Giuseppe Zeno dal 20 settembre sarà Giovannino Guareschi, il “papà” di Don Camillo e Peppone: “I nostri giovani avrebbero bisogno di riscoprire un autore che è sempre stato fedele a se stesso”
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La saga di Don Camillo e Peppone dopo oltre sessant’anni continua a mietere consensi tra il pubblico, è lo spaccato di un’Italia del dopoguerra in cui i contrasti ideologici erano estremizzati e la Chiesa aveva ancora un peso specifico nella società. Un’Italia lontana di cui ormai hanno contezza in pochi, dato il passare inesorabile del tempo e degli anni. Domenica 20 settembre su Rai1 andrà in onda un film che rende omaggio a chi quell’Italia la ha fatta conoscere attraverso i suoi personaggi, il celebre scrittore emiliano, Giovannino Guareschi, il “papà” di Don Camillo e Peppone.
Si tratta di un biopic di Guareschi, scritto e diretto da Andrea Porporati e prodotto da Anele in collaborazione con Rai Fiction e con il sostegno della Regione attraverso Emilia-Romagna Film Commission. Il film prende spunto dall’autobiografia dello scrittore, Chi sogna nuovi gerani (anagramma di Giovanni Guareschi, ndr), scritta dai suoi figli Alberto e Carlotta.
Porporati nella redazione dell’opera si è avvalso della collaborazione di Marco Ferrazzoli e della consulenza in esclusiva di Alberto Guareschi, figlio di Giovannino.
Giuseppe Zeno interpreterà Giovanni Guareschi
Nella trasposizione televisiva dal titolo, Giovannino Guareschi- Non muoio neanche se mi ammazzano, Giuseppe Zeno interpreterà il ruolo di Giovanni Guareschi, lo scrittore protagonista di una storia personale fuori dal comune a cui fanno da contorno la guerra, l’editoria, il carcere e i campi di concentramento. In tutto ciò emergono l’amore per la moglie Enia, per i figli Alberto e Carlotta e quello viscerale per la Bassa Padana, sempre presente nei suoi racconti.
La sua terra fa da sfondo anche nelle storie di Don Camillo e Peppone racchiuse in “Mondo Piccolo” un successo editoriale che condusse Guareschi ad accettare la trasposizione cinematografica di Don Camillo e Peppone con Fernandel e Gino Cervi. Una saga che tuttora con i suoi cinque film (Don Camillo, Il ritorno di Don Camillo, Don Camillo e l’Onorevole Peppone, Don Camillo Monsignore ma non troppo e Il compagno Don Camillo, ndr) catturano l’attenzione dei telespettatori e hanno pagine dedicate sui social.
Giuseppe Zeno: “Un viaggio straordinario vissuto con un po’ di timore e tanta gioia”
Durante la conferenza stampa di presentazione dell’opera, Zeno ha parlato di una esperienza vissuta con un po’ di timore e tanta gioia: “Non è scontato quando si fa il mio lavoro che venga concessa la possibilità di confrontarsi con un personaggio del genere, in una struttura che ha un taglio autorale decisamente importante – ha spiegato Zeno- E’ stato un viaggio che all’inizio mi ha portato anche un po’ di timore insieme ovviamente alla gioia. E quando ho incontrato Alberto Guareschi, il figlio di Giovanni ci sono andato con il mio quaderno di appunti pieno di domande invece ho capito che dovevo stare in silenzio e ascoltarlo per le cose che mi ha trasferito”.
Un autore che finora non è stato mai raccontato nonostante lui stesso si sia raccontato attraverso i suoi personaggi: “Guareschi non è stato mai raccontato – ha detto Zeno – abbiamo imparato a conoscerlo attraverso i suoi personaggi, attraverso i film che poi sono stati fatti sui suoi personaggi, lui si è raccontato attraverso loro: Don Camillo, Peppone, il Cristo che non è altro che la voce della sua coscienza, quella coscienza risolutiva che doveva porre fine a qualsiasi contrasto”
L’attore ha tenuto a sottolineare che quel mondo che Guareschi ha definito piccolo adesso lo chiamerebbe ‘mondo ideale’: “Quel mondo che lui ha raccontato definendolo ‘piccolo’, adesso lo chiamerebbe ‘mondo ideale’ dove ogni conflitto deve necessariamente convergere in qualche modo. Questo film è un qualcosa che incide nella mia carriera, mi ha dato quell’elemento in più per provare ad esprimere quelle cose che in altri contesti sarebbe stato difficile poter esprimere”
Giuseppe Zeno: “Recitare in dialetto significa darsi una ulteriore collocazione come artista”
Giuseppe Zeno ha anche spiegato quanto sia stato importante per lui confrontarsi con un dialetto che non conosceva: “La possibilità di poterti confrontare con un altro registro recitando in dialetto è una cosa importantissima, non credo sia semplicemente una interpretazione, ma darsi una ulteriore collocazione. Non è semplicemente un esercizio di stile, mentre lo fai il dialetto ti dà un altro modo di respirare, un’altra metrica, ti obbliga a parlare necessariamente in un altro modo e di conseguenza si trascina tutta l’interpretazione”.
Una esperienza linguistica che ha subito rapito l’attore: “Sono stato felicissimo di potermici confrontare grazie a un collega eccezionale, ho passato l’estate di due anni fa prima delle riprese a farmi venire il mal di testa per imparare al meglio il dialetto emiliano, per me un qualcosa di nuovo, ma che mi ha subito rapito”.
In tutto ciò la grande soddisfazione per lui come attore di mettere insieme tutte le esperienze umane che Guareschi ha vissuto: “Inutile poi raccontare quanto sia bello per un attore mettere insieme delle esperienze umane che Guareschi ha vissuto prima e dopo la guerra per poi maturare la grande coscienza critica per poter arrivare alla sua arte”.
Giuseppe Zeno: “Importante che Guareschi venga riscoperto dai giovani per i messaggi che contengono i suoi racconti”
Infine Zeno ha fatto una considerazione importante sulla necessità della riscoperta di Guareschi come autore nelle scuole: “La fascinazione che i suoi racconti possono dare ai ragazzi in età scolastica è importante – ha detto Zeno – soprattutto i messaggi che nei suoi racconti sono contenuti. Prima della preparazione io ho visto e rivisto i film di ‘Don Camillo e Peppone’ e spesso li guardavo a tarda sera per concentrami, i miei figli sapevano che la sera dalle 23,30 in poi mi vedevo i film di ‘Don Camillo e Peppone’ loro volevano vederli con me, erano affascinati”.
L’attore ha sottolineato che attraverso i racconti di Guareschi si ha l’opportunità di approfondire un momento storico dell’Italia: “Molti dei messaggi contenuti nei film sono estremamente educativi, sia perché si ha la possibilità di conoscere un autore, sia perché necessariamente assieme ai suoi personaggi e ai suoi racconti si viene a conoscere un momento storico della nostra Italia che vale la pena approfondire affinché si possa meglio comprendere”
Infine Zeno ha fatto presente l’importanza di un autore che è sempre stato fedele a se stesso: “Oggi i nostri giovani avrebbero bisogno di riscoprire un autore che è sempre stato fedele a se stesso ed estremamente coerente con le proprie idee”.

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