Marius Borg, figlio di Mette-Marit di Norvegia è uscito di prigione, sconterà la pena ai domiciliari con un braccialetto elettronico alla caviglia
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Marius Borg Hoiby, figlio della principessa Mette-Marit di Norvegia, ha ottenuto gli arresti domiciliari, lo ha stabilito il 13 luglio il Tribunale distrettuale di Oslo accogliendo il ricorso dei legali del ventinovenne contro la sentenza che ha ritenuto colpevole Borg di due stupri e altri reati condannandolo a quattro anni di carcere. Il team forense del giovane nella sua istanza, ha chiesto attraverso tutti i canali possibili, che Marius potesse scontare la detenzione preventiva a casa in attesa della decisione dell’Alta Corte prevista non prima del 2027.
Borg vivrà quindi a Skaugum, residenza reale norvegese e dimora del principe ereditario Haakon nonché di sua moglie Mette-Marit, con un braccialetto elettronico alla caviglia. Marius è il figlio di primo letto della principessa ereditaria, nato da una relazione precedente all’incontro con il principe, con il quale è sposata da venticinque anni e con il quale ha avuto una figlia, la principessa Ingrid Alexandra, seconda nella linea di successione al trono norvegese.
L’accusa ha presentato ricorso contro la scarcerazione
Nonostante il tribunale abbia accolto la richiesta di scarcerazione, l’accusa ha presentato ricorso contro la decisione ritenendo che “Borg Hoiby debba rimanere in carcere fino a quando la Corte d’Appello non avrà esaminato il ricorso” in quanto sempre secondo l’accusa c’è il persistente rischio che il giovane possa commettere ulteriori reati, in particolare contro una delle vittime, la ex fidanzata Nora Haukland.
L’emittente pubblica norvegese NRK, annunciando il ricorso dell’accusa ha anche sottolineato quanto quest’ultima abbia tenuto a sottolineare il rischio effettivo che Borg si vendichi nei confronti della sua ex dopo che questa durante il processo ha raccontato tutti gli episodi di violenza domestica, fisica e psicologica subiti durante la relazione.
La difesa di Marius per voce dell’avvocato Peter Sekulic sostiene invece che il braccialetto elettronico sia “sufficiente a mitigare il rischio di reiterazione del reato”, precisando che saranno monitorati elettronicamente sia Borg che la sua ex fidanzata.
Le dichiarazioni di Marius Borg
Lo stesso Marius ha dichiarato nella sua deposizione al Tribunale di Oslo che “il rischio di una recidiva è praticamente inesistente. Sia io che la signora Haukland siamo andati avanti. Non che io sia d’accordo con l’intera sentenza, ma non voglio avere più alcun contatto con lei. Non voglio affrontare un altro processo”.
E rispondendo alla domanda del giudice su come si sarebbe comportato se Nora Haukland avesse cercato di mettersi in contatto con lui, Borg ha risposto che se la sua ex si fosse presentata avrebbe subito chiamato la polizia in quanto: “Non voglio avere più alcun contatto con lei”. Marius ha quindi ottenuto gli arresti domiciliari, senza alcuna facoltà di spostarsi così come specificato nella sentenza “salvo quando autorizzato a recarsi al lavoro, a scuola, a sottoporsi a cure mediche o a visitare familiari stretti malati”.
Il ventinovenne era già uscito dal carcere lo scorso giugno per poche ore per andare a trovare la madre, Mette-Marit, dopo che la stessa era stata sottoposta al trapianto dei polmoni, un incontro privato scortato dalla polizia che coloro che sono vicini alla famiglia reale norvegese hanno descritto come “molto intenso ed emozionante”.
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