Marilyn Monroe, la clamorosa rivelazione sulla morte: “Nessun suicidio, fu errore medico”
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A cento anni esatti dalla nascita, un libro riscrive la fine di Marilyn Monroe, una delle dive più iconiche e discusse del cinema. Il giornalista statunitense Andrew Wilson, nel suo libro I want to be loved by you, ha spazzato via tutte le ipotesi su un suicidio dovuto alla depressione o su eventuali complotti su un omicidio ordito dai Kennedy. La stella del cinema secondo le indiscrezioni riportate nel volume, sarebbe stata vittima di un grave errore medico.
Il giallo sulla morte di Marilyn Monroe
La scoperta della morte di Marilyn Monroe, al secolo Norma Jeane Mortenson, avvenne il 4 agosto 1963. A trovare il corpo senza vita dell’attrice nella sua camera da letto della sua casa di Los Angeles, furono la governante Eunice Murray e il medico Ralph Greenson, chiamato con urgenza proprio dalla governante in quanto l’attrice non le rispondeva.
Marilyn, aveva compiuto 36 anni due mesi prima, fu trovata distesa sul suo letto, nuda e con la cornetta del telefono in mano, la porta della camera risultava essere chiusa dall’interno. A Greenson non rimase altra soluzione che chiamare Hyman Engerberg, medico di fiducia di Marilyn che ne constatò il decesso.
L’autopsia evinse che l’attrice fosse morta per aver ingerito barbiturici, nonostante tutto per decenni si sono rincorse le voci e i dubbi che il decesso non fosse sopravvenuto a seguito di suicidio, tantomeno a ingestione accidentale di farmaci.
La morte sopraggiunta per un errore medico
Il giornalista nel suo libro avanza un’altra possibilità, che alla luce dei fatti appare la più concreta rispetto a tutte quelle ventilate fino ad oggi. Il medico personale di Marilyn, scomparso nel 2005, ha sempre negato di aver prescritto alla diva l’idrato di cloralio che assunto in dosi massicce le avrebbe procurato la morte.
Tali dichiarazioni vengono sbugiardate dal libro di Wilson, nel quale si pone in evidenza un documento battuto all’asta nel 2011, nel quale è evidente la firma del medico su una ricetta. Può darsi che Engerberg davvero avesse dimenticato quella prescrizione che abbinata al barbiturico Nembutal, da lui stesso prescritto, avrebbe provocato la morte dell’attrice.
Wilson a conforto della sua tesi ha rilasciato delle dichiarazioni al Sunday Times, che appurerebbero il suo sbaglio, non solo, il giornalista ha anche raccontato i motivi che avrebbero indotto in errore il medico: “Se non hai nulla da nascondere perché negare in modo tanto categorico? Il dottor Engerberg all’epoca attraversava un momento complicato, si stava separando dalla moglie Esther, e credo sia entrato nel panico”.
Alla base di tutto ci sarebbe quindi un errore medico, un episodio di malasanità non troppo diverso da quello occorso alla star di Friends, Matthew Perry, morto per overdose nel 2023 a 54 anni. Wilson ha anche aggiunto che nel caso di Marilyn, all’attrice negli ultimi mesi di vita “vennero prescritte 830 dosi di medicine che sarebbero bastate per uccidere diverse persone”.


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