Simona Izzo e gli aneddoti su Tognazzi e Venditti: “Il prete voleva farmi sposare mio suocero Ugo ma era morto. ‘Sara’ e ‘Buona domenica’ di Antonello, episodi veri della mia vita”
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E’ nel panel degli esperti di Canzonissima, coloro che non si possono chiamare giurati altrimenti Milly si arrabbia, ma che comunque esprimono un parere e votano. Simona Izzo ospite di Francesca Fialdini, (anche lei nel panel) a Da noi.. A ruota libera” ha raccontato se stessa non disdegnando di addentrarsi in aneddoti ed episodi particolari che le sono capitati nella sua vita: “Dopo la morte della mamma c’è stato molto dolore tra noi sorelle – rivelato Izzo- Siamo meno unite a parte che con Rossella, con lei siamo la stessa cosa”.
Simona Izzo si è soffermata sul rapporto con il figlio Francesco, nato dalla sua relazione con Antonello Venditti: “Mio figlio mi bacia solo quando parto, io lo bacerei sempre, ma non c’è occasione quindi mi bacio i nipoti. Ho avuto un figlio solo, ma Ricky ha condiviso con me la crescita di Francesco. Gli ha insegnato ad andare in barca a vela, a cucinare, a essere felice. Suo padre gli ha dato altre cose, ma Ricky (Tognazzi ndr) gli ha dato la voglia di vivere”.
Proprio riguardo al matrimonio con Ricky Tognazzi, arrivato quando ormai l’unione con l’attore e regista era consolidata (i due stanno insieme da oltre 40 anni ndr), Simona ha raccontato un aneddoto: “Ci ho messo un sacco di tempo a farmi sposare da Ricky, finché a un certo punto gli ho detto che doveva sposarmi ‘per educazione’. Siamo andati a Velletri e il prete mi ha chiesto se volessi sposare ‘Ugo Ottavio Tognazzi’, mio suocero che era appena morto. Io per un attimo sono trasalita, ma poi ho pensato alla gioia”.

Gli aneddoti su “Sara” e “Buona domenica” di Antonello Venditti
Simona Izzo ha raccontato anche degli aneddoti legati ad Antonello Venditti, con il quale è stata sposata dal 1975 al 1978: “Antonello in alcune canzoni ha pescato dai miei racconti di vita. Quando gli ho detto di una mia compagna di classe che rimasta incinta ha continuato a venire a scuola nonostante la pancia non la facesse entrare nel banco lui ha scritto ‘Sara’, il nome vero della ragazza era composto, ma lui per problemi di metrica la ha ribattezzata Sara”.
Stessa cosa accaduta per “Buona Domenica”: “Buona Domenica, Antonello la ha scritta per esperienza vissuta: appena nato Francesco stavamo a casa dei miei genitori, mia sorella Fiamma, la più piccola di noi, si era innamorata di un ragazzo e la domenica la passava aspettando una telefonata che non arrivava mai. Allora non esistevano social e telefonini, c’era il telefono di casa col filo, era l’unico strumento di comunicazione con l’esterno. Da lì ‘Buona domenica rimasta a casa ad aspettare tanto il telefono non squilla più il tuo ragazzo ha preso il volo'”
Poi la sorella si è fidanzata con un altro: “Meglio così, lei è bellissima, quel ragazzo non se la meritava, ma adesso lui sa che è stato di ispirazione per una canzone”.

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