Kelly Doualla da record: l’oro europeo U18 e il lavoro segreto dietro la teenager più veloce d’Italia
#image_title
C’è un momento esatto, sulla pista d’atletica, in cui il rumore del mondo scompare e rimane solo una striscia di gomma dritta davanti agli occhi. Per Kelly Doualla, quel vuoto totale dura una manciata di secondi, il tempo di scaricare a terra una potenza straordinaria e superare il traguardo davanti a tutti. Medaglia d’oro under 18 agli Europei e autrice di un clamoroso record europeo under 20 stabilito a soli quindici anni, Kelly è la nuova stella dello sprint italiano. Ospite a Supernova, la giovane velocista ha svelato la normalità quotidiana di una teenager che convive con l’etichetta di futuro dell’atletica leggera.
La normalità straordinaria di un record precoce
Vincere un titolo continentale e abbattere primati di categorie superiori, avendo quattro anni in meno rispetto al limite consentito, destabilizzerebbe chiunque. Non Kelly Doualla.
La sua forza risiede proprio nella straordinaria capacità di metabolizzare il successo, riducendolo a una tappa naturale all’interno di un percorso di crescita ben più ampio.
Racconta che sul momento l’impresa le è sembrata incredibile, ma già dal giorno successivo tutto è tornato a far parte della normalità.
Nessuna esaltazione, nessuna sensazione di aver disputato la gara della vita, bensì la consapevolezza che le sfide cruciali debbano ancora arrivare.
Anche il rientro a casa, avvenuto nel cuore dell’estate dopo le fatiche in Finlandia, è stato vissuto lontano dai riflettori della scuola.
Eppure, Kelly ammette con un sorriso che, alla ripresa delle lezioni, l’idea di portare la medaglia in classe per condividerla con i compagni è quasi un obbligo morale.
Dimostra così una maturità non comune, rimanendo con i piedi ben saldi a terra anche quando brand importanti o il presidente della FIDAL la cercano per congratularsi mentre lei, con la genuinità dei suoi quindici anni, si trova a mangiare un panino al fast food.

Il liceo delle scienze applicate e lo sport come scuola di vita
Contrariamente a quanto si possa pensare di un’atleta d’élite, Kelly ama profondamente la scuola. Frequenta il Liceo Scientifico delle Scienze Applicate con curvatura sportiva, un percorso di studi moderno che sostituisce il latino con ore dedicate all’approfondimento pratico e teorico delle discipline atletiche.
Il programma scolastico prevede una rotazione costante di sport differenti, permettendo agli studenti di confrontarsi con esperti esterni e di cimentarsi in discipline insolite come il taekwondo.
Il suo status di promessa dell’atletica nazionale impone però alcune tutele. I professori, ben consapevoli del valore del suo talento e dei rischi legati agli infortuni, concordano per lei un ruolo speciale durante le ore di scienze motorie.
Kelly si ritrova così spesso a fare da assistente al professore o da dimostratrice per i compagni, evitando attività potenzialmente controproducenti per la sua preparazione.
Un infortunio patito l’anno precedente durante le lezioni di boxe ha confermato la necessità di preservare il fisico per gli allenamenti pomeridiani a San Donato, dove la fatica si fa intensa e richiede la massima freschezza muscolare.
I trucchi mentali contro l’ansia e il potere del sorriso
La gestione della tensione psicologica è uno dei temi più complessi per chi compete a livelli così elevati in età adolescenziale. Kelly Doualla ha sviluppato una strategia rigorosa per difendere la propria serenità nei giorni precedenti una sfida.
All’interno delle mura domestiche vige un divieto assoluto: nessuno può menzionare la gara nei due giorni antecedenti lo sparo dello starter.
I tentativi di incoraggiamento da parte dei familiari o le classiche frasi motivazionali ottengono spesso l’effetto opposto, incrementando l’agitazione anziché placarla. Per questo motivo, la velocista preferisce cambiare stanza e isolarsi, cercando il silenzio e la concentrazione.
La vigilia della gara trascorre tra visualizzazioni mentali, cuffie nelle orecchie e tanta musica, preferibilmente canzoni francesi e sonorità afro come quelle di Maitre Gims e Thiago Olà.
Nel tragitto in macchina verso l’impianto sportivo, Kelly immagina ogni possibile scenario, anticipando mentalmente le dinamiche della corsa.
