Isabella Ferrari: “Oggi il vero privilegio per un’attrice è poter dire di no”
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Ospite della terza serata delle Conversazioni d’Autore al Magna Graecia Film Festival in svolgimento a Soverato, sulla splendida costa Ionica della Calabria, è stata Isabella Ferrari. Nell’incontro, moderato da Carolina Di Domenico, l’attrice premiata con la Colonna d’Oro ha ripercorso la sua carriera dagli inizi fino alle collaborazioni con i più grandi maestri del cinema italiano.
“Ho iniziato molto giovane, mi sono sempre definita un’attrice per caso perché non l’ho deciso io ma mia madre – ha rivelato l’attrice – ho fatto il mio primo film a 17 anni, ‘Sapore di mare’, con i Vanzina: un enorme successo dopo il quale non potevo più uscire di casa. Ogni incontro è stato fondamentale, i registi sono stati veri maestri e gli attori che ho incontrato il mio laboratorio”.
L’attrice ha poi ricordato il suo incontro con Ettore Scola e del ruolo che lui le ha affidato per il quale ha vinto la Coppa Volpi dedicata alla migliore attrice della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia: “Scola è venuto a vedermi in uno spettacolo a Milano e mi ha accennato che stava pensando a me. Mi ha regalato il bellissimo ruolo di Andreina con cui ho vinto la Coppa Volpi. Vedendo i suoi film mi sono resa conto di quanta modernità ci fosse nei suoi ruoli femminili: intuiva il desiderio di emancipazione, affidando alle donne una conoscenza arcaica della vita”.
La collaborazione con Paolo Sorrentino
L’attrice si è anche soffermata sulla collaborazione avuta con Paolo Sorrentino per La grande bellezza, sottolineando i suoi dubbi su un ruolo che a lei sembrava piccolo, ma che poi si è rivelato iconico all’interno della sceneggiatura: “Se registi simili arrivano a proporre ruoli a una cauta come me, vuol dire che c’è qualcosa di folle”.
Infine Isabella Ferrari ha spiegato quanto oggi il vero privilegio per un’attrice sia poter dire di no: “Il vero privilegio è poter dire di no, anche se ci ho impiegato tantissimo tempo. Vengo da una famiglia di contadini e ho imparato a stare con i piedi per terra sia nel successo che nell’insuccesso. Oggi dire di no è un piacere che mi godo, ma è fondamentale anche lavorare nelle opere prime e seconde per costruire qualcosa insieme a chi sta iniziando”.

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