Caso Boccia-Sangiuliano: archiviata la denuncia dell’ex ministro e la moglie contro Ranucci e i giornalisti di Report
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La risposta del Tribunale di Roma è chiara e netta e tutela quello che è un diritto fondamentale di chiunque si occupi di informazione: raccontare fatti veri e di interesse pubblico, un diritto che come ha ribadito Maria Rosaria Boccia in una sua nota dopo il responso dei giudici “non può essere intimidito”. Ma andiamo con ordine: domenica 8 dicembre 2024, Report manda in onda un audio: una conversazione tra l’ex ministro della Cultura, Sangiuliano e sua moglie, la giornalista del Tg2, Federica Corsini.
Nell’audio viene dipanato l’ultimo velo sulla vicenda che nell’estate precedente ha visto Sangiuliano protagonista di una presunta relazione extraconiugale con l’imprenditrice Maria Rosaria Boccia, esperta nell’organizzazione di grandi eventi. Nell’intercettazione mandata in onda, l’ex ministro oltre a rivelare la frequentazione con Boccia, racconta alla moglie di aver ricevuto il benservito dalla presunta amante, raccontando infine dell’esistenza di un incarico di consulenza gratuita presso il ministero della Cultura, conferito alla stessa Boccia.
Nell’audio la verità sull’incarico a Maria Rosaria Boccia
Nell’audio si sente Corsini ordinare al marito di strappare l’incarico, ammettendo indirettamente ciò che Boccia ha ripetuto per mesi senza che i media le dessero la necessaria attenzione: le era stato promesso un incarico, sparito dopo la firma. L’imprenditrice ne esce pulita e con la verità dalla sua parte, ma a fronte delle tonnellate di fango e insulti ricevuti per mesi, quando la verità viene appurata non solo non riceve le scuse, ma Sangiuliano e la moglie denunciano Report e Sigfrido Ranucci per interferenze illecite.
Nella denuncia si chiede ai giudici di valutare e accertare chi abbia consegnato alla trasmissione di Rai3: “le registrazioni illecitamente carpite e ancor più illecitamente consegnate”. La denuncia da principio sembra un modo per imbavagliare l’informazione nonché l’estremo tentativo di Sangiuliano per tutelare la propria immagine. Oggi, 10 aprile, l’archiviazione della denuncia da parte del Tribunale di Roma.

Le motivazioni dell’archiviazione
“In ordine al profilo delittuoso dell’interferenza illecita inizialmente ipotizzato anche a carico degli attuali indagati – si legge nel dispositivo di archiviazione del gip Rosa Maria De Lellis – si determinavano a richiedere l’archiviazione, fornendo una incisiva motivazione alla quale, per la correttezza dell’analisi dei fatti di causa, si ritiene di aderire, ritenuta assorbente l’assenza dell’elemento soggettivo del reato”.
Il gip ha ritenuto “che la vicenda illustrata e documentata dai denuncianti attraverso l’opposizione, vada dichiarata inammissibile, con conseguente accoglimento dell’archiviazione formulata dai pm, che nel merito si condivide in ogni sua parte”
Infine il magistrato ha ribadito che i giornalisti di Report hanno agito in ottemperanza del diritto di cronaca: “Non vi è alcun elemento per ritenere che i giornalisti di Report fossero consapevoli del luogo in cui avveniva la conversazione privata, intercorsa tra i coniugi Sangiuliano e Corsini, mandata in onda, in minima parte, nella puntata dell’8 dicembre del 2024. condotta espressione del diritto di cronaca, rispettosa dei canoni di veridicità della notizia riportata, della continenza espositiva e dell’interesse pubblico”.
Le dichiarazioni di Maria Rosaria Boccia
A fronte dell’archiviazione, Maria Rosaria Boccia in una nota ha espresso la sua soddisfazione per la decisione dei giudici sottolineando quanto la giustizia abbia chiarito che raccontare fatti veri non è reato:
“La decisione della Procura di Roma di archiviare definitivamente l’inchiesta nei confronti dei giornalisti di Report e del suo conduttore Sigfrido Ranucci ristabilisce un principio essenziale in una democrazia: il diritto di cronaca non può essere intimidito quando racconta fatti veri e di interesse pubblico.
I magistrati hanno riconosciuto che quanto trasmesso rientrava pienamente nei canoni del diritto di cronaca: veridicità della notizia, continenza espositiva e interesse pubblico. Non una, ma due volte. Prima con l’archiviazione, poi respingendo l’opposizione presentata dai denuncianti.
L’esposto era stato presentato dall’ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano e dalla giornalista Federica Corsini, in relazione a un servizio giornalistico che faceva riferimento alle circostanze riguardanti una mancata nomina a un incarico ministeriale e al possibile ruolo svolto dalla moglie del ministro nella vicenda.
La Procura ha quindi ritenuto che la diffusione di tali informazioni rientrasse nell’ambito dell’attività giornalistica e del diritto di cronaca su questioni considerate di interesse pubblico.
Il lavoro dei giornalisti di Report ha semplicemente acceso una luce su una gestione che molti cittadini hanno trovato surreale. Per questo rinnovo la mia stima e il mio rispetto per il coraggio professionale di Sigfrido Ranucci e della redazione.
La giustizia ha chiarito ciò che dovrebbe essere ovvio: raccontare fatti veri di interesse pubblico non è un reato. È giornalismo. Ed è democrazia”.
Adesso arriveranno anche le scuse di chi la ha esposta a una compulsiva gogna mediatica e a una narrazione distorta della vicenda?
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