Barbara D’Urso dichiara guerra a Mediaset, accuse anche a Toffanin e De Filippi, l’azienda di Cologno e Fascino rispondono
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E alla fine la resa dei conti è arrivata, Barbara D’Urso ha dichiarato guerra a Mediaset, un’azienda che ha amato a tal punto da accettare che le venissero chiuse Domenica Live e Live Non è la D’Urso, che le venisse ridotto Pomeriggio Cinque, confinato in una fascia oraria impraticabile e di essere confinata in uno studio piccolo ed in condivisione con altri programmi di carattere giornalistico.
Una vera e propria azione di svilimento della conduttrice con l’intento preciso di indurla a lasciare spontaneamente l’azienda. Tutto ciò giuridicamente ha un nome ed è la pratica più subdola e infame che un datore di lavoro possa porre in atto nei confronti di una dipendente. D’altronde ben sappiamo come Mediaset tratta chi ha contribuito a renderla ricca e apprezzata, se ne è accorto al tempo un monumento della televisione come Mike Bongiorno, messo alla porta senza preavviso dopo essere stato uno dei volti simbolo dell’azienda e se ne è accorta Barbara D’Urso, defenestrata senza neanche darle modo di salutare il suo pubblico.
A prescindere da come andrà a finire il contenzioso tra la conduttrice e l’azienda di Cologno Monzese, quest’ultima ne esce umanamente e moralmente malissimo, da anni ormai un gigante dai piedi di burro capace solo di sfornare reality che puzzano di naftalina e piegarsi al trash di Maria De Filippi o alle finte lacrime di Silvia Toffanin. In tutto ciò Pier Silvio Berlusconi, che del padre ha solo il cognome, sembra incapace di raddrizzare una barca che fa acqua da tutte le parti.
Pier Silvio nel tentativo di umiliare Barbara ha umiliato se stesso e adesso si ritrova con le unghie sui vetri della sua azienda a dettare esili comunicati nel tentativo di salvare il salvabile.

L’azione dei legali di Barbara D’Urso conseguenza del fallimento di una procedura di mediazione
L’azione dei legali di Barbara D’Urso è arrivata dopo il fallimento di una procedura di mediazione tra le parti. Al centro della causa della conduttrice contro la sua ex azienda, le mancate scuse per le offese ricevute in un tweet partito “accidentalmente” dall’account ufficiale QuiMediaset e subito cancellato.
Da Cologno al tempo si giustificarono dicendo che il profilo social era stato hackerato, comportamento bislacco da parte di un hacker cancellare immediatamente un’offesa partita dalle proprie mani con il preciso intento di nuocere, ancora più bislacco che a seguito di hackeraggio un’azienda rientri in possesso dei propri profili nel giro di poche ore.
Nelle richieste dei legali anche un risarcimento per il mancato corrispettivo dei diritti d’autore per tutti i programmi firmati da Barbara D’Urso come autrice in 16 anni di lavoro nonché per il format Live non è la D’Urso, che è di sua proprietà. Dagospia con una punta d’ironia ha commentato che probabilmente “c’è chi a Cologno Monzese questa mattina ha fatto un salto sulla sedia ricordando i 35 milioni di euro (introiti pubblicitari esclusi) che sarebbero stati incassati (grazie ai programmi della D’Urso) nei suoi anni in Mediaset. Una cifra da capogiro”.
Ma non finisce qui, i legali della conduttrice accusano l’azienda di azioni vessatorie nei confronti della propria assistita che avrebbe avuto “l’obbligo di far approvare preventivamente l’elenco di tutti gli ospiti di tutte le sue trasmissioni alle produzioni di Maria De Filippi e Silvia Toffanin considerate le vere antagoniste della d’Urso”.

Le risposte di Mediaset e di Fascino PGT
Sia Mediaset che Fascino come detto hanno respinto le accuse. Il Biscione tramite l’avvocato Andrea Di Porto in una nota ha fatto sapere che: “L’Azienda respinge ogni addebito mosso dalla signora D’Urso. L’azione legale contiene una ricostruzione dei fatti strumentale e non corrispondente alla realtà […] Le pretese risarcitorie della conduttrice sono del tutto infondate. Mediaset ha sempre agito nel rispetto degli obblighi assunti e in conformità con la propria linea editoriale, pertanto è fiduciosa sull’esito positivo della controversia”.
A quanto riferisce Fanpage.it, anche Fascino PGT, casa di produzione di cui Maria De Filippi detiene il 50%, ha smentito l’accusa di presunte ingerenze negli ospiti dei programmi di D’Urso, precisando che non vi è mai stata la richiesta di liste: “Mai state liste, non c’era nessun passaggio intermedio tra noi e i programmi di Barbara D’Urso”.
Una vicenda che potrebbe costare veramente cara a Mediaset e non solo dal punto di vista economico.

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