Simone Di Pasquale e Natalia Titova: come trasformare 7 anni d’amore in un’amicizia vera (la lezione di Ballando con le Stelle)
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L’amore può finire, ma l’amicizia? Per Simone Di Pasquale e Natalia Titova, due dei volti più iconici di Ballando con le Stelle, la risposta è un sonoro “sì”.
Dalla passione per il ballo alla passione nella vita, fino a una separazione matura e un legame professionale e umano che resiste al tempo, la loro storia è la prova che alcune relazioni sono destinate a durare, anche se cambiano forma.
Dalla Russia con passione: l’incontro del ’98
Il racconto di Simone Di Pasquale, condiviso nell’intervista a Ciao Maschio, il programma di Nunzia De Girolamo, ci porta indietro nel tempo, in un’era pre-internet dominata dai fax.
“E però poi nella tua vita arriva Natalia” ricorda Simone, parlando dell’inizio di quella che sarebbe stata una delle coppie di ballerini più note d’Italia.
Aveva 18 anni, e dopo aver cambiato diverse partner per le competizioni – le precedenti si “stancavano di fare i weekend solamente tematici, ballo, competizioni eccetera” – Simone cercò una nuova compagna.
Fu un coreografo inglese a suggerirgli la talentuosa Natalia Titova da Mosca. Si scambiarono messaggi, incredibilmente, tramite fax.
L’appuntamento è fissato: 18 gennaio 1998, Aeroporto di Fiumicino. “La aspettavo con un cartello con scritto Natalia Titova perché non la conoscevo”, racconta Simone.

Dal sogno condiviso all’amore e ritorno
Quell’incontro segnò l’inizio non solo di una “meravigliosa carriera fatta insieme”, ma anche di una relazione sentimentale. “Abbiamo trascorso quasi sette anni come coppia anche nella vita”, rivela Simone.
La separazione, tuttavia, non ha significato la fine del loro legame. Anzi, ha rafforzato la loro connessione su basi più profonde.
Simone spiega che ciò che li legava, in ultima analisi, non era forse il “vero amore” romantico, ma piuttosto la “condivisione di un sogno”. Insieme, hanno “lavorato e lottato per ottenere dei risultati importanti.”
Oggi, il loro rapporto è “meraviglioso.” Natalia è madre di due figlie (ragazzine, come le definisce affettuosamente Simone) avute dal compagno Massimiliano Rosolino e la loro amicizia è la testimonianza che si può essere amici con gli ex, specialmente quando l’esperienza condivisa è stata così intensa e formativa.

La forza della TV: Ballando con le Stelle
La carriera della coppia ha avuto una svolta epocale grazie a Ballando con le Stelle. Simone ricorda gli inizi incerti del programma: “Abbiamo iniziato a fare il programma con in preventivo quattro puntate.”
Ma il successo è stato immediato e travolgente. Puntata dopo puntata, gli episodi sono aumentati, il pubblico è cresciuto, fino a quando i ballerini non hanno avuto più la percezione di quanto fosse diventato popolare lo show.
La vera rivelazione è arivata solo “quando è terminata la produzione e abbiamo iniziato a girare per strade e abbiamo visto la gente che ci correva dietro, voleva fare foto.”
E stato in quel momento che hanno compreso “la forza della tv e la forza di questo programma”, che oggi è arrivato alla sua ventesima edizione.

L’Insegnamento di mamma: la passione sul palco
L’intervista prende una nota più intima quando Simone ricorda un momento personale molto doloroso: la recente perdita della madre. Nonostante il lutto avvenuto un mercoledì, il sabato successivo “andavamo in scena.”
Seguendo l’esempio di sua madre – “una grande lavoratrice, una donna che ha sempre resistito” e colei che, insieme al padre, gli ha trasmesso la passione per il ballo – Simone ha deciso di salire sul palco.
“Non è stato molto facile perché dentro ti senti strappare tutto quanto, però è andata e dovevo farlo”, confessa. Nonostante la produzione gli abbia dato la libertà di restare a casa, Simone ha onorato la lezione di vita della madre, dimostrando una commovente dedizione alla sua arte e alla sua professione.
La storia di Simone e Natalia è una danza di vita, fatta di obiettivi raggiunti, amore finito e amicizia duratura. Un esempio che il ballo, come la vita, è fatto di passi avanti, indietro e, soprattutto, di un ritmo in comune che non si dimentica mai.

