Anne Hathaway racconta The Odyssey, la terza gravidanza e Il diavolo veste Prada 2
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L’attesa è finalmente finita e i riflettori del cinema mondiale sono tutti puntati su The Odyssey, l’ambizioso kolossal diretto da Christopher Nolan che si preannuncia come il vero evento cinematografico dell’anno. Proprio per presentare questa pellicola straordinaria, l’attrice premio Oscar Anne Hathaway è stata ospite nel salotto televisivo di Seth Meyers al Late Night.
Durante la conversazione, l’attrice ha condiviso i dettagli di un periodo d’oro che unisce la grandiosa accoglienza riservata al film a incredibili novità che stanno caratterizzando la sua vita privata e professionale, regalando al pubblico aneddoti divertenti e riflessioni profonde sulla sua carriera.
Il fenomeno The Odyssey e la sinergia artistica con Christopher Nolan
Nel nuovo adattamento cinematografico firmato da Christopher Nolan, Anne Hathaway interpreta l’iconico ruolo di Penelope. Per l’attrice si tratta della terza collaborazione con il visionario regista, dopo le fortunate esperienze sul set di The Dark Knight Rises e di Interstellar.
Hathaway ha espresso profonda gratitudine per essere stata scelta nuovamente da Nolan, scherzando anche sulle pellicole del regista a cui non ha preso parte.
L’attrice ha ricordato con ironia il periodo di pausa intercorso tra i loro progetti, ironizzando sul timore di aver detto qualcosa di sbagliato “nello spazio” durante le riprese di Interstellar.
Meyers ha poi fatto notare come l’assenza della Hathaway in pellicole storiche del regista, come Dunkirk, fosse legata semplicemente alla mancanza di ruoli femminili adatti.
La sinergia artistica tra l’attrice e il regista ha permesso di infondere una straordinaria carica emotiva a un personaggio classico della mitologia, rendendo l’intera produzione un’opera maestosa ma profondamente umana.
Hathaway ha descritto il set di Nolan come un ambiente straordinario in cui la mente geniale del regista costruisce la struttura tecnica del film, mentre il suo cuore ne guida la direzione emotiva sul campo.
La sfida delle riprese in mare aperto e il superamento dei limiti fisici
Le riprese di The Odyssey hanno richiesto un notevole impegno fisico, in particolare per le numerose sequenze girate in mare aperto, caratterizzate da continui spruzzi d’acqua e condizioni meteorologiche complesse.
Hathaway, descrivendosi come un vero e proprio “tomboy”, ha affrontato le onde con grande spirito d’avventura. L’attrice ha ricordato con divertimento un aneddoto legato alle giornate più difficili passate in mare: dopo ore di navigazione faticosa, il collega Matt Damon le ha fatto notare con ironia quanto fosse bizzarro l’istinto di andare a mangiare frutti di mare subito dopo essere rientrati a terra ferma, scherzando sul fatto che sembrasse quasi di mangiare i propri “colleghi” di set.
Un cast tecnico d’eccellenza e una colonna sonora travolgente
La pellicola si avvale di un team produttivo di altissimo livello che sta alimentando l’enorme entusiasmo del pubblico e della critica. Hathaway ha lodato lo straordinario impatto della colonna sonora composta da Ludwig Göransson, capace di entrare direttamente nel cuore degli spettatori, e ha elogiato il lavoro visivo svolto dal direttore della fotografia Hoyte van Hoytema.
L’attrice ha inoltre speso parole di profonda ammirazione per l’interpretazione magnetica di Matt Damon, definendo la sua performance come uno dei punti di forza assoluti dell’intera opera.
Una passione d’infanzia condivisa in famiglia
L’opportunità di interpretare Penelope rappresenta per l’attrice il coronamento di un amore per la mitologia greca nato durante l’infanzia. Hathaway ha confidato di aver sviluppato questo forte interesse fin dalle scuole elementari, precisamente in seconda classe, grazie alle lezioni di inglese del signor Cahill.
Quello che era iniziato come un semplice studio scolastico si è trasformato negli anni in un vero e proprio hobby culturale, tanto da spingerla a leggere i miti greci nel tempo libero come forma di intrattenimento personale.
Questa passione è ora condivisa anche tra le mura domestiche: l’attrice si è detta entusiasta di poter mostrare il film a suo figlio di dieci anni, a sua volta appassionato di mitologia.
Hathaway ha sottolineato come la bellezza di questo adattamento risieda anche nella capacità di essere accessibile ai bambini che già conoscono queste storie, permettendo ai genitori di godersi lo spettacolo al cinema senza la necessità di spiegare costantemente l’identità dei vari personaggi durante la proiezione.
Una nuova dolce attesa: la felicità del terzo “buzzer beater”
Oltre ai traguardi lavorativi, l’intervista ha toccato un momento di grande emozione quando il conduttore si è congratulato con Hathaway per l’annuncio della sua terza gravidanza. L’attrice ha accolto gli auguri con sincera allegria, descrivendo l’arrivo del bebè come una splendida e inaspettata sorpresa per tutta la famiglia.
Utilizzando una calzante metafora sportiva, l’attrice ha definito scherzosamente il lieto evento come un “buzzer beater” – il canestro decisivo segnato proprio sulla sirena finale – sottolineando lo stupore e la felicità che hanno accompagnato la notizia.
Meyers, forte della sua esperienza di padre di tre figli, ha offerto all’attrice una prospettiva rassicurante, spiegando che con tre bambini la gestione quotidiana sembra quasi passare in modalità pilota automatico, trasformando le preoccupazioni in una piacevole routine simile a una serie televisiva da guardare tutta d’un fiato.
Hathaway ha risposto divertita all’analogia, scherzando sulla necessità di rassicurare ironicamente i primi due figli sul fatto che l’arrivo del terzo membro in famiglia non sia dovuto a una mancanza di affetto nei loro confronti.
Sport, superstizioni e l’incontro con Karl-Anthony Towns sul set de Il diavolo veste Prada 2
Il profondo legame dell’attrice con la città di New York e con lo sport ha offerto un altro divertente spunto di discussione. Hathaway ha ammesso di essere una tifosa appassionata e profondamente superstiziosa, vivendo le partite delle sue squadre del cuore con una partecipazione emotiva quasi seria e priva di ironia.
Questo attaccamento ha dato i suoi frutti: l’attrice ha ricordato con orgoglio le recenti vittorie dell’Arsenal nel calcio e lo straordinario percorso dei New York Knicks nel basket.
Proprio in concomitanza con le riprese del tanto atteso sequel The Devil Wears Prada 2, la squadra dei Knicks ha registrato una serie impressionante di vittorie.
Sul set della pellicola è avvenuto anche l’incontro ravvicinato con la stella della NBA Karl-Anthony Towns. Hathaway ha descritto il cestista come una persona magnetica, estremamente gentile e con molti interessi al di fuori della pallacanestro.
L’attrice ha raccontato con ironia il momento del loro incontro: nonostante indossasse tacchi vertiginosi, si è sentita comunque minuscola di fronte alla statura del campione, non esitando a superare le formalità per stringerlo in un caloroso abbraccio da vera appassionata.
La presenza di Towns sul set ha permesso di registrare un cameo speciale in cui l’attrice pronuncia una battuta legata all’orgoglio di essere newyorkese, un sentimento che si è poi tradotto in una splendida realtà sportiva e personale sul grande schermo.
