra parte, cosa magari abbia attraversato o stia attraversando Don Alberto.
Io non ho mai voluto essere più grande di Dio, io mi muovevo perché volevo che lui fosse più grande, che il suo nome vincesse. La cosa più dolorosa è trovarti sola nel momento in cui tu hai sempre creduto nella fraternità, tu hai sempre creduto nella comunità, nella Chiesa come famiglia. E tutto questo nel momento più difficile non c’è stato. Ecco, questa è la ferita più grande che io mi porto ancora ad oggi”.
Cristina Scuccia: “Non riesco ancora a perdonare”
Cristina Scuccia nel corso del suo intervento ha rivelato di non essere riuscita ancora a perdonare per il male ricevuto, parlando apertamente di un comportamento delle consorelle non proprio ispirato allo spirito evangelico, del poco amore e della poca umanità nei suoi confronti: “Se c’è una cosa che ad oggi ancora non riesco a perdonare è questo poco atto di amore, di umanità, di maternità nel mio campo, tra consorelle, suore, madri, non ho ricevuto questo, ad eccezione di pochissime figure che mi sono state accanto.
È più facile mettere all’angolo qualcuno che è in difficoltà o trascinarlo in delle regole che sono sempre state seguite, piuttosto che allargarsi verso dei nuovi fronti per cercare di capire che cosa attraversa quella persona, non chiudere le porte in faccia. Siamo tutti umani, quindi posso capire la fragilità, magari al di là di quello che appare.
Non si giudica mai un libro dalla copertina. Questo lo vivo ogni giorno, l’ho vissuto sulla mia pelle e quindi non farei mai una cosa del genere a Don Alberto e sicuramente estendo un abbraccio e anche una preghiera, e forse anche questo gesto di umanità che non ho ricevuto e che in qualche modo estendo a lui. Perché Dio è amore, è misericordia, Dio abbraccia, Dio non chiude le porte a chi è diverso, ma Dio, appunto, accoglie”.
Un messaggio, un tendere la mano affinché Don Alberto non subisca lo stesso trattamento che hanno riservato a lei. “Dio è amore, è misericordia, Dio abbraccia, Dio non chiude le porte a chi è diverso, ma Dio, appunto, accoglie” ha tenuto a sottolineare la ex religiosa, un concetto che a volte gli stessi “addetti ai lavori” dimenticano.

About The Author
