Sanremo Giovani, nulla di nuovo nel primo round, in semifinale Antonia, La Messa e CmqMartina
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Il primo atto verso Sanremo 2026 comincia quasi a mezzanotte, con oltre un’ora di ritardo rispetto al previsto, per buona pace di Carlo Conti e di tutti coloro che alla vigilia si sono riempiti la bocca pompando un contest dagli esiti abbastanza prevedibili e che dopo il primo round non ha espresso nulla di nuovo. E’ davvero questo il meglio che può esprimere la musica italiana? Onestamente non ci crediamo, fatto sta che a parte la conduzione di Gazzoli che non ha fatto rimpiangere Cattelan e tantomeno Conti, la prima puntata di Sanremo Giovani è finita senza grandi sussulti.
Daniele Battaglia, Carolina Rey, Manola Moslehi, Enrico Cremonesi, Ema Stokholma insieme a Claudio Fasulo e il direttore artistico Carlo Conti è evidente siano andati a individuare più i brani che potenzialmente possano essere trasmessi in radio che la qualità dei prodotti. Di seguito le sfide e il nostro commento.

Prima sfida – Antonia vs Joseph
Antonia (Luoghi Perduti) – tenta di approdare all’Ariston dopo aver partecipato ad Amici con alterne fortune nelle diverse puntate. Luoghi perduti è una canzone dalle tinte forti ma si perde un po’ nel testo, possibile che tutti i giovani abbiano queste incertezze nell’intraprendere una nuova storia d’amore? Si rifugia nei virtuosismi vocali ma non basta, rimane impalpabile, le abboniamo l’emozione del debutto, ma davanti a un testo esile poco si può fare
Joseph (Fenomenale) – Vederlo a Sanremo Giovani ha il sapore delle minestre riscaldate, sarebbe forse il caso di scomporre il contest in sezioni: emergenti e nuove proposte. Il giovanotto ha già inciso alcuni singoli e aperto i concerti di Blanco. Nel brano presentato si rifugia nei luoghi comuni per poi prodursi nel dialetto partenopeo, con una frase decontestualizzata per far figo e finire in una citazione battistiana. Il Mare Nero per il momento rimane quello di Joseph che con un pop per nulla fenomenale ha tentato di approdare a Sanremo.
La sfida la vince Antonia, la meno peggio tra i due nonostante testo e voce opinabili
Seconda sfida – La Messa vs Xhovana
La Messa (Maria) – La ragazza non avendo partecipato a talent e non potendo rivolgersi a Maria De Filippi, punta in alto e invoca direttamente Maria in Cielo. Idea originale, la resa un po’ meno. Ok ridare alla musica la sua sacralità, ma tutti gli elementi sembrano calcati più per stupire che per lanciare un messaggio, i ritmi latineggianti confermano la nostra tesi, apprezzabile il tentativo di presentare qualcosa di nuovo, ma la resa è pessima, il brano sembra una canzone scout più adatta a una GMG che a un festival della canzone.
Xhovana (Ego) – Ripropone a modo suo il marcelliano, “forte, tosta e indipendente”, ma dimentica completamente la voce, il brano è ampiamente strumentale dal quale scompaiono le note quando prova a cantare. La cassa dritta tra urban e rap non fa passare in chi ascolta il pensiero che più che andare a Sanremo sarebbe opportuno se ne restasse in una qualsiasi Fashion Week
La commissione alla fine premia La Messa
Terza sfida – Renato D’Amico vs CmqMartina
Renato D’Amico (Bacio piccolino) – Non si pone problemi e senza ricorrere a stratagemmi si presenta con un brano sanremese. C’è tutto quello che serve per uno spettacolo nazionalpopolare, in un qualsiasi Sanremo anni ’80 sarebbe finito sul podio, ma sono passati 40 anni, la commissione se ne accorge lui no, probabilmente ancora si starà chiedendo cosa non abbia funzionato.
CmqMartina (Radio Erotika) – Dal 2020 cerca il suo spazio nella musica leggera, dopo una breve apparizione a XFactor quasi nulla. Il brano è un minestrone tra dark urban e dance per accontentare tutti in cui non si evince la sua personalità musicale, nonostante tutto la commissione la manda in semifinale.
Il pensiero per Beppe Vessicchio
In semifinale passa quindi CmqMartina e va a comporre la prima terna tutta al femminile che si scontrerà il 9 dicembre per un posto in finale con gli altri nove semifinalisti che usciranno dalle prossime sfide. Gazzoli chiude con il doveroso omaggio a Beppe Vessicchio, il maestro, compositore e direttore d’orchestra, istituzione di Sanremo venuto a mancare l’8 novembre scorso, anche in apertura Carlo Conti gli ha rivolto un affettuoso saluto.

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