Raoul Bova mette il copyright a “Occhi spaccanti”
#image_title
Raoul Bova scende in campo per riprendere il controllo della propria immagine e arginare la diffusione mediatica degli ormai celebri audio diventati virali sui social.
Il 5 agosto, l’attore romano ha depositato due richieste di registrazione presso l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM), puntando a tutelare legalmente le espressioni contenute in un messaggio vocale diventato un tormentone: “Buongiorno essere speciale, dal sorriso meraviglioso e dagli occhi spaccanti”.
Una frase intima, destinata alla modella Martina Ceretti, che è stata resa pubblica da Fabrizio Corona in un’escalation di gossip e speculazioni.
L’iniziativa di Bova non è solo simbolica, ma rappresenta un vero e proprio tentativo di contrasto legale alla circolazione non autorizzata dell’audio, che è stato manipolato, remixato e utilizzato a scopo satirico da brand e utenti sui social network.
Sotto la lente dell’attore sarebbero finiti anche Ryanair e il Napoli Calcio, che avrebbero ironizzato sull’audio nei propri canali ufficiali. Secondo fonti stampa, Bova avrebbe valutato azioni legali nei loro confronti, sebbene al momento non risultino procedimenti avviati.

La registrazione del marchio riguarda sia l’intera frase che la sola dicitura “occhi spaccanti” e copre un ampio ventaglio merceologico: dai cosmetici all’abbigliamento, dai prodotti alimentari agli alcolici, fino a servizi di consulenza e telefonia.
Una mossa preventiva, utile non solo per bloccare utilizzi impropri, ma anche per evitare che altri cavalchino l’onda del successo virale a fini commerciali.
A occuparsi del deposito è l’avvocata Michela Carlo, dello studio Bernardini De Pace, storicamente vicino a Bova.
“È semplicemente un modo, come tanti, per far cessare la diffusione dei video”, ha dichiarato all’Adnkronos, confermando che la domanda di registrazione è ancora in fase di esame.
Parallelamente, il Garante per la protezione dei dati personali ha aperto un’istruttoria per verificare eventuali violazioni della privacy e delle norme deontologiche da parte dei giornalisti che hanno trattato il caso.
Dietro le quinte, la gestione legale e personale della vicenda è affidata ad Annamaria Bernardini De Pace, notissima civilista, madre della sua ex moglie Chiara Giordano e da sempre figura centrale nella vita dell’attore.
Oltre a seguire le questioni legate ai marchi, l’avvocata lo sta assistendo anche nella delicata separazione da Rocío Muñoz Morales e nelle cause per l’affidamento dei figli.
Il caso dei “messaggi spaccanti” si trasforma così da pettegolezzo da tabloid a questione di diritti d’immagine, con Bova intenzionato a difendere la propria privacy con ogni mezzo, incluso il diritto commerciale.