Una volta arrivata sul campo, scatta il suo personale e vincente “trick mentale”: sorridere. Entrare in pista mostrando serenità e ridendo con i compagni non serve solo a scaricare la propria tensione, ma si trasforma in un’efficace arma psicologica nei confronti delle avversarie, che percepiscono quella sicurezza come un segno di assoluta prontezza.
I segreti tecnici: la partenza e il lanciato
Analizzando l’aspetto puramente tecnico, la gara dei cento metri piani lascia margini di errore ridotti a zero. Kelly spiega che in uno spazio temporale così contratto è quasi impossibile correggere una partenza sbagliata.
Fortunatamente, la reattività allo sparo dello starter è una delle sue doti naturali più spiccate, coltivata costantemente attraverso brevi sfide sui trenta metri con i compagni di allenamento. Questa dote le garantisce un vantaggio immediato sin dai primi appoggi.
Nell’ultima stagione, il lavoro con il suo allenatore si è focalizzato in modo particolare sulla fase centrale del rettilineo, il cosiddetto “lanciato”, compreso tra i trenta e gli ottanta metri.
Il miglioramento in questa porzione di gara le ha permesso di ottimizzare la transizione e di mantenere una velocità di punta elevatissima, compensando anche le rare occasioni in cui l’uscita dai blocchi non è stata perfetta.
Nelle sessioni di allenamento, il calcolo dei tempi avviene in modo manuale e la gestione delle scarpe chiodate con suola in carbonio viene centellinata per preservare tendini e articolazioni, applicando una correzione mentale di tre decimi rispetto al riscontro del cronometro dell’allenatore per prevedere la prestazione reale in gara.
Idoli, tecnologia e il futuro dello sprint
L’amore di Kelly per l’atletica ha radici familiari profonde, trasmesse dalla madre, grande appassionata di questa disciplina.
È stata proprio lei a scegliere il nome Kelly in omaggio a Shelly-Ann Fraser-Pryce, la leggendaria velocista giamaicana che rappresenta l’idolo indiscusso della giovane azzurra.
Kelly ne ammira non solo i successi strabilianti, ma anche la capacità di imporsi attraverso uno stile unico e iconico, fatto di capelli colorati e grande carisma.
Un’ispirazione che la stessa Doualla ha fatto propria, presentandosi agli Europei con una chioma blu elettrico scelta appositamente per spiccare in pista.
Guardando al panorama internazionale, Kelly osserva come l’evoluzione dei materiali tecnici, in particolare l’introduzione delle suole in carbonio e di tomaie ultraleggere negli ultimi quindici anni, abbia reso le calzature molto più performanti e reattive.
Nonostante i progressi tecnologici e la modernizzazione delle metodologie di allenamento, il record del mondo femminile dei cento metri stabilito da Florence Griffith-Joyner nel 1988 resiste ancora intatto.
Questo dimostra, secondo la giovane velocista, che la velocità pura resta un fattore genetico e umano che va oltre l’avanzamento generazionale.
Con gli occhi puntati sui prossimi impegni di fine settembre, Kelly Doualla continua a correre verso il futuro, abbattendo record con la leggerezza dei suoi quindici anni e la determinazione di una campionessa assoluta.

Il sigillo di Rieti: quando la profezia diventa record
Le parole raccolte a Supernova risuonavano quasi come una profezia spensierata, ma la pista ha trasformato le buone intenzioni in una realtà strabiliante.
A pochissimi giorni dalla registrazione di questa intervista, Kelly Doualla è scesa sulla pista azzurra di Rieti per i Campionati Europei Under 18, spazzando via ogni residuo di pressione domestica con la forza del suo sorriso e della sua musica.
Il risultato è stato un capolavoro assoluto: una medaglia d’oro nei 100 metri femminili conquistata bloccando il cronometro a un fantascientifico 11.14.
Un tempo che non solo le ha permesso di frantumare il suo stesso record europeo di categoria, ma che la proietta istantaneamente nella leggenda senior come seconda italiana più veloce di sempre ad ogni livello, eguagliando il primato storico di Manuela Levorato.
Non appagata dal trionfo individuale, la sedicenne lombarda ha saputo graffiare anche nella giornata conclusiva della manifestazione continentale, trascinando la frazione dei suoi 200 metri in una staffetta svedese eccezionale e mettendosi al collo una splendida medaglia di bronzo.
La gestione della tensione di cui Kelly parlava ai nostri microfoni ha superato l’esame più importante della stagione: la “poker face” e il divertimento hanno battuto l’ansia da prestazione, regalando all’atletica leggera italiana la certezza che il futuro della velocità sia già splendidamente presente.
