Mahmood lascia l’Italia: il trasferimento in Spagna, lo stop ai tour e le confessioni intime
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Alessandro Mahmoud, per tutti semplicemente Mahmood, ha deciso di sparigliare di nuovo le carte. Non con un nuovo singolo sperimentale o un outfit da sfilata parigina, ma con una scelta di vita radicale: lasciare l’Italia. Il vincitore di due Festival di Sanremo ha annunciato il suo imminente trasferimento in Spagna, una mossa dettata dal bisogno viscerale di anonimato e da una necessaria pausa artistica che durerà per tutto il 2026.
La fuga a Madrid: “Mi sento come una tigre bianca in uno zoo”
Il successo, si sa, ha un prezzo. Per Mahmood, quel prezzo è diventato troppo alto da pagare tra le strade di Milano. In una recente e schietta intervista rilasciata al magazine BUTT, l’artista ha spiegato le ragioni dietro la decisione di spostarsi in terra iberica.
“Ho bisogno di passare più tempo a camminare per strada, a pensare ai miei drammi, senza essere perseguitato”, ha dichiarato il cantautore.
L’immagine che ne emerge è quella di un artista soffocato dalla costante presenza degli smartphone.
Mahmood ha ammesso di sentirsi sotto una lente d’ingrandimento perenne: “Non mi piace quando la gente mi riprende mentre ballo. Magari sono ubriaco e non voglio fare brutta figura davanti alla telecamera. Mi sento come una tigre bianca in uno zoo”.
La Spagna, dunque, rappresenta non solo una nuova casa, ma un rifugio dove poter tornare a essere Alessandro prima di essere Mahmood.
Uno stop ai concerti nel 2026: alla ricerca di nuova visione
Se il trasferimento fisico avverrà a breve, quello artistico prevede una fase di “silenzio” programmato. Mahmood ha infatti confermato che il 2026 sarà un anno senza tour e senza nuove pubblicazioni.
Una scelta coraggiosa in un’industria discografica che oggi impone ritmi frenetici e l’uscita costante di contenuti per non essere dimenticati dagli algoritmi.
“Ho smesso di andare in tour perché ho davvero bisogno di tempo per trovare nuova ispirazione”, ha spiegato l’artista. Con 38 dischi di Platino e 6 d’Oro alle spalle, Mahmood sente il peso della responsabilità verso il suo pubblico e verso se stesso.
L’obiettivo è chiaro: non produrre musica “industriale”, ma tornare con una visione rinnovata, capace di influenzare ancora una volta il panorama pop ed elettronico europeo.
Mahmood senza filtri: l’intervista nella Jacuzzi e il rapporto con la sessualità
Oltre ai progetti logistici, l’intervista al magazine queer BUTT ha regalato un ritratto inedito e senza veli dell’uomo Alessandro.
Chiacchierando immerso in una vasca Jacuzzi, il cantante ha affrontato il tema della sua identità sessuale con estrema naturalezza, attribuendo gran parte della sua serenità al legame con la madre.
“Non ho mai sentito il bisogno di nascondere la mia vita sessuale. Sono stato fortunato, mia madre è stata la mia più grande fortuna”, ha confessato.
Un messaggio potente di inclusività che conferma Mahmood come un’icona non solo musicale, ma anche di libertà personale.
Tra un aneddoto e l’altro, non sono mancati dettagli più piccanti e bizzarri. Il cantante ha raccontato con ironia di un incontro post-sesso in cui il partner gli ha rivelato che i propri figli erano suoi grandi fan: “Non sapevo cosa stesse succedendo, ma mi stavo divertendo!”.
Un approccio “respingente” all’amore
Interessanti anche le sue riflessioni sulle dinamiche relazionali. Mahmood ha ammesso di essere attratto, almeno inizialmente, da una certa freddezza. “Mi piace quando qualcuno mi tratta male all’inizio”, ha rivelato, spiegando come la sua ultima relazione sia nata proprio da un’antipatia reciproca iniziale.
“Odi quella persona la prima volta che la vedi, poi parli, trovi altre sfumature e tutto diventa più interessante”.
Cosa aspettarsi dal futuro di Mahmood?
Il panorama musicale italiano perde, almeno temporaneamente, uno dei suoi protagonisti più lucidi e innovativi.
Tuttavia, il “periodo sabbatico” in Spagna potrebbe essere il preludio a una metamorfosi artistica ancora più profonda. Se Milano lo ha consacrato, la Spagna potrebbe regalargli quella libertà necessaria per scrivere il prossimo capitolo della sua carriera.
Rispettare il suo bisogno di “pensare ai propri drammi” è il minimo che il pubblico possa fare per un artista che ha dato così tanto alla musica contemporanea.
