Debora Caprioglio si racconta a Il Fienile: amore, grande cinema e il riscatto sul palcoscenico
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Dal fascino senza tempo della Mestre degli anni Settanta fino alle luci della ribalta romana e alle platee dei più prestigiosi teatri italiani. Ospite di Luca Zaia nel trentesimo episodio del podcast Il Fienile, Debora Caprioglio si è raccontata in una conversazione intima, brillante e priva di filtri.
Con straordinaria ironia, l’attrice ha ripercorso le tappe di una carriera eclettica, segnata da svolte coraggiose, sodalizi artistici entrati nella storia del cinema di costume e da una profonda passione per la recitazione.
Mestre, le radici veneziane e il mito della mamma Augusta
La storia di Debora Caprioglio ha radici solide nel territorio veneto, ma si intreccia con un affascinante mosaico geografico e familiare.
Il cognome, infatti, tradisce origini piemontesi, precisamente di Casale Monferrato, dove la famiglia del padre Carlo risiedeva prima del trasferimento in Veneto nel secondo dopoguerra. Un’eredità che si fonde con la componente siculo-pugliese trasmessa dalla madre Augusta.
Cresciuta a Mestre, l’attrice ricorda con divertimento una singolare particolarità della sua giovinezza: in casa Caprioglio nessuno ha mai conseguito la patente di guida.
Un paradosso notevole, considerando che il padre lavorava proprio presso il Pubblico Registro Automobilistico dell’Automobile Club locale. Un dettaglio che li rendeva vicini allo stile di vita della vicina Venezia.
Fra le figure di riferimento emerge con vigore la madre Augusta, eletta Miss Mestre nel 1956 e presenza costante, con il suo carattere schietto e la spiccata intelligenza, lungo tutto il percorso umano e professionale della figlia.
Un legame profondo durato una vita intera, che negli ultimi anni romani dell’anziana genitrice ha visto un dolce ribaltamento di ruoli, con Debora nei panni di attenta custode della quotidianità materna.

Dagli studi di Giurisprudenza al palcoscenico
Prima che i riflettori del mondo dello spettacolo si accendessero definitivamente, il percorso di formazione di Debora Caprioglio è passato attraverso le aule scolastiche del liceo classico Franchetti e successivamente presso la facoltà di Giurisprudenza.
Un’esperienza universitaria vissuta con profitto e interrotta a un passo dal traguardo della laurea, con la media del ventinove, proprio a causa dei ritmi incalzanti delle produzioni cinematografiche e teatrali.
L’amore per l’arte drammatica e per il mondo dello spettacolo si era del resto radicato sin dall’infanzia, complici le frequentazioni estive milanesi con la zia, cantante mezzosoprano, tra prove teatrali, costumi di scena e atmosfere liriche.
L’incontro con Klaus Kinski: il genio, la pignoleria e la tempesta di Cannes
Uno dei capitoli più intensi e dibattuti della giovinezza dell’attrice riguarda la relazione sentimentale con Klaus Kinski, leggenda del cinema internazionale, conosciuto a Venezia sul set del film Nosferatu a Venezia. Nonostante la notevole differenza di età, la relazione dura due anni, dal 1987 al 1989, e porta alla realizzazione della pellicola Paganini.
Nel corso dell’intervista a Il Fienile, Caprioglio traccia un ritratto sfaccettato del grande attore tedesco: da un lato l’uomo colto, conoscitore di nove lingue, dotato di una rigida disciplina lavorativa e di una meticolosità quasi viscontiana sul set; dall’altro la personalità irascibile e anticonformista.
Tra gli aneddoti più emblematici, l’attrice rievoca la rovente conferenza stampa al Festival di Cannes durante la quale Kinski, provocato da una giornalista sulla qualità della pellicola, rovesciò l’intero tavolo della presidenza scatenando l’inevitabile caos mediatico.

Il fenomeno “Paprika” e il sodalizio con Tinto Brass
Nel 1991 arriva la svolta che trasforma Debora Caprioglio in un’icona pop: il film Paprika diretto da Tinto Brass. Il primo contatto con il regista rappresenta un momento esilarante: Brass cercò il numero di telefono sull’elenco telefonico trovando la madre dell’attrice, la quale, scambiando la chiamata per uno scherzo, gli riattaccò la cornetta in faccia dichiarando di essere la Regina d’Inghilterra.
Accettata la parte con iniziale titubanza dopo una cena di convincimento con il regista e i suoi collaboratori, il film si rivelò un successo travolgente al botteghino, incassando oltre dieci miliardi di lire e trasformandosi in un vero e proprio caso di costume e dibattito politico nell’Italia dei primi anni Novanta.
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La maturità artistica: il teatro d’autore e i grandi maestri
Consapevole del rischio di rimanere imbrigliata nell’etichetta di sex symbol, Caprioglio ha intrapreso con determinazione una strada volta alla ricerca della qualità interpretativa.
La svolta drammatica arriva sul grande schermo grazie a Francesca Archibugi con il film Con gli occhi chiusi, ma è il teatro ad accoglierla come protagonista assoluta per quasi tre decenni.
A segnare il suo rientro sul palcoscenico nel 1997 è il Maestro Mario Monicelli, che la sceglie per la commedia Una bomba in ambasciata.
Da quel momento l’attrice non ha più lasciato la scena, accumulando oltre cinquanta produzioni teatrali e spaziando da monologhi di grande intensità drammatica, come Callas d’Incanto in cui interpreta la storia della governante di Maria Callas, fino a progetti personali e d’autore.

Televisione, reality e la dimensione privata
Nel lungo percorso professionale dell’attrice non mancano incursioni sul piccolo schermo. Tra le tappe salienti spiccano la partecipazione a Casa Vianello al fianco di Raimondo Vianello e Sandra Mondaini, le tre edizioni di Buona Domenica in veste di co-conduttrice accanto a Maurizio Costanzo e l’esperienza al reality L’Isola dei Famosi nel 2007, dove ha conquistato il secondo posto dimostrando grande spirito di adattamento.
Oggi Debora Caprioglio vive una fase di piena serenità personale e professionale. Al fianco del compagno Francesco, conosciuto all’inizio del 2020 a Belluno a margine di una tournée teatrale, guarda al futuro con l’ironia e la consapevolezza di chi ha saputo reinventarsi con libertà e coraggio, senza mai perdere l’entusiasmo per il proprio mestiere e per la vita.
