La “Coglionerie” è un’arte: Virginia Raffaele tra tour promozionali, superpoteri comici e il ricordo di Ornella Vanoni
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Virginia Raffaele si confessa in un’intervista scoppiettante a Vanity Fair Stories 2025, rivelando il dietro le quinte della sua carriera, dall’estenuante promozione cinematografica al suo “superpotere” comico, omaggiando maestri e compagni di viaggio.
Dietro le quinte del cinema: 110 sale in 17 giorni (e l’incubo di Riccardo Milani)
L’attrice è reduce da un tour promozionale a ritmi serratissimi per il suo nuovo film con Riccardo Milani, intitolato La vita va così, ambientato in Sardegna e ispirato alla vera storia del pastore sardo Ovidio Marras. La pellicola la vede recitare al fianco di giganti della comicità italiana come Diego Abatantuono e Aldo Baglio.
Raffaele svela i ritmi imposti dal regista, soprannominato scherzosamente il “malvagio Milani”: per il precedente film, Un mondo a parte, hanno visitato ben 110 cinema in soli 17 giorni, un vero e proprio tour de force.
“Stiamo tutti in un van, poi aprono le porte, scendiamo come il carro bestiame, entriamo nel cinema, facciamo i buffoni, risaliamo sul van, richiudono le porte, via altro cinema”, racconta con ironia.
Nonostante la fatica, l’atmosfera goliardica e i compagni di viaggio trasformano l’esperienza in puro divertimento.
L’attrice menziona l’energia e la vitalità contagiosa di Diego Abatantuono, definendolo “uno spot della vita incredibile”, e il piacere di lavorare con Aldo Baglio, con cui ha dato libero sfogo alla “coglionerie”, un termine scherzoso che definisce l’arte di essere buffi e cogliere l’assurdo.
A tal proposito, l’attrice anticipa l’arrivo in trasmissione di un altro “maestro di coglionerie”: Fabio De Luigi, suo partner nel film Tre di troppo.

I superpoteri comici: da stuntwoman a regina dell’imitazione
La conversazione si sposta sulla sua formazione non convenzionale, dalle origini circensi (la sua famiglia ha fondato il Luna Park di Roma) fino ai suoi primi ruoli come stuntwoman.
“Ricordo fin da piccola che mia nonna mi faceva le macchiette che faceva in teatro… quella è stata un po’ la mia scuola principale”, spiega l’artista.
Il suo debutto al cinema la vede come controfigura, in una serie di aneddoti esilaranti, come la volta in cui sul set di Romanzo Criminale dovette lanciare una bottiglia sul divano anziché sul prezioso mosaico del pavimento.
Riguardo alla sua abilità più nota, l’imitazione, Raffaele la definisce come un’arte che parte da un dettaglio sorprendente. L’esempio perfetto è l’imitazione dell’étoile Carla Fracci, nata dalla lettura di un suo libro:

“Un capitolo finiva con arrivai a New York, un uomo corse a prendermi le valigie e portarle in albergo, virgola, era Jack Nicholson. Dentro quella frase c’è tutto.”
Il dettaglio inaspettato, la tendenza al vezzo e all’understatement snob (il gesto di baciare la mano con il mignolo alzato) hanno dato il via alla costruzione del personaggio.
La comicità, secondo Virginia Raffaele, non è solo tecnica: “Si possono imparare alcune cose, i tempi comici secondo me sono un dono… sono tipo i superpoteri.”
Un dono ereditato e coltivato, che l’ha portata a lavorare con il suo “maestro di comicità” e “religione” personale: Gigi Proietti.
Un ricordo toccante: la regina delle donne libere
L’intervista prende una piega più commovente quando l’attrice è chiamata a lasciare un ricordo dell’amica Ornella Vanoni, di cui in passato ha realizzato una delle sue imitazioni più amate e rispettose.
Visibilmente emozionata, Raffaele confessa la difficoltà di elaborare il lutto, ma riesce a dedicare un pensiero profondo alla cantante:
“Ornella è la regina delle donne libere e indipendenti, delle donne forti ma anche fragili e delle donne realizzate ma comunque incomplete. E che c’è e ci sarà sempre una parte di Ornella in tutte quante noi, in me un po’ di più.”

