Alessandro Basciano a “La Zanzara”: “Sophie Codegoni ha strumentalizzato la violenza sulle donne”
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A prescindere da quali saranno le conclusioni dell’indagine sul presunto stalking perpetrato da Alessandro Basciano nei confronti di Sophie Codegoni, possiamo dire che a nostro avviso il deejay è mal consigliato. Nella sua prima intervista dopo l’esecuzione del provvedimento che lo obbliga a indossare il braccialetto elettronico e a stare a distanza dalla sua ex compagna, Basciano si è profuso nei suoi soliti sermoni in cui si è dichiarato vittima di un processo mediatico e capro espiatorio di tutti quegli uomini accusati di violenza dalle proprie compagne.
Parliamoci chiaro, nessuno pretende un “mea culpa” dal deejay, tantomeno una riflessione interiore che lo porti ad analizzare alcuni suoi comportamenti un po’ too much, Basciano è convinto di non essere colpevole e che i giudici abbiano esagerato nel comminargli il provvedimento. A prescindere dalle decisioni del tribunale e dal clamore che ne è seguito, l’unica esagerazione sono stati i 4 mesi di ritardo nell’eseguire un provvedimento da parte della magistratura, lo ripetiamo da sempre e continueremo a farlo.
Non sappiamo se la partecipazione di Basciano a La Zanzara faccia parte di una peregrinazione del deejay attraverso gli studi televisivi e radiofonici o se rimarrà un caso isolato, se sia stato invitato dai conduttori Giuseppe Cruciani e David Parenzo o sia stata una sua idea chiedere uno spazio nella trasmissione di Radio24, fatto sta che molte affermazioni ci sono sembrate delle uscite a vuoto che hanno avuto l’unico risultato di suscitare l’effetto contrario.

Le dichiarazioni di Alessandro Basciano
Come detto, Basciano si è proclamato capro espiatorio preso di mira in quanto personaggio pubblico. Il deejay ha tenuto anche a precisare che essere sottoposti a una misura preventiva non significa essere colpevoli, ma fa parte di un dispositivo messo in atto come precauzione nel mentre sono in corso le indagini. Sulla parte tecnico-legale Basciano ha ragione è la faccenda del “capro espiatorio” che ci lascia perplessi, il deejay tutto ci è sembrato meno che perseguitato dato che a causa dei ritardi della giustizia ha potuto fare liberamente quanto ha voluto da maggio a settembre.
Ma entriamo nel dettaglio, Basciano nella prima parte del suo intervento ha dichiarato che la misura nei suoi confronti è inutile in quanto Sophie Codegoni non ha paura di lui: “Mi viene contestata violenza verbale, Codegoni stessa ha dichiarato di non aver mai subito violenza fisica e lo ha fatto fino a qualche giorno fa, in una telefonata a un amico comune, documento che abbiamo depositato.
Ultimo caso eclatante, giorni fa, all’uscita dell’asilo, sono andato a prendere mia figlia e lei era lì, sono arrivate le auto della polizia, lei si è appoggiata al finestrino della mia auto, non è scappata tantomeno ha avuto paura, il dispositivo non ha suonato, probabilmente lei non aveva neanche con sé il ricettore. Io ormai sono un pungiball, prendo schiaffi da tutte le parti. Tra l’altro questo braccialetto è inutile, ero in Grecia a chilometri di distanza è suonato, a 50 centimetri da lei no. Significa che lei non ha paura di me, tra l’altro so che parla ancora con toni gentili nei miei confronti”
Ovviamente si tratta di considerazioni personali, il conduttore Cruciani ha precisato che nel suo spazio darà sempre voce a tutti, non sappiamo se Sophie Codegoni avrà la possibilità, se vorrà di raccontare il proprio punto di vista, l’influencer tra l’altro del suo ex non parla più, non lo ha fatto neanche nella sua ultima ospitata televisiva, non riteniamo che abbia voglia di tornare pubblicamente sulla vicenda.

Alessandro Basciano: “Sophie Codegoni deve chiedere scusa a tutte le donne”
Ma torniamo a Basciano, il deejay si è lasciato andare a considerazioni pesanti, rivelando anche particolari secondo cui anche le forze dell’ordine riterrebbero delle “cinesate” i braccialetti elettronici, tra l’altro quando parla di polizia all’esterno dell’asilo, a cosa si riferisce? Cosa è successo? E soprattutto perché Codegoni era lì? Lungi da noi fare illazioni, ma sembrerebbe quasi l’influencer fosse stata chiamata a fronte di qualche fatto accaduto.
Non ci piace comunque muoverci sul terreno delle ipotesi, quindi andiamo avanti con le dichiarazioni del deejay : “La polizia stessa mi ha detto che i braccialetti sono delle cinesate. A volte di notte mi suona e non intervengono, quando chiedo spiegazioni mi rispondono ‘tanto lo sappiamo che non sei pericoloso e non fai niente’. Io non ho mai minacciato Codegoni, mai mandato messaggi. Il nostro era un rapporto tossico, in cui litigavamo e poi ci cercavamo a vicenda. Il dato di fatto è che nei mesi successivi al mio arresto e alla mia scarcerazione, lei ha strumentalizzato la violenza sulle donne”.
Affermazioni pesantissime, secondo Basciano le lacrime di paura della sua ex a Le Iene, sarebbero state strumentali e dovrebbe chiedere scusa a tutte le donne che veramente subiscono violenze: “Dopo quello che mi è successo, per cinque mesi non ho potuto vedere mia figlia. Sono stato condannato prima del processo. La violenza la sto subendo io perché sono stato messo sotto gogna mediatica. La mia compagna parla ancora di me bene e deve chiedere scusa a tutte le donne che hanno subito violenze. A causa del braccialetto elettronico ho perso l’80% dei miei introiti, però devo tirare fuori 5.800 euro per la scuola privata, la mia parte devo metterla”.
Basciano continua a ripetere che Sophie Basciagoni parla ancora bene di lui, come fa a saperlo? Persone che glielo hanno riferito, sue convinzioni personali o controllo della ex? Non lo sappiamo.
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