Martina Colombari: “Il matrimonio è una maratona, i problemi veri non sono le scappatelle”
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L’amore duraturo, quello capace di scavalcare tre decenni di vita condivisa, non è un percorso lineare ricoperto di petali di rosa. È piuttosto una costruzione quotidiana, fatta di mattoni che si sovrappongono, calce che tiene insieme le crepe e, talvolta, qualche elemento che si spezza sotto il peso del tempo e delle incomprensioni. Lo sa bene Martina Colombari, che ospite di Caterina Balivo nel salotto televisivo di La volta buona si è raccontata con una sincerità spiazzante, spogliandosi dai cliché che spesso circondano le coppie storiche dello showbiz italiano.
Al centro del dialogo con la conduttrice c’è la sua lunghissima storia d’amore con Alessandro Costacurta, per tutti Billy, con cui condivide la vita da ben trent’anni e il matrimonio dal 16 giugno 2004, coronato pochi mesi dopo, ad ottobre dello stesso anno, dalla nascita del figlio Achille.
Tra confessioni intime e riflessioni profonde sul significato della vita a due, l’ex Miss Italia ha offerto una prospettiva controtendenza su temi complessi come la fedeltà, le crisi di coppia e la capacità di perdonarsi quando una relazione attraversa le tempeste dell’esistenza.

Oltre la fiaba: la geografia di un legame trentennale
Quando si chiede a una coppia di resistere per così tanto tempo sotto i riflettori, la risposta standard rischia di scivolare nella favola romantica priva di sbavature.
Martina Colombari, al contrario, riporta la narrazione su un piano strettamente umano e concreto. C’è sicuramente la quotidianità fatta di piccole abitudini consolidate, come la colazione condivisa e quel buongiorno accompagnato quasi sempre da un sorriso.
Alessandro, racconta Martina, ama iniziare la giornata chiedendole il programma degli appuntamenti, una routine che gli serve per regolarsi e organizzare gli spazi comuni.
Ma dietro questa apparente semplicità si nasconde una complessità articolata che ha richiesto, nel corso degli anni, continui aggiustamenti e una profonda maturazione personale.
Stare insieme per tre decenni significa accettare che la persona accanto a te non rimarrà mai la stessa. Cambiano le priorità, cambiano i desideri e cambia il modo stesso di amarsi.
A vent’anni una relazione ha certi codici e un’urgenza istintiva; a trenta assume contorni differenti, per poi trasformarsi ancora una volta arrivati ai quaranta e oltre.
La capacità di restare uniti non risiede nel bloccare il tempo o nel pretese che l’altro rimanga immobile nel punto in cui lo si è conosciuto, ma nella disponibilità a rimettersi in discussione, accettando le reciproche carriere, festeggiando i successi individuali e lasciando all’altro lo spazio necessario per crescere.
Il peso dei valori e la retorica del tradimento
Uno dei momenti più intensi dell’intervista ha toccato un argomento tradizionalmente delicato e spesso strumentalizzato dalla cronaca rosa: la fedeltà e l’eventualità di un tradimento.
Martina Colombari non ha esitato a definire l’Italia come un paese ancora profondamente bacchettone quando si tratta di affrontare le dinamiche sentimentali di una coppia.
Senza minimizzare la gravità di un’evasione coniugale, l’attrice e modella ha voluto ribaltare la scala delle priorità, ponendo l’accento su aspetti che reputa immensamente più lesivi per la tenuta di un matrimonio.
Per la Colombari, le vere ferite in un rapporto di lunga data non si nascondono necessariamente in una debolezza passeggera o in una scappatella, per quanto pesante possa essere da superare.
I problemi reali e distruttivi sono la mancanza di rispetto, la perdita dell’etica e il venir meno dei valori fondamentali su cui si è costruita la casa comune.
Pretendere di plasmare chi ci sta accanto a nostra immagine e somiglianza o togliergli la libertà individuale rappresenta un atto di prevaricazione ben più grave.
Lasciare libero l’altro, garantendogli l’autonomia di essere se stesso senza condizionamenti o ricatti morali, costituisce la forma d’amore più alta e pura che si possa sperimentare.
La pausa di riflessione e la forza di ritrovarsi
Il percorso tra Martina e Billy ha conosciuto anche il buio della lontananza. La conduttrice ha ricordato come, prima di giungere alle nozze, i due abbiano vissuto un lungo periodo di distacco durato un intero anno.
Una parentesi temporale importante, collocata ormai a più di vent’anni fa, durante la quale ciascuno ha intrapreso strade parallele e vissuto altre esperienze affettive.
Nel dibattito in studio è emersa la profonda differenza tra la fine di una storia e quella pausa necessaria a capire se il futuro possa essere ancora condiviso.
Non si è trattato di un tradimento consumato nell’ombra del matrimonio, ma di un momento di rottura palese, utile a misurare la distanza e il valore di ciò che si era lasciato alle spalle.
Quella lontananza ha permesso a entrambi di tornare sui propri passi con una consapevolezza nuova, priva di quella foga o irruenza giovanile che spesso porta a voler insegnare al partner come comportarsi.
La voce delle donne e l’empatia senza filtri
La decisione di raccontare questi aspetti intimi, anche all’interno del suo libro (Il cambiamento sei tu), non nasce per Martina Colombari dalla ricerca del clamore mediatico o dalla voglia di far parlare di sé.
Al contrario, l’intento dichiarato è quello di creare un ponte di empatia autentica con il pubblico femminile. Nelle parole dell’attrice emerge il piacere genuino che prova quando le donne la fermano per strada per confidarle di essersi ritrovate nelle sue pagine, di aver sottolineato i passaggi del libro e di avervi trovato spunti preziosi per la propria vita personale.
Mostrarsi imperfetti, ammettere che anche all’interno di una coppia celebre ed esteticamente inappuntabile esistono crepe, momenti di rabbia e incertezze, abbatte quel muro di perfezione ostentata che spesso la TV ed i social tendono a proporre.
Sapere che una figura pubblica ha vissuto le medesime difficoltà, le stesse paure e la stessa fatica nel ricostruire un legame incrinato permette a molte persone di sentirsi meno sole e meno giudicate nei propri percorsi di vita.
La resistenza del maratoneta nella vita a due
Con una metafora particolarmente azzeccata, il matrimonio viene descritto non come una gara da centometristi, dove conta la velocità d’impatto e lo scatto iniziale, ma come una vera e propria maratona per fondisti allenati.
Mantenere vivo un rapporto per trent’anni richiede la stessa disciplina, la medesima preparazione e, soprattutto, una riserva inesauribile di pazienza.
Non bisogna avere fretta di risolvere tutto ed subito, né cedere all’impulso di distruggere l’intero edificio al primo mattone che si rompe.
Come in un allenamento quotidiano, la vita di coppia è in continua evoluzione e richiede il coraggio di passare sopra ai momenti no, l’umiltà di aggiungere nuova calce quando la struttura traballa e la saggezza di capire che l’amore vero si misura sulla distanza, sulla capacità di correre insieme anche quando le gambe pesano e il traguardo sembra lontano.
Martina Colombari e Alessandro Costacurta dimostrano che la vera forza non sta nell’assenza di tempeste, ma nella determinazione incrollabile di continuare a navigare insieme dopo averle superate.
