Zendaya e Tom Holland snobbano il Met Gala: il boicottaggio contro Jeff Bezos scuote la moda
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Non è solo una questione di abiti, ma di coscienza politica. Mentre i flash dei fotografi si preparano a illuminare le scalinate del Metropolitan Museum of Art di New York, l’assenza più rumorosa della serata è già confermata. Zendaya, l’indiscussa regina dei red carpet, e (suo marito?) Tom Holland hanno deciso di disertare l’evento di moda più atteso dell’anno.
Quello che inizialmente sembrava un semplice conflitto di impegni si è rivelato essere un atto di protesta mirato contro la nuova direzione commerciale intrapresa da Anna Wintour.
La coppia, che secondo recenti indiscrezioni avrebbe celebrato un matrimonio privato lontano dai riflettori, è stata avvistata proprio nelle scorse ore a migliaia di chilometri da New York.
Invece di indossare corsetti d’alta moda, i due stavano passeggiando tranquillamente nel villaggio di Wimbledon, Londra. Holland, seminascosto da un berretto nero, e Zendaya sono apparsi rilassati tra bancarelle di fiori e piccoli caffè di quartiere, un contrasto stridente con l’opulenza frenetica della Fifth Avenue.

Il nodo della discordia: l’ombra di Amazon sul Met
La ragione dietro questo clamoroso forfait risiede nel coinvolgimento di Jeff Bezos come sponsor principale dell’evento. Il fondatore di Amazon, insieme alla moglie Lauren Sanchez Bezos, è stato accolto con entusiasmo da Anna Wintour, una mossa che ha spaccato in due l’opinione pubblica e lo star system.
Le critiche non riguardano solo l’immensa ricchezza del magnate, ma anche i suoi presunti legami politici con l’amministrazione Trump e le controversie legate alle pratiche aziendali di Amazon.
Zendaya non ha nascosto il suo disappunto. L’attrice, insieme alla supermodella Bella Hadid, ha espresso il suo supporto virtuale a video di protesta che condannano duramente la sponsorizzazione di Bezos.
Al centro della polemica c’è il legame tra le tecnologie di Amazon e l’ICE, l’agenzia statunitense per l’immigrazione.
Il messaggio circolato sui social, e “approvato” dalle star, è stato durissimo: chi partecipa all’evento finanziato da Bezos non può ipocritamente indossare spille di solidarietà politica senza essere trascinato nel vortice della critica pubblica.

Attivismo e boicottaggio: New York sotto assedio
Mentre all’interno del museo si celebra l’arte del costume, fuori le strade sono animate dal gruppo di attivisti britannici Everyone Hates Elon.
Nonostante il nome richiami il patron di Tesla, il gruppo ha spostato il mirino su Bezos, distribuendo volantini che invitano al boicottaggio totale del “Bezos Met Gala”.
Secondo i manifestanti, l’evento è diventato il simbolo di un sistema che alimenta disuguaglianze e politiche migratorie repressive sotto la facciata scintillante della moda.
Zendaya, che vanta sette partecipazioni storiche al Met, ha scelto di dare un segnale forte. Sebbene i suoi impegni cinematografici siano pressanti, tra la fine dei tour per Euphoria e l’imminente promozione di Dune Parte 3 e Spider-Man: Brand New Day, la tempistica del suo viaggio a Londra appare come una dichiarazione d’intenti ben precisa.
Non è la sola a mancare all’appello: anche l’iconica Meryl Streep non sarà presente, sebbene il suo portavoce abbia cercato di smorzare i toni parlando di una semplice mancanza di affinità con la mondanità dell’evento.

Un red carpet diviso
Nonostante le defezioni di peso, il Met Gala 2026 vedrà comunque sfilare nomi di rilievo pronti a interpretare il tema di quest’anno: l’arte del costume.
Kim Kardashian è attesa con ansia, anche se senza il compagno Lewis Hamilton, che ha preferito saltare l’edizione di quest’anno.
Nicole Kidman porterà con sé la figlia Sunday Rose, mentre il cast del sequel de Il diavolo veste Prada sarà rappresentato da Emily Blunt e Stanley Tucci.
Resta però il dubbio se la serata riuscirà a superare il record di 31 milioni di dollari raccolti l’anno scorso, o se l’ombra della polemica influirà sul prestigio dell’istituzione.
La mossa di Zendaya e Tom Holland segna forse l’inizio di una nuova era per le celebrità di Hollywood, dove il posizionamento politico conta più di una copertina su Vogue.
Se l’evento continuerà a legarsi a figure così polarizzanti come Bezos, il rischio è che il red carpet diventi un campo di battaglia ideologico, trasformando l’alta moda in un manifesto di protesta permanente.
