Pier Paolo Pasolini, a 51 anni esatti dal delitto la Procura di Roma apre una nuova indagine
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A 51 anni esatti dall’omicidio di Pier Paolo Pasolini la Procura di Roma ha aperto una nuova indagine in seguito ad un esposto presentato dall’avvocato Stefano Maccioni. La magistratura torna quindi ad occuparsi della tragica morte dello scrittore, poeta e regista avvenuta nella notte tra l’1 e il 2 novembre 1975. Il fascicolo è stato affidato alla sostituta procuratrice Silvia Santucci.
Secondo quanto riportato dall’avvocato che ha presentato l’esposto, la richiesta si basa su nuovi elementi raccolti dalla difesa e ritenuti meritevoli di essere approfonditi. Maccioni ha detto di confidare che la Procura riesca finalmente dopo tanti anni a fornire risposte sull’omicidio. Il legale ha invitato inoltre “le persone che fino ad oggi hanno taciuto a farsi avanti e parlare”.
Nell’esposto presentato in Procura c’è anche la richiesta di ascoltare un testimone che fino ad ora non sarebbe mai stato sentito dagli inquirenti e che potrebbe essere di grande aiuto per ricostruire le circostanze dell’omicidio. L’istanza propone una lettura diversa da quella che fino ad ora è stata reputata la dinamica esatta dell’omicidio, secondo i dati raccolti da Maccioni, Giuseppe Pelosi deceduto nel 2017, noto e riconosciuto con sentenza definitiva quale colpevole dell’omicidio di Pasolini, non era solo la sera dell’omicidio.
Nell’esposto si richiede quindi di accertare chi fosse presente la notte dell’omicidio oltre Pelosi e Pasolini.
L’omicidio di Pier Paolo Pasolini
Il corpo senza vita di Pier Paolo Pasolini fu trovato alle 6,30 del mattino del 2 novembre 1975 all’Idroscalo di Ostia. Il cadavere presentava evidenti segni di percosse, il regista era stato malmenato per poi essere travolto dalla sua stessa automobile. Giuseppe Pelosi detto “Pino la rana”, all’epoca diciassettenne, fu fermato la notte dell’omicidio mentre era alla guida dell’automobile di Pasolini. Durante le indagini il giovane confessò l’omicidio sostenendo di aver agito da solo dopo un violento litigio con lo scrittore e regista negando la presenza di terze persone sul luogo del delitto.
A rendere da sempre controversa la vicenda è stata la rapidità e forse anche la superficialità con cui è stata condotta e chiusa la vicenda, liquidata come quelle che all’epoca venivano classificate come “storie tra froci”. Nella ricostruzione dell’omicidio, Pasolini adescò Pelosi per un rapporto sessuale a pagamento, ma dopo essersi appartati nacque una discussione tra i due che si trasformò subito in un violento litigio in cui il giovane picchiò selvaggiamente il regista per poi investirlo con la sua stessa auto e lasciarlo esanime sulla strada.
Le diverse fasi dell’indagine sulla morte di Pasolini
Nonostante Pelosi avesse da subito asserito di essere l’unico responsabile della morte di Pasolini, la sentenza di primo grado aveva sollevato dei dubbi sul fatto che avesse agito da solo. Anche Oriana Fallaci in diversi articoli scritti sull’argomento, aveva sollevato dubbi che quella notte Pelosi non fosse da solo all’Idroscalo di Ostia, ma che con lui ci fosse una terza persona. In un libro scritto sul caso dallo stesso avvocato Maccioni, ci sarebbero dubbi anche sul movente.
Pino Pelosi nel 2005 ha poi ritrattato mettendo in discussione tutta la ricostruzione con cui era stato condannato, un ripensamento che ha contribuito ad alimentare gli interrogativi sul delitto. Con la morte di Pelosi avvenuta nel 2017 a causa di un tumore è venuta definitivamente a mancare la possibilità di sapere come sono andate realmente le cose dalla voce di chi era presente sulla scena del delitto.
Già altre volte è stato richiesto di tornare a indagare sulla morte di Pasolini, anche nel 2016 e nel 2023 sono state presentate istanze per la riapertura del caso, entrambe respinte dalla Procura di Roma mentre la nuova richiesta ha portato all’apertura di un nuovo fascicolo.
L’avvocato Maccioni ha espresso grande soddisfazione per la decisione della magistratura di procedere con ulteriori accertamenti, dopo oltre mezzo secolo dall’omicidio forse si farà luce su cosa accadde veramente la notte tra l’1 e il 2 novembre 1975 all’Idroscalo di Ostia, ma soprattutto chi fosse presente accanto a Pasolini.

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