Emanuela Maccarani rinviata a giudizio, la ex dt della Nazionale di ritmica accusata di maltrattamenti alle ginnaste
#image_title
Emanuela Maccarani è stata rinviata a giudizio per maltrattamenti nei confronti delle atlete della Nazionale di ginnastica ritmica di cui era direttore tecnico. Ad accusarla anche ginnaste che all’epoca dei fatti erano minorenni, Maccarani secondo l’accusa si sarebbe resa responsabile di offese e vessazioni, ricorrendo ad abusi compresa l’umiliazione pubblica delle ragazze affidategli qualora queste ultime fossero aumentate di peso.
Non solo, Maccarani è anche accusata di aver presentato al procuratore federale che stava indagando sulla vicenda, una lista con dodici nomi di atlete da ascoltare, con segni distintivi accanto ad alcuni nomi in base alle testimonianze a suo favore che potevano apportare. E’ emerso anche che la ex dt aveva parlato dei contenuti della sua audizione con due persone che sarebbero state ascoltate, suggerendo loro le risposte che avrebbero dovuto dare. Il processo comincerà il prossimo 10 febbraio.

Cinque ex azzurre difendono Maccarani
A difendere la loro ex direttrice tecnica solo cinque ginnaste azzurre: Alessia Maurelli, Agnese Duranti, Daniela Mogurean, Martina Santandrea e Laura Paris, le ex nazionali hanno scritto una lettera alla Gup di Monza Silvia Pansini, titolare dell’inchiesta, in cui sottolineano di non riconoscersi quali parti offese in quanto Maccarani persona importante per la loro vita sportiva e non.
Dal canto suo Emanuela Maccarani si è difesa affermando di non essersi mai resa protagonista dei comportamenti di cui la si accusa: “Io queste affermazioni non le ho mai fatte, non ho mai dato della cicciona o usato altri termini finiti sui giornali, sulle memorie difensive è tutto spiegato ampiamente, non sono mai state lette e tenute in considerazione. Per come è configurato questo tipo di reato, evidentemente serve un dibattimento – ha precisato la ex dt che poi ha aggiunto – Finalmente ci sarà un dibattimento e finalmente potrà essere tenuta in considerazione la mia posizione”.
L’ex direttore tecnico ha anche osservato come la “montagna di fango” piovutale addosso le abbia fatto perdere tutte le cariche, sia sportive che politiche e fatto piombare la ginnastica azzurra in una crisi profonda: “Sono stata licenziata, ho perso tutto ciò che ho acquisito in 40 anni di carriera – ha detto l’ex dt – cariche tecniche, politiche, anche come giudice. Attenderò che termini questo processo e poi volterò pagina. Il quindicesimo posto del campionato del mondo di Rio è l’attestazione di un sistema che si è sgretolato in brevissimo tempo non è dovuto solo a questo caso. L’atleta, la struttura e tutto il progetto necessitano di anni e anni per essere costruiti, non voglio commentare dal punto di vista sportivo ma è un grande dispiacere come un lavoro minuziosamente creato e costruito è andato in frantumi in pochissimo tempo”.
Il caso scoppiato nell’ottobre 2022
Il caso è scoppiato nell’ottobre del 2022, allorché tre ginnaste che hanno fatto parte della Nazionale di ginnastica ritmica in periodi diversi: Nina Corradini, Anna Basta e Giulia Galtarossa, avevano parlato pubblicamente delle loro vicende legate ai disturbi alimentari, raccontando di aver subito durante il loro periodo di militanza in Nazionale, pressioni per dimagrire, che sfociavano in pesature pubbliche e umiliazioni verbali, nonché commenti derisori sull’aspetto fisico davanti alle compagne di squadra.
Da queste dichiarazioni sono partiti sia un processo sportivo che giudiziario nei confronti di Maccarani, la quale nel primo dibattimento è stata assolta, ma non è stato sufficiente per non vedersi recapitare la lettera di licenziamento, nel marzo scorso, dal nuovo presidente della Federginnastica, Andrea Facci. Parallelamente Maccarani ha visto aprire un nuovo procedimento a suo carico dalla procura di Monza, per alcune intercettazioni, le cui responsabilità sono evidenti a tal punto da averla portata a patteggiare con la procura federale, “affiancata” specifica la federazione, da due procuratori nazionali dello Sport.

About The Author
