Luca Jurman contro il business dei giovani artisti in tv: “Sempre peggio, è la fine definitiva dei sogni per i ragazzi”
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Luca Jurman negli ultimi anni è stato uno dei più strenui difensori dei giovani talenti in tv, battendosi verso quelle trasmissioni che secondo il noto produttore e musicista hanno perso il loro ruolo specifico, divenendo da possibile trampolino di lancio per giovani talenti a strumento in mano ai produttori per lanciare giovani già conosciuti nel circuito musicale, ma che hanno bisogno di una vetrina più ampia. Ospite di SPOT- Il Podcast, registrato dal vivo allo Spot Music Fest di Bareggio, Jurman è entrato nello specifico, definendo alcune trasmissioni televisive un investimento per l’industria discografica e una mera illusione per i giovani che vi si avvicinano.
Nell’intervento, più un colloquio tra esperti di musica, con Michele Monina e Massimiliano Longo, ha raccontato la sua battaglia per la meritocrazia nella musica italiana, soprattutto su cosa è diventata la formazione musicale in Italia. Il sistema talent per il produttore ha cominciato a implodere quando l’industria musicale ha capito che portare un artista in televisione costava cinquantamila euro, mentre chiudere un ragazzo per mesi in un programma, gli procurava una fan-base gratis.
Luca Jurman: “Per molti giovani il sogno è finito”
“Per i ragazzi molti ragazzi il grande sogno è finito” ha precisato Jurman sottolineando che di questo passo i talent rischiano di trasformarsi definitivamente in uno strumento di promozione per le case discografiche e non più una opportunità per ragazzi talentuosi che partono da zero per affacciarsi a mondo dello spettacolo, concludendo che di questo passo tutto diventerà “solo un ufficio di promozione di chi è già inserito nel sistema”.
A fronte di tutto ciò Jurman ha ribadito la proposta che porta avanti da tempo di un programma completamente dal vivo, con maggiore spazio per le esibizioni dei giovani su quello che era lo stile di Operazione Trionfo, un format spagnolo che nei Paesi latini va fortissimo, ma che in Italia è andato in onda per una sola stagione, nel 2001, e non si sa per quale motivo mai più riproposto. “Io continuo a dirvi che le alternative ci sono ma andrebbero costruite insieme (…) lontane da tutte queste logiche” ha ribadito Jurman

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