Alberto Matano ospite di Giulia Salemi: “Lorella Cuccarini? Accuse ingiuste, ma il tempo lenisce tutto”
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Il pomeriggio di Rai 1 porta da anni il suo volto rassicurante, ma dietro l’immagine impeccabile del conduttore da studio si nasconde una personalità complessa, focosa e profondamente passionale. Per la prima volta in esclusiva, Alberto Matano ha deciso di raccontarsi in un podcast, ospite di Giulia Salemi a Non lo faccio x moda.
Un’occasione preziosa per raccontare il proprio percorso umano e professionale, superando la consueta riservatezza per ripercorrere le sfide della giovinezza, il debutto nella giuria di Ballando con le stelle e soprattutto le polemiche che hanno segnato la sua carriera televisiva.
I primi passi, la gavetta e l’approdo al telegiornale
La strada che ha condotto Alberto Matano alla guida dei programmi di punta della rete ammiraglia non è stata priva di ostacoli. Dopo essersi laureato in Giurisprudenza per venire incontro alle aspettative della famiglia, il conduttore ha dovuto lottare con tenacia per seguire la sua vera inclinazione verso il giornalismo.
Mantenendosi in completa autonomia grazie a lezioni private e collaborazioni con mittenti locali, ha affrontato la selezione della scuola di specializzazione e la lunga gavetta al Giornale Radio Rai.
L’ingresso nella redazione del TG1 nel 2007 ha segnato l’inizio di un cammino impegnativo, partito dai turni di notte e dalla gestione delle cassette di messa in onda, per poi scalare tutte le edizioni fino al banco serale delle venti.
Le dirette durante i drammatici eventi della storia recente, tra cui i tragici attentati terroristici a Charlie Hebdo, hanno lasciato un segno incancellabile nella sua memoria.
Un bagaglio di esperienze che gli ha permesso di affinare un approccio rigoroso e sensibile, qualità poi trasferite nella narrazione quotidiana del contenitore pomeridiano.
La narrazione della cronaca e la cura del racconto televisivo
Dal 2019 al timone de La Vita in Diretta, il giornalista ha progressivamente ridisegnato il format, cercando un equilibrio tra il dovere dell’informazione e il rispetto della sensibilità dei telespettatori.
In un panorama mediatico spesso tentato dal calcare la mano sui casi di cronaca nera, Matano rivendica con forza una linea editoriale precisa, contraria alla trasformazione delle vicende giudiziarie in una serie a puntate in assenza di reali sviluppi o documenti inediti.
La costante attenzione rivolta alle storie delle persone trascurate o in difficoltà rappresenta la colonna portante della sua idea di televisione.
Dare voce e visibilità a chi vive in condizioni di marginalità ha permesso di costruire una forte sintonia con il pubblico da casa, confermando il valore sociale e civile dell’informazione del servizio pubblico.
La verità sulla polemica con Lorella Cuccarini
Tra i passaggi più intensi e chiacchierati dell’intervista rientra senza dubbio il chiarimento relativo alle note tensioni vissute al termine della prima stagione de La Vita in Diretta, quando la co-conduttrice Lorella Cuccarini firmò una lettera d’addio indirizzata alla redazione definendolo un uomo dall’ego smisurato e muovendo accuse di maschilismo.
A distanza di anni, il conduttore è tornato sulla vicenda con serenità ma mantenendo una fermezza incrollabile, ribadendo come quell’etichetta rappresenti l’unica volta nella sua intera carriera in cui gli sono state attribuite simili affermazioni.
Matano ha spiegato di aver vissuto quell’episodio come una profonda ingiustizia, rifiutando categoricamente le accuse e ricordando il fondamentale sostegno ricevuto spontaneamente sia dalle colleghe della redazione sia dalle professioniste con cui aveva condiviso il lavoro in passato.
Pur non riconoscendosi affatto in quella descrizione e sottolineando come non ci sia stato più alcun chiarimento privato con la showgirl, salvo un formale saluto d’occasione incrociandosi nei backstage televisivi, il giornalista ha dimostrato una grande maturità nel comprendere le diverse percezioni individuali, concludendo che il tempo sa lenire ogni ferita e stemperare anche i contrasti più accesi.

L’amore, la lotta per i diritti e il no al bullismo
Il racconto intimo si è poi spostato sulla sfera personale, toccando i temi del rispetto dell’identità e dei diritti civili. Ricordando gli episodi di bullismo sofferti durante l’adolescenza, Alberto Matano ha sottolineato la frustrazione provata per anni prima dell’introduzione della legge sulle unioni civili nel 2016, quando l’impossibilità di veder riconosciuto il legame con il compagno rappresentava una ferita quotidiana.
Il matrimonio con il marito Riccardo, celebrato dopo una lunga storia d’amore durata oltre quattordici anni, ha segnato il momento più felice del suo percorso personale.
Il conduttore ha voluto lanciare un accorato appello alle giovani generazioni, invitandole a non cedere davanti alle discriminazioni e ad avere sempre la forza di seguire la propria autentica natura.

La nuova avventura a Ballando con le stelle tra ironia e passione
Il percorso professionale di Alberto Matano si arricchisce quest’anno di una nuova sfida nel sabato sera di Rai 1, che lo vede passare dallo storico ruolo di custode del tesoretto alla scrivania dei giudici di Ballando con le stelle.
Sotto la guida di Milly Carlucci, nei cui confronti spende parole di affetto e profonda stima per l’enorme dedizione al lavoro, il conduttore affronta questo impegno con rinnovato entusiasmo, felice di poter esprimere valutazioni libere e trasparenti senza la costante necessità di dover ricucire i giudizi della giuria.
Ripercorrendo le dinamiche del mondo dello spettacolo e confessando di aver dovuto talvolta difendere la propria trasmissione da chi tentava di subentrare al suo posto, Matano riconosce anche i propri difetti lavorativi, definendosi un esigente perfezionista che pretende il massimo per la riuscita del programma.
Nel privato si conferma uomo passionale, amante della lettura in lingua spagnola e della cura del giardino, pienamente realizzato nel proprio cammino di vita.
