Maria Esposito: “Per interpretare Melania Rea mi sono affidata a quello che avrei provato io nei suoi panni” la serie tv presentata alla Festa del Cinema di Roma
#image_title
Alla Festa del Cinema di Roma è stato il giorno della presentazione della serie tv dedicata a Melania Rea, vittima di femminicidio per mano di suo marito Salvatore Parolisi nel 2011. La serie prodotta da Simona Ercolani e Teresa Carducci sarà distribuita in 4 episodi su HBO Max a partire dal prossimo 6 novembre con cadenza settimanale.
Ad interpretare Melania Rea sarà Maria Esposito, la Rosa Ricci di Mare Fuori, Daniele Di Rienzo sarà invece sullo schermo Salvatore Parolisi. La serie tv ha l’intento di mettere al centro la persona prima del drammatico fatto di cronaca di cui è stata vittima e fa riflettere sulla manipolazione affettiva, sugli abusi domestici e tutti quei meccanismi che fanno parte della violenza di genere.
Per la realizzazione della serie è stato fondamentale il contributo della famiglia Rea: i genitori di Melania e suo fratello Michele e il confronto con alcune figure centrali nella vicenda quali l’avvocato della famiglia Rea, gli investigatori, la criminologa Margherita Carlini che oltre a fonti verificate hanno consentito di usufruire di testimonianze dirette. La serie si avvale inoltre del patrocinio della Fondazione Una Nessuna Centomila, conosciuta per l’impegno e la sensibilizzazione contro la violenza di genere.
A completare il progetto l’inedito “Cicatrice”, brano di BigMama che fa da cornice alla fine dell’episodio finale.
Melania Rea, più che il racconto di un caso giudiziario, la storia di una giovane donna
Il 20 aprile 2011 viene ritrovato nel parco nazionale d’Abruzzo il corpo senza vita di Melania Rea di 29 anni. Il ritrovamento avviene in un luogo non lontano da dove la vittima viveva con il marito, il caporal maggiore dell’esercito Salvatore Parolisi, e la di loro figlia, Vittoria, di soli 18 mesi.
La parola femminicidio al tempo neanche esiste, addirittura nel fascicolo della magistratura quando il marito viene fermato è riportato “Caso Parolisi” il nome dell’assassino invece di quello della vittima. Si tratta di un caso che ha portato al centro del dibattito pubblico il tema della violenza di genere.
Nella serie tv più che la cronaca di un caso giudiziario, viene narrata la storia di una giovane donna, con i suoi desideri e aspirazioni che si ritrova suo malgrado in una relazione, che dietro una apparente normalità nasconde possesso, controllo e sopraffazione da parte del partner fino alla ricostruzione della verità giudiziaria.
Maria Esposito: “Nel racconto di Melania ci ho messo tutto il mio cuore”
Maria Esposito commentando la sua interpretazione di Melania Rea ha detto di essersi affidata a quelli che erano i suoi sentimenti: “Nel racconto di Melania mi sono affidata tantissimo a quello che sentivo io. Cioè mi sono immaginata io nei suoi panni. E quindi ci ho messo tutto il sentimento. Ho provato proprio a raccontare chi era Melania prima di raccontare la violenza in sé per sé e Melania per me era una ragazza semplice che sognava una famiglia, aveva dei sogni e amava con tutto il suo cuore. Aveva sognato una vita meravigliosa. Un matrimonio felice”.
L’attrice ha spiegato quali sono state le difficoltà nel dover interpretare un personaggio realmente esistito della quale conosceva soltanto la sua terribile storia di cronaca nera: “Ad aiutarmi molto – ha detto Esposito – è stata anche la direzione di Stefano (Mordini, il regista della serie, ndr) che mi ha aiutata veramente tantissimo. Lui su ogni scena metteva una musica e a me quelle musiche che metteva mi facevano uscire fuori tutto quello che sentivo“.
Maria ha detto che interpretare Melania gli ha fatto sia rabbia che tenerezza: “Vedendo la storia da fuori e interpretarla mi fa sia rabbia che tenerezza. In un rapporto non ti ne rendi conto quando sei manipolata, magari lo può vedere una persona esterna, ma tu che ci sei dentro non te ne rendi conto e questo mi fa rabbia”.
Il messaggio di Michele Rea: “Melania non deve essere ricordata soltanto per come è morta, ma soprattutto per il diritto che aveva di continuare a vivere”
Alla fine della conferenza stampa di presentazione è stato divulgato un messaggio audio di Michele Rea, fratello di Melania che ha invitato tutti a ricordare sua sorella non solo per la sua tragica morte, ma per il diritto che aveva di continuare a vivere:
“Mi chiamo Michele Rea e sono il fratello di Melania Rea. In occasione dell’uscita di questa serie televisiva vorrei rivolgere un pensiero a tutte le persone che si avvicinano alla nostra storia.
Dietro una vicenda raccontata sullo schermo c’è una realtà che non può essere dimenticata. C’è una famiglia che ha perso una figlia, una sorella, una persona amata. C’è un vuoto che nessuna parola può colmare e un dolore con cui si impara giorno dopo giorno a convivere. Ma vorrei soprattutto che chi guardasse questa serie non si fermasse soltanto alla tragedia.
Melania non era soltanto una vittima, era mia sorella, era una persona con i suoi sogni, il suo sorriso, i suoi affetti e il suo futuro. Ed è così che vorrei che fosse ricordata, prima ancora che il modo in cui le è stata tolta la vita. Mi auguro che questa storia possa lasciare qualcosa dentro ciascuno di voi, che possa aiutare a comprendere quanto sia importante riconoscere i segnali della violenza. Non giustificare mai il controllo, la paura e la sopraffazione, e non voltarsi dall’altra parte quando qualcuno chiede aiuto.
Nessuna forma di amore può trasformarsi in possesso. Nessuna relazione può togliere a una persona la libertà, la dignità e il diritto di vivere. A chi guarda questa serie chiedo una cosa semplice ma per me fondamentale: non considerate quella di Melania soltanto una storia da vedere, ma una vita da ricordare e una lezione da custodire.
Io sono suo fratello e porterò Melania con me per sempre. Il mio desiderio è che attraverso questo racconto il suo nome non rimanga legato soltanto alla sua morte, ma continui a vivere nella memoria, nella consapevolezza e nel rispetto di chi avrà conosciuto la sua storia. Perché Melania non deve essere ricordata soltanto per come è morta, ma soprattutto per il diritto che aveva di continuare a vivere. Con amore e in memoria di mia sorella, Michele Rea“.

About The Author
