Marco Bocci: “Ho perso la memoria e Laura mi chiese il divorzio dopo le nozze. Ecco come vivo oggi”
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Dalla battaglia quotidiana con i ricordi cancellati dall’infezione cerebrale al rapporto intenso con Laura Chiatti, fino al sogno di una vita manuale e lontana dai riflettori. L’attore si confessa in un ritratto intimo e sorprendente.
C’è un lato di Marco Bocci che va ben oltre il fascino dell’attore di successo. È il lato di un uomo che combatte, che annota tutto per non smarrirsi e che trova nella sua famiglia l’unico vero centro di gravità.
In una recente e toccante intervista a Vanity Fair, l’attore umbro ha aperto le porte della sua vita privata, raccontando le fragilità nate dopo la malattia del 2018 e i retroscena inediti del suo matrimonio con Laura Chiatti.

La memoria e la strategia per non dimenticare
Tutto è cambiato nel 2018, quando un’infezione cerebrale (un herpes al cervello) ha cancellato parte del suo passato e compromesso la memoria a breve termine.
Bocci descrive la sua vita attuale quasi come quella del protagonista del film Memento: “Annoto tutto per non perdermi”, confessa.
L’attore ha sviluppato strategie di sopravvivenza quotidiana: quaderni pieni di appunti, note sul cellulare e liste di film e libri già consumati, per evitare di ripetersi.
Ma l’aspetto forse più disarmante è la difficoltà nel riconoscere i volti, una condizione che lo porta spesso a fingere di conoscere le persone che lo salutano per strada o ai fan che chiedono un selfie, cercando disperatamente un aggancio nella conversazione per capire chi ha davanti.
A teatro, quello che prima memorizzava in tre settimane, oggi richiede quattro mesi di studio.
“Laura mi chiese il divorzio poche ore dopo il sì”
Tra il set e la vita privata, il legame con Laura Chiatti è il pilastro fondamentale, nonostante un inizio che definire “burrascoso” è un eufemismo.
Bocci ha svelato un aneddoto incredibile: poche ore dopo il matrimonio, Laura gli chiese il divorzio. Una crisi improvvisa, nata forse dallo stress o da un litigio paradossale, che però non ha scalfito la sicurezza dell’attore: “Sentivo che l’avremmo superata. La famiglia è tutto per me”. E così è stato.
Oggi i due, genitori di Enea e Pablo, si sono ritrovati per la prima volta a recitare insieme nella miniserie Rai Se fossi te.
Un’esperienza che Bocci descrive come “stare su una macchina da corsa”: ha scoperto una Laura diversa, un’energia lavorativa che non conosceva tra le mura domestiche, superando la paura che mischiare vita e lavoro potesse generare conflitti.

I figli, il Natale e il sogno di fare il carrozziere
Nonostante il successo, Marco Bocci coltiva un desiderio di normalità quasi commovente. Si definisce membro del “club dei malviventi”, inteso come coloro che vivono male le proprie ansie (“pippe mentali”).
Il suo sogno nel cassetto? Fare un lavoro manuale, concreto, come il carrozziere. “Vorrei vivere la vita di chi stacca il cervello”, ammette, rivelando un bisogno di regolarità che il cinema, con le sue incertezze economiche e i ritmi frenetici, non può dargli.
Eppure, è proprio nella “follia” creativa che trova il modo di essere un padre presente.
Ex “Grinch” del Natale, oggi Bocci si trasforma per i figli: ogni anno organizza una complessa messa in scena con telecamere nascoste per filmare l’arrivo di Babbo Natale (interpretato da lui), montando il video di notte per mostrare ai bambini la “magia” il mattino dopo.
Un gesto d’amore puro per quei figli che oggi, pre-adolescenti, iniziano a guardarlo con occhio critico, ma che rimangono il suo successo più grande.
Tra la regia del suo prossimo film (tratto dal suo romanzo Nelle tue mani, nella sua pelle) e i bilanci di vita, Marco Bocci ci insegna che la vera forza non sta nel ricordare tutto, ma nel saper restare aggrappati a ciò che conta davvero.

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