Mediaset, duro comunicato contro Corona: “Libertà di espressione non significa diffamare”
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Mediaset non ci sta e in una nota divulgata il 27 gennaio si è scagliata contro Fabrizio Corona sottolineando che “la libertà di espressione non è, e non sarà mai, libertà di diffamazione, di gogna mediatica o di sistematica distruzione delle persone”. Il riferimento è alla puntata di Falsissimo pubblicata in rete dall’ex re dei paparazzi lunedì sera 26 gennaio, in cui sono presenti accuse e illazioni contro l’azienda di Cologno Monzese, la famiglia Berlusconi, due dirigenti e noti volti del Biscione quali Maria De Filippi, Silvia Toffanin, Ilary Blasi e Gerry Scotti.
Nella mattinata del 26 gennaio, i giudici della Procura di Milano avevano accolto il ricorso dei legali di Alfonso Signorini, intimando a Corona di rimuovere le puntate del suo format dedicate al conduttore nonché l’inibizione dalla pubblicazione di ulteriori puntate. Disposizione caduta parzialmente nel vuoto, l’ex agente e fotografo, in un video pubblicato su Instagram in cui si è detto vittima dei poteri forti, ha annunciato che la terza puntata del format dedicata al “prezzo del successo” sarebbe andata in onda, ma che avrebbe parlato del “sistema Mediaset”, contestualmente ha informato che su insistenza del suo legale, aveva provveduto a rimuovere le puntate precedenti così come stabilito dalla Procura.

La puntata di “Falsissimo” dedicata al “Sistema Mediaset”
La puntata di Falsissimo mandata in rete, come detto ha divulgato accuse e illazioni basate su voci di corridoio senza alcuna prova a rivendicarne la realtà, in aggiunta senza alcuna remora, Fabrizio Corona si è collegato (lui dice di essere stato contattato ma non è verosimile date le condizioni ndr) con Claudio Lippi, ricoverato in ospedale in precarie condizioni di salute e a detta dell’ex paparazzo, in terapia intensiva, per interrogarlo su presunte vicende opache legate a Gerry Scotti, Silvia Toffanin e Maria De Filippi. Corona ha anche parlato di un presunto veto di Marina Berlusconi per non fare lavorare Barbara D’Urso in televisione.
Rumor in verità in circolazione da tempo, ma collocati nel terreno del sentito dire, dato che non c’è alcuna prova valida a conferma. Accuse e diffamazioni gratuite a cui Mediaset a distanza di ventiquattr’ore ha voluto rispondere.
Il comunicato di Mediaset
Il comunicato molto duro nei confronti di Fabrizio Corona, nega tutte le accuse rivolte all’azienda sottolineando che la libertà di esprimersi non significa diffamare.
“La libertà di espressione non è, e non sarà mai, libertà di diffamazione, di gogna mediatica o di sistematica distruzione delle persone – scrive l’azienda di Cologno Monzese nel comunicato – quanto diffuso nelle ultime ore non ha nulla a che vedere con la verità, col giornalismo, col diritto di cronaca. Si tratta di falsità gravissime, menzogne che ledono una società quotata in Borsa e, ancora peggio, tante persone e le loro famiglie. Questo non è informare. Questo non è denunciare. Questo è monetizzare e lucrare attraverso l’insulto”
Ma il messaggio per Corona arriva forte e chiaro nella seconda parte del comunicato, in cui Mediaset preannuncia una denuncia a tutela dei propri artisti: “(Mediaset ndr) Respinge con fermezza menzogne, falsità e insinuazioni prive di qualsiasi fondamento e ribadisce il proprio impegno a tutelare le persone, gli artisti, i professionisti coinvolti e tutta l’azienda in ogni sede competente”
Il comunicato Mediaset non sembra orientato solo a denunciare Fabrizio Corona, ma anche le piattaforme che permetteranno la pubblicazione dei contenuti dell’ ex re dei paparazzi, lo si evince in un passaggio: “ogni abuso dei mezzi di comunicazione e ogni forma di campagna d’odio mascherata da libertà di parola”.
Un messaggio doveroso ed un monito per Corona: per Mediaset, la famiglia Berlusconi e i suoi artisti, la misura è colma.

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