Addio a Don Antonio Mazzi punto di riferimento nella battaglia contro la tossicodipendenza dei giovani
#image_title
Don Antonio Mazzi avrebbe compiuto 97 anni il prossimo 30 novembre, ne ne è andato in un afoso pomeriggio di fine luglio lasciando un’immagine della Chiesa lontana da quella degli austeri palazzi Vaticani. Era un prete di strada di quelli che interpretano la propria missione come servizio, il rendersi ultimo per aiutare gli ultimi e coloro che sono in difficoltà.
E’ proprio pensando a coloro che avrebbero avuto bisogno di aiuto aveva fondato Exodus, la rete di comunità terapeutiche per tossicodipendenti. Il grande pubblico, quello della televisione, aveva cominciato a conoscere Don Mazzi nel 1994 per la sua partecipazione a Domenica in accanto a Mara Venier, la popolare conduttrice ha sempre visto nel sacerdote un suo punto di riferimento e alla notizia del decesso in un post pubblicato sul suo profilo Instagram ha scritto che per lei va via un secondo padre.
C’è chi lo ricorda anche seduto sulle poltrone di Porta a Porta ospite di Bruno Vespa, ma mai austero o severo, sempre con i suoi capelli disordinati, il maglione scuro a V e gli occhi piccoli e penetranti capaci di parlare a distanza. Don Antonio è stato uno dei volti più noti del cattolicesimo sociale italiano dal 1945 a oggi, oltre che sacerdote e educatore Don Antonio era pedagogista, teologo, filosofo, giornalista, scrittore, ma ciò che aveva più a cuore era la missione che si era prefissato, quella di accompagnare le persone nella ricostruzione della propria identità e dignità.
Un punto di riferimento per tante persone, amava ripetere che non esistono ragazzi irrecuperabili
Don Antonio Mazzi era nato a Verona il 30 novembre 1929, dalla sua ordinazione sacerdotale avvenuta giovanissimo nella Congregazione dei Poveri Servi della Divina Provvidenza, aveva da subito fatto la scelta di vivere la sua missione pastorale dalla strada, accogliendo tutti senza remore, ma soprattutto senza avere peli sulla lingua.
Quella stessa schiettezza con la quale ha più volte criticato la Chiesa per alcune sue scelte benché si sia sempre definito “pazzo di Dio”: “Se potessi dire al Papa di vendere il Vaticano e spostare la Chiesa ad Assisi lo farei” disse a La7 in un intervento in una trasmissione televisiva.
La sua comunità, Exodus, era nata negli anni Settanta nel Parco Lambro di Milano, al tempo uno dei luoghi più degradati del capoluogo meneghino per lo spaccio di droga. Don Antonio amava ripetere che “non esistono ragazzini irrecuperabili”, una frase che ha ripetuto sempre come un mantra ogni volta che era chiamato a portare una testimonianza, che fossero parrocchie, Comuni o associazioni.
Mazzi non diceva mai di “no” anche se per incontrare chi lo aveva invitato a portare la sua testimonianza doveva attraversare l’Italia o sobbarcarsi viaggi proibitivi. E’ stato un sacerdote che ha vissuto il Vangelo nel vero senso del termine, la Buona Novella, il Buon Messaggio da portare a tutti, compresi alcuni terroristi che quando decisero di cambiare strada Don Antonio non esitò ad accogliere.
Lo stile originale e le polemiche
Come detto pur rimanendo sempre fedele alla Chiesa cattolica, Don Mazzi ha adottato uno stile pastorale originale, oltre a usare i mezzi di comunicazione di massa per lanciare messaggi e testimonianze, il sacerdote ha anche scritto libri fino a concepire l’idea nel 1997 di realizzare “Tremenda”, un diario-agenda come strumento per parlare ai ragazzi.
Non sono mancate le polemiche per lo stile adottato da Don Mazzi e per le sue scelte, come detto accolse terroristi pentiti e si scontrò anche con Fabrizio Corona per come quest’ultimo si era comportato dopo che lui lo aveva preso in affidamento. Condannò senza mezzi termini quella categoria di sacerdoti da lui definiti “finti impiegati del Padreterno”.
Don Mazzi ha interpretato la sua missione vivendo sempre la sua quotidianità incontrando capi di Stato e Papi vestito allo stesso modo di tutti gli altri giorni, lasciando in tutti il messaggio che la Chiesa descritta nel Vangelo può essere realtà.
About The Author
