Addio a Gino Paoli, monumento del cantautorato italiano
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Con Gino Paoli se ne va una icona della musica italiana, figura centrale della cosiddetta “scuola genovese”, aveva 91 anni essendo nato a Monfalcone nei pressi di Trieste nel 1934, ma Genova è stata la sua città, ci è cresciuto e non la ha mai lasciata, dedicandosi alla musica con una parentesi politica. Tra i suoi brani più celebri “Il cielo in una stanza”, “Sapore di sale”, “La gatta”, “Quattro amici al bar”, “Ti lascio una canzone”, quest’ultima cantata in coppia con Ornella Vanoni, sua musa ispiratrice con la quale ha avuto anche una storia sentimentale durata due anni trasformatasi successivamente in una profonda amicizia. Per i funerali dell’artista nel novembre scorso, Gino fece recapitare in chiesa una corona di fiori gialli su cui ha fatto scrivere unicamente Gino.
A dare l’annuncio è stata la famiglia, che contestualmente ha chiesto poco clamore e tanta riservatezza: “Questa notte Gino ci ha lasciato in serenità e circondato dall’affetto dei suoi cari” queste le parole in una nota diffusa poco dopo mezzogiorno.

La formazione, i successi e la crisi personale
Artisticamente Paoli si forma a Genova negli anni Cinquanta, membro di quel nucleo di artisti liberi ed anticonformisti del quale fanno parte anche Luigi Tenco, Bruno Lauzi, Umberto Bindi e i fratelli Riverberi, un gruppo influenzato dalla chanson francese denominato “Scuola Genovese” e artefice di un rinnovamento del linguaggio musicale italiano.
Dopo il grande successo ottenuto negli anni Cinquanta e Sessanta, Paoli visse un periodo di crisi artistica e personale per poi vivere una seconda stagione fortunata negli anni Ottanta e Novanta, decenni in cui Paoli scrisse brani che si rivelarono nel tempo come veri e propri successi generazionali quali Una lunga storia d’amore e Quattro amici, con quest’ultimo brano, tuttora un successo trasversale, l’artista mise in musica il tema dell’amicizia e del tempo che passa.
Negli anni Ottanta parallelamente all’attività artistica si diede alla politica, fu eletto deputato nelle file del PCI nel 1987. Negli ultimi anni si era dedicato al jazz, collaborando con Danilo Rea, spesso in formazioni concertistiche ridotte a voce e pianoforte.
Gli eventi drammatici
La vita di Gino Paoli è stata segnata anche da eventi drammatici, l’11 luglio del 1963 il cantautore tentò il suicidio, scampò alla morte ma un proiettile rimase conficcato nel suo pericardio per tutta la sua vita. A questo evento se ne è aggiunto altrettanto drammatico un anno fa, con la scomparsa del figlio Giovanni, giornalista, una ferita che il cantautore ha sempre detto non essersi mai rimarginata.

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