Flotilla e Gaza, l’Italia scende in piazza: 100 cortei per rompere il silenzio
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Cento cortei per rompere il silenzio governativo su Flotilla e Gaza, più di un milione di persone stanno sfilando e riempiendo le piazze italiane per protestare contro l’aggressione armata avvenuta lo scorso 1 ottobre contro le navi civili che portavano aiuti al popolo palestinese. Un abuso della marina israeliana, che dallo scorso 1 marzo ha chiuso ogni corridoio umanitario per raggiungere la popolazione affamata sottoposta a bombardamenti che fino ad ora hanno provocato oltre 62.000 morti, di cui 18.400 bambini e 156.000 feriti. A questi vanno aggiunti i 1500 morti israeliani.
Sia chiaro, i morti sono morti, di qualsiasi provenienza essi siano, ma i numeri raccontano da soli la disparità di vittime di una guerra che non è una guerra ma l’attacco sistematico verso un popolo. La parola “genocidio” che tanti evitano di pronunciare, racconta in maniera inequivocabile le cifre di uno sterminio verso il quale si sono spese tante parole, ma fattivamente poco si è fatto. Non sono stati adottati provvedimenti nei confronti dell’aggressore, ma soprattutto lo si è lasciato libero di agire.

La risposta di Landini a Matteo Salvini
L’operazione della Flotilla è servita a questo, a dimostrare il sopruso israeliano e l’abuso pretestuoso della parola “terrorismo” per compiere azioni vietate dal diritto internazionale e dall’Onu. Oggi, 3 ottobre per lo sciopero generale indetto da Cgil e Usb si sono fermati trasporti, scuola e sanità. Mobilitazione che il Garante ha definito illegittima perché indetta senza alcun preavviso e per cui il sindacato ha presentato ricorso.
Nel mentre, nonostante la delibera del Garante, il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Matteo Salvini, non ha proceduto con la precettazione avvertendo però che non saranno tollerate violenze e annunciando restrizioni sugli scioperi illegittimi e multe più salate per chi se ne renderà promotore. Affermazioni del ministro che non sono piaciute al segretario della Cgil, Landini, che ha commentato: “Non avevo mai visto nella mia vita un rappresentante dello Stato minacciare i cittadini che esercitano un diritto sancito dalla Costituzione. Un governo serio dovrebbe avere l’umiltà di ascoltare e ringraziare. Minaccia persone perbene, in piazza ci sono quelli che pagano le tasse, dovrebbero essere ringraziate perché stanno tendendo alto l’onore del Paese. Dovrebbe baciare dove mettono i piedi e non denigrarli o minacciarli. Sinceramente, a quel livello lì non mi ci metto perché è talmente basso che questo Paese non lo merita. Queste persone sono in piazza per dire no al genocidio e per dire basta a spendere soldi per le armi”.

Protesta in modo ordinato con qualche momento di tensione strumentalizzato oltremodo dai media filogovernativi
La protesta ha coinvolto tutta Italia, migliaia di persone sono scese in piazza nelle principali città italiane, ma anche in centri più piccoli. Non sono mancati momenti di tensione ma circoscritti, anche se la strumentalizzazione di una protesta pacifica e la narrazione a senso unico di parte dei media filogovernativi, sta ponendo l’accento quasi esclusivamente sugli incidenti avvenuti durante i cortei: a Torino si è verificato un lancio di oggetti verso la polizia, a Firenze sono stati fatti esplodere petardi sui binari della stazione ferroviaria mentre a Bari ci sono state proteste davanti al consolato italiano.
A Roma a fronte di una capiente mobilitazione di cittadini scesi in piazza per manifestare il proprio dissenso contro il genocidio e le politiche repressive israeliane in cui sono incorse le imbarcazioni della Flotilla, i disagi sono stati contenuti. Non c’è stato il blocco totale dei mezzi di trasporto, le metropolitane, gli autobus e i tram hanno assicurato il servizio anche se con rallentamenti.
Ministero degli Esteri: parlamentari italiani rilasciati dagli israeliani, richiesta liberazione immediata di tutti gli altri italiani dell’operazione Flotilla detenuti nelle carceri israeliane
Il ministero degli Esteri ha nel frattempo informato, che i quattro parlamentari italiani che facevano parte di Flotilla sono stati liberati. L’ambasciata ha richiesto la liberazione immediata di tutti gli altri italiani detenuti. Gli attivisti fermati da Israele sono circa 470, gli italiani 40. Intanto è stata divulgata la notizia che ieri 2 ottobre, altre 45 barche sono partite dalla Turchia dirette verso la Striscia di Gaza.

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