Sayf si racconta: dal furgone delle consegne al podio di Sanremo 2026
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Dalle estati come cameriere a Rapallo al successo con Marco Mengoni, fino al “doppio argento” al Festival: la parabola dell’artista ligure che ha conquistato il pubblico con umiltà e talento.
Il successo, quello vero, spesso ha il rumore di un motore che si spegne e il coraggio di una porta che si chiude. Per Sayf, la rivelazione di Sanremo 2026, quel momento è arrivato all’inizio del 2023, quando ha deciso di appendere al chiodo le chiavi del furgone da corriere per scommettere tutto su un foglio di carta e una melodia.
Ospite di Linus e Nicola Savino a Deejay Chiama Italia, il cantautore ligure ha ripercorso le tappe di una scalata tanto rapida quanto consapevole, mantenendo quella “discreta saggezza” che ha stupito persino i veterani della radio.
La scelta di vita: “O la musica o il lavoro da corriere”
Non è stata una transizione morbida, ma un’auto-imposizione. Sayf, all’anagrafe Adam Via Cava , ha raccontato con estrema onestà il bivio di fronte al quale si è trovato a 23 anni: continuare con la stabilità di un impiego nelle consegne o rischiare il tutto per tutto per la musica.
A dargli la spinta decisiva è stato l’amico e collega Elmi, che ogni giorno lo spronava a non sprecare il suo talento.
“Ho preso coraggio e ho detto: guarda, non vengo a lavorare”, ricorda Sayf.
Una scelta non priva di sacrifici, fatta di estati passate come cameriere tra Rapallo, San Michele di Pagana e Santa Margherita Ligure per potersi permettere di “fare il musicista” durante l’inverno.

L’incontro con Mengoni e la “nuova” scuola genovese
Il grande pubblico ha imparato a conoscerlo grazie a Marco Mengoni, che ha creduto fortemente nel suo brano pop, insistendo affinché Sayf lo cantasse insieme a lui anziché limitarsi al ruolo di autore.
Questo approccio “artigianale” alla musica, dove l’artista scrive e interpreta i propri pezzi, lo inserisce di diritto nella prestigiosa tradizione dei cantautori genovesi, anche se Sayf approccia il paragone con i “padri importanti” come De André con estrema umiltà e un pizzico di timore referenziale.
Sanremo 2026: l’outsider che ha sfiorato la vittoria
Con il brano Tu mi piaci tanto, Sayf è stato il vero outsider del Festival, portando a casa un prestigioso secondo posto sia nella classifica generale che nella serata delle cover. Un’esperienza vissuta con una serenità insolita per il “terrorismo psicologico” che spesso circonda l’Ariston.
Indimenticabile il suo duetto nella serata delle cover, dove si è misurato con due mostri sacri come Alex Britti e Mario Biondi sulle note di un classico di Ray Charles, scelto insieme ai suoi storici produttori Jeans e Dibla.
Nonostante il successo, Sayf resta legato alla sua “factory” di amici e collaboratori di lunga data, come Lorenzo (suo alter ego da quattro anni) e Giulio Cocco, che cura i suoi video fin dai tempi in cui erano “scappati di casa”.

Il futuro tra tour e… debiti d’onore
E adesso? Mentre il brano continua a scalare le classifiche, Sayf mantiene i piedi per terra. Tra una battuta sul video che cita la leggendaria telecronaca di Cannavaro (con la partecipazione di Fabio Caressa) e il desiderio di un caffè in tranquillità, l’artista non dimentica le sue origini.
Con il tipico spirito ligure, ha scherzato sul suo ritorno a San Michele, dove il suo ex datore di lavoro lo aspetta non solo per festeggiare, ma forse anche per quei 200 euro lasciati in sospeso quando ha deciso di inseguire il suo sogno.
