Il Principe William e la Principessa Kate a Liverpool in occasione della Giornata Mondiale per la Prevenzione del Suicidio
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Il principe William insieme alla moglie principessa Kate, stanno compiendo un ulteriore passo nella missione di cambiare la percezione della salute mentale e prevenire il suicidio. Il Principe e la Principessa del Galles, si sono uniti ad alcune star dello sport nello stadio dell’Everton a Liverpool per il lancio di una nuova guida, che mira ad aiutare le persone a riconoscere i segnali di allarme e ad avere conversazioni di supporto in modo da poter intervenire prima che si arrivi a un punto di crisi.
Per l’evento di oggi, 10 settembre, Kate indossava un tailleur pantalone blu acceso, mentre il marito sfoggiava un elegante abito blu scuro. Il principe William, che ha fatto della sensibilizzazione sull’aiuto a coloro che affrontano o sono colpiti dal problema un punto centrale del suo impegno pubblico, ha scritto nella prefazione di ” On Your Side: A Suicide Prevention Toolkit for People in Sport (Dalla tua parte: un kit di strumenti per la prevenzione del suicidio per le persone nello sport)” come lo sport possa “fornire un legame e un supporto vitali nei momenti in cui le persone ne hanno più bisogno, ovvero quando si sentono sotto pressione, provano un senso di perdita o addirittura di disperazione”.
L’erede al trono ha aggiunto: “Attraverso il mio lavoro nel campo della salute mentale, ho incontrato persone le cui vite sono state cambiate per sempre dal suicidio. Ma ho anche incontrato persone le cui vite sono state salvate perché qualcuno è intervenuto per aiutarle. Ognuna delle loro esperienze ha avuto un profondo impatto su di me.”
Sottolineando i consigli pratici contenuti nel kit, William ha scritto: “Qualunque sia il tuo ruolo – atleta, allenatore, genitore, dirigente o tifoso – potresti essere tu a notare che qualcuno sta attraversando un momento difficile. Potresti essere tu a iniziare una conversazione sincera e ad aiutare quella persona a trovare il supporto di cui ha bisogno. Spero che On Your Side incoraggi tutti coloro che praticano sport, in ogni disciplina e a ogni livello, a includere la prevenzione del suicidio nel proprio piano di gioco”.

Nel kit un filmato che incoraggia a chiedere aiuto
Il kit è stato sviluppato dalla Royal Foundation in collaborazione con Chasing the Stigma, un’organizzazione benefica britannica per la salute mentale. Include un breve filmato animato che incoraggia il dialogo e la cura dei compagni di squadra. Condividendo il filmato su Instagram , il principe ha scritto: “Una conversazione può cambiare tutto. Il mondo dello sport si sta unendo per un obiettivo comune: la prevenzione del suicidio”.
Il film vede protagonisti stelle dello sport e allenatori, tra cui il calciatore inglese Harry Kane, a dimostrazione del potere di chiedere semplicemente a qualcuno se sta bene, dirgli “Mi preoccupo per te” e rassicurarlo dicendogli “Non devi affrontare tutto questo da solo”.
L’evento di Liverpool
All’evento del 10 settembre, presso lo stadio dell’Everton FC, squadra della Premier League, il Principe e la Principessa del Galles erano accompagnati dalla coppia di ciclisti olimpici Jason e Laura Kenny, dall’ex stella del calcio Jill Scott e dalla nota atleta Kelly Holmes. All’evento di lancio, presentato dalla conduttrice televisiva britannica Gabby Logan, William, Kate e gli atleti hanno discusso del potere dello sport nel promuovere il benessere e la resilienza. Sono state inoltre organizzate altre sessioni che hanno sottolineato l’importanza dell’intervento precoce.
Il principe William ha dichiarato in un discorso: “Il suicidio rimane una delle maggiori sfide che la nostra società si trova ad affrontare. Molte persone ne hanno subito personalmente l’impatto. Conoscerete famiglie le cui vite sono state cambiate per sempre dalla perdita. Oggi le ricordiamo. E ci impegniamo nuovamente a fare tutto il possibile per impedire che altre famiglie provino questo dolore”.
“Lo sport raggiunge le persone in modi che pochi altri settori possono”, ha continuato il Principe “Ogni settimana, centinaia di migliaia di persone varcano i cancelli di stadi e palazzetti. Milioni di altre si riuniscono in club house, palazzetti dello sport, palestre e centri comunitari. Giocano insieme. Si allenano insieme. Guardano le partite insieme. E si sostengono a vicenda. Costruendo relazioni che possono durare una vita. Lo sport crea un senso di appartenenza. Crea un’identità. Crea una connessione. E queste connessioni sono importanti”.
“Quando qualcuno è in difficoltà, spesso non è un professionista a notarlo per primo. È un amico. Un allenatore. Un collega. Un compagno di squadra. Qualcuno che vede un cambiamento. Qualcuno che chiede se va tutto bene. Qualcuno che inizia una conversazione. E quella conversazione potrebbe fare la differenza”, ha aggiunto l’erede al trono britannico.

Il tema del suicidio profondamente radicato nella mente di William
Il tema del suicidio è profondamente radicato nella mente del principe. Quando era pilota di elisoccorso, William ha assistito agli effetti devastanti che le tragedie sul lavoro hanno sulle famiglie, e ha raccontato di come una delle sue prime chiamate, quando lavorava per il servizio di elisoccorso dell’East Anglia, riguardasse un giovane che si era tolto la vita.
L’anno scorso, la Royal Foundation, guidata da William e sua moglie, ha dichiarato di aver donato circa 1,3 milioni di dollari in un periodo iniziale di tre anni per contribuire alla creazione della National Suicide Prevention Network. Nel settembre 2025, William ha sostenuto un’organizzazione benefica gallese fondata in memoria di un giovane, la Jac Lewis Foundation, creata per onorare Jac, morto suicida nel 2019.
William ha inoltre recentemente lanciato un centro per la salute mentale in collaborazione con la Welsh Rugby Union, di cui il Principe è padrino, oltre a sostenere James’ Place, un’organizzazione che fornisce aiuto agli uomini che affrontano crisi suicide.
Nell’ottobre del 2025, mentre proseguiva la sua missione, il Principe William trattenne a stento le lacrime parlando con la vedova di un uomo che si era tolto la vita dopo la perdita del figlio di un anno. Rhian Manning, che aveva perso il marito Paul nel 2012, si confidò parlando dei suoi figli sopravvissuti, Holly e Isaac. William le chiese con delicatezza cosa avrebbe voluto dire a Paul. “Vorrei solo sedermi accanto a lui e dirgli: ‘Perché non sei venuto da me?’ Perché si è perso tanta gioia, e noi saremmo stati bene. E credo che sia questa la cosa più difficile: saremmo stati bene.”
Il ritorno di William agli impegni reali in una settimana intensa
Il ritorno agli impegni reali avviene in una settimana intensa per il principe William. Martedì, lui e la principessa Kate hanno accompagnato il figlio maggiore, il principe George all’inizio del suo percorso scolastico presso l’Eton College, la stessa scuola frequentata da William. Ieri mercoledì 9 settembre, il Principe di Galles ha rappresentato suo padre, Re Carlo, ai funerali di Stato di Re Harald di Norvegia a Oslo .

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