Jolanda Renga: la forza della normalità tra passioni, lotta al cyberbullismo e l’amore per gli animali
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Esiste una forma di resistenza silenziosa che non urla, ma splende per autenticità. In un mondo digitale spesso costruito su filtri e proiezioni, Jolanda Renga si muove con la freschezza di chi ha scelto di non indossare maschere. Ospite del podcast “Un’ora sola ti vorrei”, la giovane ventiduenne ha dialogato con Giorgia Soleri in un incontro che ha saputo mescolare la profondità del Capricorno — segno che entrambe condividono con orgoglio — a una dolcezza disarmante.
Il risultato è il ritratto di una ragazza che, nonostante il cognome “importante”, ha costruito il proprio baricentro sulla semplicità, sul valore dello studio e su una sensibilità rara.
Una “figlia d’arte” orgogliosamente normale
Uno dei punti più toccanti della conversazione riguarda il concetto di normalità all’interno di una famiglia costantemente sotto i riflettori.
Jolanda descrive la sua infanzia non come un susseguirsi di jet privati e red carpet, ma come un mosaico di momenti quotidiani: i pranzi con le finestre aperte, le liti dei vicini in sottofondo e i pomeriggi passati in giardino a giocare con il fratello.
Per lei, i genitori non sono mai stati “le celebrità”, ma figure presenti che hanno saputo educarla alla libertà senza imposizioni.
Questa educazione “aperta” ha prodotto un effetto controintuitivo: invece di spingerla verso la trasgressione, l’ha resa una ragazza solida e responsabile.
Jolanda racconta infatti di non aver mai sentito il bisogno di bere alcolici o fumare, non per divieto, ma per una scelta personale di consapevolezza.
Un esempio che ribalta gli stereotipi sui figli delle star, spesso dipinti come ribelli o viziati, e che restituisce l’immagine di una giovane donna che apprezza il valore delle piccole cose e del rispetto verso se stessa.

Il riscatto attraverso lo studio e la scrittura
Il percorso scolastico di Jolanda non è stato privo di ostacoli. Se al liceo il peso del giudizio altrui e la pressione dei voti la rendevano timida e riservata, l’università ha segnato la sua rinascita.
Iscritta a Comunicazione alla IULM, descrive questi anni come i più belli della sua vita, un periodo di scoperta in cui ha finalmente compreso che non è necessario correre contro il tempo.
La scrittura è stata un’altra tappa fondamentale di questo viaggio. Jolanda ha pubblicato il suo primo libro a soli diciannove anni, portando a termine un progetto iniziato tra i banchi di scuola.
Nonostante la sindrome dell’impostore faccia talvolta capolino, la sua soddisfazione è immensa: quella storia, nata da un bisogno interiore, è diventata un ponte per comunicare con gli altri, dimostrando che la determinazione può trasformare i sogni in realtà tangibili, anche quando si è giovanissimi.
Dal video virale alla lotta contro il cyberbullismo
Jolanda è balzata agli onori della cronaca anche per un video, diventato rapidamente virale, in cui rispondeva con estrema dignità agli insulti ricevuti sui social.
Durante l’intervista, ammette con sincerità di aver agito d’impulso, quasi senza rendersi conto della portata che quel gesto avrebbe avuto. Quel momento di vulnerabilità trasformata in forza l’ha resa un punto di riferimento per molti coetanei.
Oggi, Jolanda trasforma quell’esperienza in azione concreta visitando le scuole per parlare di cyberbullismo. Il suo approccio è orizzontale: non parla da adulta a bambini, ma da pari a pari.
Racconta di bigliettini anonimi che raccolgono le paure e le solitudini dei ragazzi, e della commozione nel vedere la forza di chi decide di esporsi.
Per lei, la scuola deve essere un luogo sicuro, un ambiente dove il rispetto deve prevalere sulla tossicità dei giudizi, e la sua testimonianza è un raggio di speranza per chiunque si senta escluso.

Animali, empatia e sogni futuri
Oltre agli impegni professionali in radio — dove lavora con passione da due anni, vincendo ogni giorno la timidezza del “microfono acceso” — la vita di Jolanda è popolata da un amore incondizionato per gli animali.
Tra cani e gatti, la sua casa è un piccolo rifugio di “pet therapy”. Ha raccontato con emozione il salvataggio di un gattino in strada e l’importanza che queste creature hanno nel suo equilibrio quotidiano.
Insieme al suo fidanzato, con cui condivide la passione per il “gossip sano” e la quotidianità, Jolanda guarda al futuro con curiosità e voglia di imparare.
La sua “green flag” ideale? La gentilezza. In un’epoca di maleducazione ostentata, lei sceglie di essere educata, attenta ai dettagli e profondamente umana. Jolanda Renga non è solo una figlia d’arte; è una voce limpida che ci ricorda quanto sia rivoluzionario, oggi, scegliere di essere semplicemente se stessi.
