Marco D’Amore, l’incontro con Toni Servillo, l’interpretazione di Ciro Di Marzio in Gomorra, i film come sceneggiatore e regista e l’amore per Napoli
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Marco D’Amore è stato uno dei protagonisti delle Conversazioni d’Autore, nell’ambito del Magna Graecia Film Festival in svolgimento questa settimana a Soverato, sulla costa Ionica della Calabria. Durante l’incontro moderato dal giornalista Antonio Capellupo, l’attore e regista si è raccontato ricordando le sue origini e la passione per l’arte trasmessagli dalla sua famiglia.
“È stata una fortuna che mio nonno e mio padre avessero una passione per il teatro e per la musica – ha spiegato D’Amore – sono cresciuto in un ambiente fertile, da bambino ho avuto l’occasione di spiare il teatro dalle quinte e di andare alla Rai a Napoli. Ho ricevuto degli stimoli ma nessuno mi ha mai spinto o forzato, anzi i miei genitori fortunatamente sono stati i miei primi detrattori: la loro resistenza è stata il termometro della mia passione”.
L’attore e regista ha raccontato che decisivo per la sua formazione artistica e la sua etica professionale, è stato l’incontro a soli diciotto anni con la compagnia di Toni Servillo: “È stato un privilegio entrare nella sua compagnia, un artista che ha sempre fatto coincidere lo stare sul palcoscenico con un certo integralismo delle scelte. È stato l’insegnamento più grande che ho colto da lui: avere un’etica e una morale”.
Il personaggio di Ciro Di Marzio in Gomorra e l’amore per Napoli
D’Amore ha poi parlato del peso di interpretare un personaggio complesso e controverso come Ciro Di Marzio in Gomorra: “Sono stato educato a un metodo che non ha metodi – ha detto l’attore – credo che ci siano delle zone d’ombra in ognuno di noi e il nostro mestiere ha come fondamento il gioco, che comprende la fine; quella fine è salvifica perché permette a un attore di prendere le distanze da tutto ciò che ha fatto”.
L’attore e regista si è soffermato a lungo sul profondo legame che ha con Napoli, la sua città: “Ho eletto Napoli a Nord della mia bussola, non c’è un altro luogo al mondo come Napoli, è tante cose insieme e mi stimola continuamente”.
Al termine dell’incontro Marco D’Amore ha ricevuto sul palco la prestigiosa Colonna d’Oro firmata dal maestro Spadafora, un riconoscimento della direzione artistica della manifestazione per i meriti dell’artista.

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