Shaila Gatta, ancora odio social lo sfogo contro le leonesse da tastiera
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Shaila Gatta ha sbottato sui social contro la cattiveria dilagante e gli insulti gratuiti di cui è stata vittima negli ultimi mesi. Come spesso accaduto a chi ha partecipato alle ultime edizioni del Grande Fratello, in cui la tossicità dei social ha preso il sopravvento sulle reali dinamiche del gioco, l’entità degli insulti e delle offese si è fatta feroce e martellante. Protagoniste di tali insulti soprattutto donne coperte da profili anonimi, ma identificabili attraverso gli IP dei loro dispositivi, persone irrisolte che invidiano la popolarità altrui o che se la prendono, nel caso di coppie, con la parte femminile.
Ne abbiamo parlato a proposito di Sophie Codegoni, sottolineando quanto la stragrande maggioranza delle odiatrici social sono donne che non riescono ad affrancarsi dal contesto patriarcale in cui sono inserite. L’obiettivo del loro livore è ciò che il soggetto del loro odio rappresenta per loro, donne che una volta scoperte o rispondono provando a sminuire chi le ha smascherate oppure spariscono sfogando altrove le proprie frustrazioni.
Nel caso specifico di Shaila la si incolpa per aver lasciato Lorenzo Spolverato, uno dei personaggi su cui Signorini ha puntato nella scorsa edizione del reality più famoso d’Italia, costruendogli addosso una narrazione particolare, giustificandone molto spesso comportamenti fuori dalle righe, arrivando anche a redarguirlo minacciandolo di farlo tornare a casa anzitempo. Shaila al contrario è stata una vittima di autori e conduttore, le è stata palesata in Confessionale una realtà diversa da quella che ha trovato fuori e adesso è bersaglio preferito delle leonesse da tastiera.

Lo sfogo social di Shaila
La ex gieffina come detto non ce l’ha fatta più ed ha esternato sui social tutta la sua rabbia contro le offese gratuite e l’odio di cui è fatta oggetto, sottolineando che le donne che la offendono, sono le stesse che poi ipocritamente si ergono in difesa delle donne: “Leoni da tastiera, celati dietro identità anonime, giudicano senza pietà la facciata: sei brutta, sei grassa, sei questo o quello. E così, proprio chi avrebbe dovuto illuminare il cammino, si trasforma in un ostruzionista della stessa libertà che pretende di difendere. Tanti anni di coraggio, di lotta, di voce rotta per essere ascoltate, sembrano dissolversi nel fragore di commenti feroci”
Poi l’accusa contro le donne che odiano le donne: “Le forti, quelle che hanno osato, sono le stesse che incutono timore alla massa che manca del coraggio di parlare. Eppure, dietro a ogni parola non detta, c’è una verità: la libertà delle donne non è una conquista compiuta una volta per tutte, ma una battaglia quotidiana contro chi spegne la luce con il rancore. Ciò che scrivo, è cio che vedo costantemente su questa piattaforma da cui sempre di più mi allontano e mi dissocio. Non parlo di me, né di ciò che ricevo io, ma di quello che vedo rivolto a chiunque abbia il coraggio di esistere senza paura. Buon ferragosto”.
Infine la delusione per la mancanza di solidarietà femminile. Mancanza di solidarietà di cui abbiamo spesso parlato. Non ci può essere solidarietà laddove c’è invidia per quello che rappresenta una ragazza emancipata rispetto a un’altra ragazza o forse a una adulta, donna e madre insoddisfatta della propria vita costretta a vomitare livore attraverso una tastiera: “In un mondo che tenta di venderti emancipazione come un manifesto, scopriamo che il presunto progresso affonda nelle stesse mani che gridano libertà e poi spezzano la fiducia tra donne. Anni di lotte per conquistarci eguaglianza sembrano vacillare sotto i colpi di una retorica feroce: donne che offrono attacchi gratuiti, denigrando altre donne per la mera esistenza”
Appoggiamo completamente le sue parole, Shaila è vittima di un sistema di piattaforme social che non tutelano l’utenza, ma soprattutto di un retaggio culturale che vuol far passare la narrazione di un Paese in cui esiste la parità tra uomo e donna, ma che di fatto è profondamente patriarcale, sessista e maschilista, in cui le donne che non riescono ad uscire da tale retaggio sfogano le proprie frustrazioni sui social e a rimetterci sono coloro che ce l’hanno fatta.

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