Deva Cassel protagonista della quinta giornata della Festa del Cinema di Roma: “Le Fantome de l’Opera mi ha permesso di fare uscire una parte di me”
#image_title
Per prepararsi a Le Fantome de L’Opera, Deva Cassel ha detto di essersi allenata in modo intenso, per tre mesi ha preso lezioni di danza per nove ore al giorno. Si tratta di un film che per sua stessa ammissione le ha insegnato a conoscere meglio il suo corpo e a diventare più consapevole. “La danza permette al personaggio che interpreto di far uscire una parte di sé, che non riusciva a esprimere. Lavorare sul corpo è un modo per scoprire chi sei” ha affermato l’attrice in una recente intervista.
Il film presentato oggi 17 ottobre alla Festa del Cinema di Roma, racconta la storia di Anastasia, una ballerina nella Parigi dei giorni nostri che entra a far parte dell’Opera di Parigi. Mentre prova l’Orpheus, un’opera maledetta che sarebbe stata composta dal Fantasma dell’Opera, si innamora di Julien de Saint-Jean.
Mentre si avvicina il giorno del debutto Anastasia si ritrova coinvolta in una storia d’amore impossibile al confine tra realtà e irrealtà.
Deva Cassel: “Come Anastasia tutti gli artisti sono in competizione”
Durante la conferenza stampa di presentazione prima di incantare nel pomeriggio al suo passaggio sul tappeto rosso avvolta dall’abbraccio dei tanti romani che hanno affollato gli spazi esterni dell’Auditorium Parco della Musica, Deva rispondendo a una domanda ha parlato di competizione e di quale sia il suo rapporto con la medesima.
“Credo che in tutti gli ambienti sia presente la competizione, soprattutto nel cinema, nella moda, nell’arte in generale. L’arte nella sua stessa esistenza procura immersione, procura emozioni che a volte non si sanno spiegare”.
Deva Cassel: “In tante cose ho preso ispirazione da mia madre”
Deva ha detto di aver trovato in famiglia la chiave per gestire l’eccesso di aspettative: “L’esposizione è molto forte, può essere invasiva. Ma i miei mi hanno insegnato a trovare tempo e modo per isolarmi, credo tutti ne abbiamo bisogno. Mi hanno ripetuto più volte: prenditi i tuoi tempi, anche i silenzi. Non c’è sempre bisogno di spiegare tutto”
Da mamma Monica Bellucci ha tratto ispirazione, a papà Vincent Cassel rubava i vestiti: “Ho iniziato la carriera come modella mi sono ispirata alla mia mamma, alla sua eleganza innata, fin da piccola mi piaceva fare esperimenti con gli abiti e soprattutto rubare i vestiti di mio padre l’obiettivo era renderli molto femminili”
E sui paragoni con la madre, l’attrice ha i pensieri molto chiari: “È normale che una bambina guardi sua madre con occhi grandi soprattutto quando è una donna così straordinaria, ma crescendo, malgrado i nostri punti in comune non mi sono mai sentita come lei. Siamo 2 donne distinte con le nostre identità e i nostri percorsi che non ci sono mai messi alla prova tra loro per questo trovo i paragoni inutili a volte anche cattivi perché non c’è. Semplicemente due donne diverse che si amano”
Deva Cassel: “Non so se credo ai fantasmi, mi piace però pensare che esistano entità più grandi di noi”
Infine una considerazione sui fantasmi visto che nel film sono presenti fin dal titolo: “Se credo ai fantasmi? Non lo so, ma mi piace pensare che esistano entità e forze più grandi di noi, capaci di guidarci. Ho avuto esperienze quasi paranormali e, quando mi hanno proposto questo progetto, ero molto interessata a come Alexandre (Castagnetti, il regista, ndr) volesse mettere in scena questo aspetto”.

About The Author
