LAZIOSound 2026: Briga si confessa tra musica, paternità e il futuro dei nuovi talenti
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La Regione Lazio riaccende i motori della musica emergente con la VI edizione di LAZIOSound, il programma delle Politiche Giovanili nato per trasformare la passione delle sette note in una professione concreta. Sotto la direzione artistica di Paolo Vita, il contest si conferma come un pilastro fondamentale per il panorama artistico regionale, offrendo ai giovani under 35 residenti nel Lazio una vetrina senza precedenti.
Con le iscrizioni aperte fino al 15 aprile 2026 attraverso il portale ufficiale, la manifestazione si presenta quest’anno con una novità di rilievo: la categoria “Interpreti”, dedicata a chi, pur non essendo autore, possiede la capacità di reinterpretare grandi successi con originalità e tecnica vocale.
Ma oltre ai dettagli tecnici e alle sei macrocategorie in gara (Jazz, Urban, Cantautorato, Classica, Elettronica e, appunto, Interpreti), a catturare l’attenzione è la giuria di qualità, dove spicca il nome di Mattia Bellegrandi, in arte Briga.
Briga: un giudice dalla parte dei ragazzi
Ritroviamo Briga in un momento d’oro della sua vita, non solo professionale ma soprattutto personale. In un’intervista esclusiva, l’artista ha svelato il suo approccio a questa nuova edizione di LAZIOSound, sottolineando come il suo ruolo non sia quello di un freddo giudice, ma di una guida.
“Non sono un punto di riferimento”, dichiara Briga con umiltà, “diciamo che il ruolo che ho io è comunque un ruolo che deve accompagnarli, aiutarli. Cercherò di farlo nel miglior modo possibile, sicuramente non come alcuni giurati hanno fatto con me nel passato”.
Queste parole riflettono una profonda empatia verso i giovani che oggi cercano di farsi strada in un mercato discografico radicalmente mutato.
Secondo l’artista, se da un lato è diventato più facile “entrare” nel mercato — grazie alla possibilità di produrre un brano in casa e caricarlo autonomamente su Spotify — la vera sfida oggi è la longevità.
“È più difficile mantenersi e rimanere”, osserva Mattia, evidenziando come la saturazione digitale richieda una resilienza e un’identità artistica ben più solide rispetto al passato.
“Qui Sei Fuori”: la musica che nasce dalla vita vera
Il legame di Briga con la realtà e l’autenticità emerge prepotentemente anche nel suo nuovo singolo, “Qui Sei Fuori”.
Durante l’intervista, il cantante ha raccontato come l’ispirazione sia nata da un momento quotidiano, quasi banale, trasformatosi in arte: una passeggiata in Via del Corso a Roma con la moglie Arianna (Montefiori).
Il riflesso della coppia sulle vetrine di Fendi, con le buste di H&M in mano, è diventato l’immagine simbolo di un cantautorato che Briga definisce “estremamente vero ed autobiografico”.
Il brano non è solo un racconto urbano, ma racchiude il desiderio, ora divenuto realtà, di diventare genitori: Briga diventerà infatti papà ad aprile, proprio in concomitanza con le fasi calde di LAZIOSound.
Oltre i Talent: la filosofia di LAZIOSound 2026
Interrogato sul peso dei talent show oggi, Briga mantiene una posizione equilibrata. Pur non considerandoli più l’unica via d’accesso obbligata, li definisce “una strada”, sottolineando che ogni percorso è percorribile se porta alla realizzazione di un sogno.
È proprio qui che si inserisce la missione di LAZIOSound: offrire un’alternativa strutturata e professionale.
Il contest non è infatti una semplice gara, ma un percorso di crescita che culminerà nella finalissima del 16 luglio al Castello di Santa Severa.
In palio ci sono opportunità concrete: dalla produzione di singoli e videoclip professionali alla partecipazione al LAZIOSound CAMPUS, un corso di formazione per comprendere i meccanismi del mercato, dal diritto d’autore alla contrattualistica.
I vincitori avranno inoltre accesso a palcoscenici prestigiosi come Casa Sanremo 2027 e, per la prima volta, il vincitore assoluto potrà accedere di diritto al San Marino Song Contest, trasmesso sulle reti Rai.
Come sottolineato dall’Assessore Simona Renata Baldassarre, LAZIOSound non è solo un contest, ma una “politica culturale che punta a creare opportunità concrete e costruire un ecosistema favorevole” per chi vuole investire seriamente nella musica.
E con giudici come Briga, pronti ad accompagnare i talenti con umanità e competenza, il futuro del “made in Lazio” sembra essere in ottime mani.

